lunedì 31 dicembre 2007

Ciò che lasciamo

Tra poche ore il 2007 ci sfilerà velocemente di fianco come capita tutte le volte con il gruppo che ci lascia confusi a cercare un volto noto. Un augurio a tutti: lasciamolo andare, lasciamogli portare via tutto il fardello di ricordi belli e brutti per fare spazio a tutto quello che deve ancora venire perchè il gruppo è già dietro l'angolo carico del fruscio di ruote e catene pronto ancora una volta a lasciarci a bocca aperta.
Buon 2008 a tutti!

sabato 22 dicembre 2007

La montagna della storia

La scorsa settimana ha nevicato. E' ormai pieno inverno ed il paesaggio delle colline Marchigiane imbiancato di fresco mi ha fatto pensare al Gavia, la mitica cima che il Giro affronterà durante la prossima edizione. Il Gavia è una montagna meravigliosa; transitare lassù significa confrontarsi con una salita molto impegnativa, ma non solo. La vera sfida la impone la natura; la strada si inerpica sulla destra orografica della valle proponondo sulla sinistra un burrone impressionante. In alto i ghiacciai scrutano minacciosi. Si sale per oltre quindici chilometri e la strada è stretta.
La storia ha scelto questo passo quando nel 1988 il Giro scalò il Gavia sotto una vera e propria bufera di neve. Valdervelde in fuga con la sola maglia ciclamino addosso transitò per primo ma si disperse nella discesa dove il vero dramma si concretizzò. Paura, solitudine, freddo, silenzio ed un crescente senso di impotenza attendevano tutti i ciclisti in quella discesa. Fu uno dei momenti più drammatici del ciclismo moderno.
Sono transitato (in automobile) sulla cima del Gavia nel Maggio del 2006 al seguito del Giro vinto da Basso. Sul passo c'era ancora tanta neve ma anche tanta gente. Si dice che non potrà esserci un altro Gavia visto che oggi la programmazione dell'evento e delle squadre consente di anticipare e prevenire certi problemi e so che è giusto che i corridori non corrano rischi del genere ma a volte mi spiace pensare che sia davvero così.

sabato 15 dicembre 2007

Non ti voltare ragazzo...

La tappa Porto Sant Elpido - Cesena del Giro d'Italia 2004 è stata una delle più belle degli ultimi dieci anni grazie all'impresa di un giovane e sconosciuto corridore (Sella) che decise di rischiare la fuga solitaria ad oltre quaranta chilometri dall'arrivo. Il prossimo Giro ripercorrerà quelle strade nel finale dell'undicesima tappa, la Urbania - Cesena e scommetto che anche quel giorno assisteremo ad una grande sfida perchè le strade della Romagna sono quanto di meglio si possa chiedere per mettere scompiglio nel gruppo. Ricordo che quella volta chiesi un pomeriggio di ferie dal lavoro per vedere il Giro su una delle colline che precedevano l'arrivo. Io, Vito e Michele, che fu costretto sul sedile di dietro assieme ad una bici, partimmo in auto verso le due del pomeriggio sotto un sole già caldo, come spesso accade a Maggio. Salimmo in bici da Sogliano al Rubicone e proseguimmo fino allo striscione dei -30 km all'arrivo. Vito, sovrappeso, fu spudoratamente spinto per quasi tutta la pedalata. Sella quel giorno scattò sulla salita prima di Sogliano e giunse dalle nostre parti in perfetta solitudine. Tante volte dalla strada non puoi avere una visione chiara della gara perchè le notizie sono frammentarie se non addirittura assenti. Però quando uno va più degli altri te ne accorgi subito e quel ragazzo così giovane, che non conoscevo, mi stupì per la sua grinta, che si mescolava alla disperazione di un possibile ricongiungimento. Il gruppo dietro pativa un ritardo piuttosto pesante eppure la squadra di Simoni e Cunego (la Saeco) era tutta schierata davanti per cercare di annullare il distacco.
Dopo il passaggio della corsa (e ce ne volle per vedere i velocisti), mentre pedalavamo verso Rimini nord dove avevamo lasciato le automobili, ricordo che qualcuno ci disse che quel ragazzino che pedalava solo davanti a tutti era riuscito ad arrivare primo a Cesena. Poco dopo Vito si ritirò dalla piacevole pedalata e fummo costretti a tornare a prenderlo in macchina.




venerdì 14 dicembre 2007

Parliamone ancora


E' ora di tornare a parlare di Giro d'Italia. Il disegno del Giro 2008 è piaciuto a quasi tutti i critici, un po' meno ai corridori ai quali è stato imposto un percorso molto difficile, venduto invece durante la presentazione come meno impegnativo rispetto a quello dello scorso anno (che non era certamente così ricco di tappe - chiave). In questi casi si dice che oltre al danno...; le critiche elevate in questi quindici giorni riguardano soprattutto la crono a squadre di Palermo e l'arrivo di Tirano nella tappa del Mortirolo.

