giovedì 26 marzo 2009

Sanremo 2009 - La follia che ancora incanta


Sono i pazzi che partono al mattino. Anche ques'anno si sono dati battaglia e sono partiti. Grazie. E' il ciclismo che mi piace, quello senza calcoli e senza troppe speranze. Quello senza copertina e senza copertura televisiva. Quest'anno sono partiti a Pozzolo Formigaro, nella pianura Piemontese, laddove già si intravede uno scorcio di Appennino. Non gli hanno mai concesso spazio, praticamente la fuga non è mai decollata. Erano in troppi (undici) e rischiavano davvero di diventare un pericolo. Il gruppo seleziona la follia; le lascia spazio quando sa che non porterà a nulla. La rinchiude quando potrebbe diventare pericolosa. Sul Turchino la fuga era già segnata, a Noli era ripresa ed infine, sulle Mànie, la beffa. La fuga riconquista vantaggio. Una elemosina. Una sorta di eutanasia controllata. Il gruppo, spietato, prende fiato e li lascia di nuovo andare. Ha capito che i folli non hanno alcuna speranza di arrivare. Così, prima di Cipressa, si spegne l'unico barlume di coraggio in una Sanremo dominata dalla paura.

Ecco i nomi (se lo meritano):

Krivtsov
Cheula
Belkov
Tjallingii
Ignatiev
Turgot
Thomas Bertolini
Le Mevel
Lang
Eisel
Klostergaard

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