martedì 28 aprile 2009

Speciale Giro d'Italia 2009 - Adesso che è Maggio


Adesso che è Maggio si risveglia la magia del Giro. Tutto cambia; dalle giornate fresche ed umide ci troveremo quasi sorpresi a ripararci sotto le fronde di un vecchio rovere, in attesa del gruppo. Adesso che è Maggio si torna bambini, quando i pomeriggi erano lunghi e rischiavano di non finire mai. I giochi erano sempre gli stessi e la bicicletta era, tra i tanti, quello più bello. Adesso che è Maggio risuonano ancora una volta gli schiamazzi nel cortile in pietra e tutto gira e rigira senza senso alcuno se non quello di arrivare ancora una volta a sera. Il richiamo e la minestra a raffreddare sul davanzale. Arrivava sempre, in quei pomeriggi, la chiamata dell’altoparlante che riuniva tutti noi sulla strada. Era la corsa di biciclette che passava. Chissà mai se fosse stato il Giro od una corsa di paese. Era bellissimo, quel turbine indistinto di colori. Le grida di noi bimbi ed il frusciare delle ruote, che ad ogni passaggio rinnovano quella magia di allora, adesso che Maggio è finalmente tornato.

lunedì 27 aprile 2009

L’era di Andy

Era nell’aria. Era chiaro che prima o poi Andy Schleck avrebbe vinto qualcosa di importante. E’ capitato ieri con la vittoria nella Classica più antica, la Liegi – Bastogne – Liegi. Il Lussemburghese ha vinto alla grande, con una fuga lunga, dominando avversari e percorso. A tre dall’arrivo addirittura se la rideva, mentre dietro, fior di campioni, tentavano inutili reazioni con la lingua che strisciava sino a Bastogne. La vittoria del giovane di famiglia (Frank controllava agilmente dietro) è stata coronata da una condotta di squadra esemplare. Tutta la Saxo Bank è stata favolosa. Gli Italiani? Poco e male. Usciamo praticamente distrutti dalla primavera, con il solo Rebellin capace di regalarci una grande soddisfazione. Vogliamo consolarci? L’anno scorso ci andò peggio.
Due parole sul percorso della Liegi. Come era bello quando la Redoute era il punto chiave della corsa. Adesso il nuovo simbolo di questa corsa è la periferia di Liegi con ottimo panorama sullo stadio dello Standard Liege e su operosa industria siderurgica.

sabato 25 aprile 2009

Come nasce un campione

Finalmente pubblico il racconto della Milano - Sanremo 2009. Troverete tante fotografie inedite ed i pensieri di quel giorno. Trovate il link nella sezione di archivio "Servizi Speciali".

venerdì 24 aprile 2009

Ci salva il nonno

La vittoria di Rebellin nella Freccia Vallone non è, a ben vedere, una buona notizia. Se è vero che tutti ci siamo esaltati, guardando quegli ultimi metri solitari del Veneto, è altrettanto vero che torna alla ribalta l’inconsistenza dei nostri giovani. Sino a questa gara l’Italia non aveva portato a casa una classica. Inesistenti alla Sanremo, irritanti al Fiandre (vero Pozzato?), perdenti alla Roubaix. Ci salva il buon vecchio Rebellin, sempre più grande, sempre più tatticamente perfetto. Già lo scorso autunno avevo lanciato l’allarme (leggi quì). La generazione dei rampanti è in leggero ritardo. Poi al mondiale di Varese avevo visto una grandissima Italia trainata da Ballan e Cunego (ma anche allora Rebellin faceva buona compagnia!) ed ero tornato sui miei passi.
Vediamo cosa succede alla Liegi domenica dove Basso sarà sotto osservato speciale. La tradizione Italiana dei grandi cacciatori di Classiche deve rinnovarsi definitivamente. Aspetto con ansia il giorno in cui Cunego, Nibali, Visconti, Pozzato e Ballan correranno all’altezza degli ultimi grandi campioni che li hanno preceduti. Bartoli, Bettini e l’eterno Rebellin.

domenica 19 aprile 2009

L'ora di Basso

Quante chance ha Basso di vincere la Liegi? Parecchie. Parliamo di un atleta che ormai è pronto per correre il Giro d'Italia. Un atleta che a Sanremo ha già dimostrato di poter correre da protagonista. Il percorso duro sino in fondo lo favorisce ed una squadra tonica (bene Kreuziger e Nibali oggi nella Liegi) può supportarlo al meglio. Allora mi auguro che Basso non perda tempo e metta a segno un colpo clamoroso. Ricordo che durante la Presentazione del Giro, il varesino dichiarò che il primo obbiettivo del 2009 sarebbe stata la Liegi. Forza e coraggio allora, ci siamo. LaLiegi, da sempre, è una corsa dove emergono gli uomini da corse a tappe. Era così per Merckx, Hinault, Indurain, Rominger, Armstrong e tanti altri. A Basso chiedo un segnale forte. Un attacco importante, un podio. Si può fare, si deve fare.

