sabato 23 febbraio 2008

Speciale Sanremo 2008 - Lettera da un tunnel

E' uno dei tanti luoghi magici del ciclismo. Tanta strada fatta da Milano, tanta ancora da fare sino a Sanremo. Il Turchino è stato per anni la grande montagna della Primavera. Oggi è nulla più che un dente che scuote i corridori dal torpore delle prime ore di gara. Eppure questa montagna, col suo piccolo tunnel che sbuca sul blu del mare, riesce a conservare il fascino dell'esotico e del mistero.
Lassù non c'è nulla e spesso fa freddo. Eppure è uno dei passaggi più suggestivi della Classicissima; forse più della Cipressa, forse più del Poggio. Lassù c'è soltanto il ciclismo.... ne parliamo qui.

martedì 19 febbraio 2008

Speciale Sanremo 2008 - Le Manie!

E' tutto vero! Le indiscrezioni che vogliono il passaggio della Milano Sanremo sulla salita che porta alle Manie è stata confermata con la pubblicazione dell'altimetria ufficiale. Ecco il nuovo "dente" che si eleva proprio in una fase di gara tradizionalmente calma. Cambierà qualcosa? Ci sono tutti i presupposti perchè questo accada... ne parliamo quì.

sabato 16 febbraio 2008

Speciale Sanremo 2008 - Come la vediamo un poco tutti

La Milano Sanremo non è soltanto ciclismo. Essa è un'eterna favola che irrompe con la stessa forza che la Primavera possiede. Basta un albero che mostra le prime gemme, un fruscio rapido nei primi cespugli a bordo strada per immergerci nel clima di un'antica tradizione ciclistica: la Classicissima. Questa è la stagione in cui tutto ricomincia e così il ciclismo, come tradizione vuole. Sono già partite le prime sfide che si intrecciano per tutto il globo in un calendario pazzo che non consente grandi sfide. Non ci interessano.
Noi che la Sanremo l'abbiamo nel cuore siamo già proiettati verso la prima vera storia dell'anno. Lo speciale propone già da ora storie che sono strettamente legate alla corsa seppure non si parli ancora dei dettagli tecnici. Quelli verranno con il tempo. La proponiamo così, come piace ai romantici, la grande sfida di Primavera.

domenica 10 febbraio 2008

Madonna di Campiglio, 4 Giugno 1999

Questa fotografia è stata scattata il 4 Giugno 1999 sulla salita verso Madonna di Campiglio. E' in pratica l'ultima foto che ho di Pantani. Tutte quelle che sono venute dopo di lei, pur ritraendolo in momenti anche felici (Agnello e Ventoux 2000), hanno un sapore diverso.
Essa stessa ha qualcosa di tetro, di triste. Marco è piegato sull'incurvatura del manubrio, come era solito fare in salita, ed è illuminato da un fascio di luce. Davanti solo ombre indistinte e fari rossi di moto che lo abbandonano.
Quel pomeriggio il Giro pareva segnato. Un caldo sole aveva scaldato una giornata che era nata sotto la pioggia della mattina. Dopo lacorsa mi recai all'Aprica lungo il percorso della tappa del giorno dopo, scavalcando Campo Carlo Magno e Tonale. Abbandonai il percoso a Ponte di Legno e scesi verso Edolo dove mangiai una pizza. Era una serata splendida e calda. Odore di erba e prati. Piazzai la tenda sul Santa Cristina perchè su quella salita era nato il mito di Pantani cinque anni prima quando seppe sbeffeggiare il grande Indurain. La mattina successiva salii a piedi verso la cima per identificare un buon posto per la foto che nella mia mente avrebbe dovuto essere quella più rappresentativa di quel Giro. Da lì a poco scoprii che quella foto l'avevo già in macchina.

venerdì 8 febbraio 2008

Non c'è più spazio


Era tardi quel 14 Febbraio di qualche anno fa quando la televisione informò della morte di Marco Pantani. In breve la notizia fece il giro dell'Italia intera bussando di casa in casa attraverso il tam tam dei tifosi, degli appassionati, o di tutti coloro che, pur non seguendo il ciclismo, conoscevano il campione Romagnolo. Come in poche altre occasioni si visse un momento di profonda comunione della tragedia che appariva allora, forse ancor più di oggi, senza spiegazione.
Il miglior omaggio che posso dedicare al campione scomparso è quello di postare la foto di una delle sue ultime grandi vittorie. E' stata scattata durante il Tour del 2000, sul Mont Ventoux, poco prima di Chalet Reynard. Pantani era leggermente staccato dal gruppo di Ullrich ed Armstrong. Pensai subito che sarebbe stato difficile che potesse rientrare; invece vinse.
Ricordo ancora che quella sera mi fermai a Bedoin in un campeggio e, mentre in paese si faceva festa con cori e musica, io rimasi in tenda a sognare quella grande impresa; nel buoi di quel momento ascoltavo i canti provenienti dal paese e, pur incuriosito, non andai a vedere lo spettacolo. Ero colmo di gioia per aver assistito ad una grandissima impresa; un'altra.
Da quel 14 Febbraio, quell'episodio torna sotto altre vesti; il buio della tenda non è più irrorato da canti e non vi è impresa che tenga a poter bilanciare il peso che insiste sul nome di Marco Pantani ogni volta che lo si pronuncia.

sabato 2 febbraio 2008

Raccontami ancora

E' il 1998 ed il Giro d'Italia si è chiuso da oltre un mese con la bella vittoria di Pantani. Parte il Tour ma una macchina della Festina (squadrone Francese) viene fermata alla frontiera (quel Tour parte dall'Irlanda) ed il massaggiatore alla guida deve rispondere di un bagagliaio pieno di prodotti dopanti.
Questo episodio segna così l'inizio di un tormento che dura sino ad oggi.
Il mondiale di calcio era finito da qualche giorno ed io mi misi in testa di andare in moto (appena comprata) sin sui Pirenei. Era il mio primo viaggio a due ruote ed ero ansioso ed assieme spaventato. Così, per distrarmi un po', scrissi un diario di viaggio. A dieci anni di distanza ecco il racconto di quell'avventura (per me) irripetibile.
Tanti volti e tanti episodi che avevo dimenticato sono riemersi da quelle pagine scritte a mano, la sera, dopo il lungo trasferimento, davanti ad una buona birra, su una panchina a godere dell'aria fresca dopo una giornata al sole del Midì, oppure dentro la tenda mentre la pioggia batte incessantemente.
A volte ripenso a quei giorni e vorrei tanto riassaporare il gusto schietto e verace di quell'avventura; così come vorrei tanto ascoltare una volta ancora il racconto che un amico condivise durante una di quelle giornate.
Non torneranno più quei giorni e quei volti. Non c'è nostalgia ma emozione; come quando si vivono forti emozioni e diventa difficile andare a letto a dormire. Così è per me rileggendo quelle pagine.