La prima è giudicata, quasi universalmente, ingiusta da proporre in una corsa che premia la classifica individuale. Semmai si dibatte sul fatto che essendo piuttosto breve possa non influire sul risultato finale. Il mio parere è che sicuramente influirà sul risultato finale ma non come quella dello scorso anno in Sardegna per l'assenza di una qualsiasi difficoltà altimetrica nel suo tracciato.

Il disegno della tappa di Tirano viene invece giudicato negativamente per la distanza che separa il traguardo dalla cima del mitico Mortirolo. Secondo gli appassionati la montagna Lombarda rischia di essere poco influente. Sono invece convinto del contrario. Il Mortirolo verrà affrontato al massimo e farà la solita selezione. I chilometri che lo separano dal traguardo sono, più che altro, discesa mentre la salita verso l'Aprica (pedalabile) non farà altro, come già avvenuto in passato, che dilatare i distacchi registrati in vetta.

Giro perfetto? Il disegno mi piace moltissimo, soprattutto perchè sono state drasticamente ridotte le tappe di totale pianura. Molte tappe di trasferimento nascondono piccole insidie che consentiranno a chi avrà coraggio di provarci. Ed a tal proposito c'è una tappa su tutte che si presta a scrivere una storia speciale; quella che arriva a Cesena, dove un certo Sella...


mercoledì 12 dicembre 2007

Tutto in discesa

Ho letto che Celestino ha deciso di smettere. Io ho la sua stessa età e questo significa che sto invecchiando. Negli ultimi anni non aveva più brillato ed era un po' triste vederlo alla partenza delle grandi corse sempre defilato. La vigilia dell'ultima Sanremo (corsa che ha sempre inseguito invano) gli avevo chiesto se stesse nutrendo qualche velleità nonostante dovesse lavorare per Petacchi; mi rispose che lo spazio in squadra non gli consetiva grossi voli di fantasia. Eppure lui di voli ne ha provati eccome in carriera. Le sue discese dalla Cipressa rimarranno uno splendido ricordo per tutti quelli che le hanno ammirate.

Così ho deciso di pubblicare una vecchia fotografia. Era il 1999 ed il giovane Celestino stringeva i denti per rimanere agganciato sulla Boccola, nel finale del vecchio Lombardia, ad un terzetto composto da Di Luca, Camenzind e Mazzoleni. In discesa (guarda un po') rientrò e con un autentico colpo di mano anticipò Di Luca sul traguardo.

Guardando questa foto mi sentirò forse meno vecchio o magari, chissà, un poco più giovane.

martedì 11 dicembre 2007

Perchè il blog?

Nasce oggi per me una nuova avventura. Albumciclismo diventa blog; perchè? Negli ultimi mesi vi siete collegati in moltissimi. Alcuni per caso, altri perchè cercavano fotografie, altri ancora per sbaglio. Però mi è sempre mancato il contatto diretto con voi. E' quello che cerco adesso con questo nuovo modo di comunicare.
Il taglio rimarrà quello che già conoscete. Tante fotografie. Le gare raccontate da un punto di vista diverso. Il racconto dalla strada delle grandi corse Italiane che rimarranno il perno attorno al quale racconti, esperienze personali ed i vostri interventi ruoteranno.
Arricchirò ancor di più la sezione d'archivio con i migliori scatti cominciando da quelli di Boogerd, il grande corridore Olandese che si è ritirato a fine stagione.
Ma grande spazio alle anteprime. Parleremo (se vorrete) ancora di Giro d'Italia sull'onda della presentazione di dieci giorni or sono e poi allo scoccare del nuovo anno cominceremo a pensare alla Sanremo per non arrivare impreparati a Marzo...