lunedì 13 aprile 2009

Il Signore del pavè

In qualche modo Pozzato nelle interviste del dopo gara ha insinuato che Boonen sia stato poco "elegante" nell'attaccare gli avversari sul "Carrefour" mentre questi cadevano come birilli. Ha in qualche modo voluto evidenziare come gli stessi avversari non lo avessero attaccato quando, in precedenza, lo stesso Boonen era stato vittima di una foratura.
Purtroppo temo dobbiamo ormai abituarci alle dichiarazioni a caldo di Pozzato. Spero che i suoi (vero, Parsani?) a bocce ferme gli facciano notare che:
1) La Roubaix ha poco di elegante. La Roubaix è un massacro. Una lotta all'ultimo cubo di porfido. Una sfida feroce.
2) Sul Carrefour Boonen non ha fatto altro che ciò che avrebbe dovuto fare Pozzato. Stare davanti ed attaccare. Tutti sanno che quello è l'ultimo settore utile per fare la differenza. Gli altri cadevano mentre Boonen attaccava, non il contrario
3) Gli avversari non hanno attaccato sulla foratura del Belga perchè sapevano che sarebbe rientrato ancora più grintoso e li avrebbe staccati tutti a trenta dall'arrivo, anzichè a quindici.
Scrivo tutto ciò con la rabbia nel cuore visto che puntavo con tutto il cuore su Pozzato. La realtà è che l'unico, vero, Signore del pavè, è lui. Tom.

domenica 5 aprile 2009

De-ja-vù

Rivince nuovamente Devolder, come lo scorso anno. Quando scrivo "come lo scorso anno" intendo dire che praticamente si è rivista la stessa corsa. A me questo Giro delle Fiandre non è piaciuto. Poco coraggio, pochi grandi protagonisti. Troppo controllo, troppi calcoli. Becchiamoci così un altra gara al di sotto delle aspettative (dopo la Sanremo) in attesa della Classica del pavè.
Visto l'involversi degli avvenimenti mi voglio ripetere anch'io e riscrivo lo stesso pensierino che avevo buttato giù anche lo scorso anno (allora portò bene, vista la spettacolare Roubaix che ne seguì):

"C'è in giro troppa gente che ha paura di sbagliare; tra una settimana ci si gioca la Regina delle Classiche, e su quei ciotoli la paura non paga."

sabato 4 aprile 2009

Lo sconcio del pavè

E' il periodo più intenso dell'anno per chi ama il ciclismo. Le Classiche del pavè segnano il momento più importante della stagione. Il pavè ordinato del Fiandre e quello sconcio di Roubaix racchiudono il fascino più intimo del ciclismo. Non vi è salita, tornante o maglia che possa superare l'avventura delle classiche del nord. Da Parigi a Roubaix. Immaginatevi nella fredda mattina di Compiegne. Il freddo pungente, forse la pioggia, a volte la neve. L'attesa delle prime ore, i saliscendi della campagna Francese. Poi Troisvilles. Il budello. Le gambe che tremano e la polvere (od il fango) che riempie la bocca. Gli spettatori che sono diavoli feroci, spuntati dal fango. E' solo l'inizio. Così il Fiandre, col suo pavè più gentile, ma con le salite stregate dai nomi impronunciabili. Owde Kwaremont, Geerandsberger. I Fiamminghi che tifano duro. E' difficile correre lassù.


Tutti aspettano Boonen, idolo di casa, che punta tutta la stagione su queste due corse. Ha già vinto due Fiandre e due Roubaix. E' il signore indiscusso del Nord. Alla sua ruota si annideranno tutto i pescicane del gruppo. Gli avvoltoi. I sanguisughe. Se Tom troverà la giornata giusta sarà tutto inutile. Il ragazzone ha già dimostrato che non ce n'è per nessuno. Egli percorre sempre più da vicino le orme del grande Musseuw, suo maestro.

Quest'anno però c'è un Italiano che può dire la sua. Non è Ballan, alle prese con un difficile recupero. Punto ancora una volta su Pozzato. Dopo aver smaltito la rabbia di quanto successo in Riviera (grazie soprattutto ai due prestigiosi successi di Harelbeke e La Panne) mi sento di scrivere che questo, sarà probabilmente l'anno del "fighetto". Certe lezioni si imparano in fretta. Pozzato sentiva la Classicissima troppo a portata di mano. Al Fiandre non commetterà gli stessi errori. Egli è forse l'unico che può davvero contrastare Tom Boonen. Difficile pronosticarlo a Roubaix. Per vincere la corsa delle pietre bisogna prima perderla ed il forte corridore della Katusha non ci è mai andato così vicino.
Spazio alle corse, adesso. Alle urla inferocite dei tifosi, diavoli emersi dal fango che ricopre i mattincini di lassù. Non ci sono altre corse come queste. Sono l'essenza stessa del ciclismo. Da Parigi a Roubaix. Su quei nastri di pietre e fango. Per le Fiandre, arrampicandosi sugli arcigni strappi. Sarà per la luce, che illumina le giornate fino a tardi, nella fredda campagna del Nord. Sarà per il terrore, che percorre il gruppo all'ingresso di quei budelli. Sarà per la polvere, che si respira e che si sputa, che soffoca, che rende acre l'aria. E per non essere inghiottiti da quei mostri di fango che adesso, tornano ad animarsi, per una volta ancora, lassù; sconcio pavè, non saprei cos'altro scrivere di te.