mercoledì 12 ottobre 2022

Il Lombardia 2022 - Diversamente ultimi

di Francesco Bonasera
Paul Lapeira, ultimo al Lombardia 2022


Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde. Enzo e Bala. Lo Squalo e l'Embatido. Sabato tutto il mondo, sportivo e non, era per loro. Almeno a Bergamo, Como e dintorni. Sulle sponde di un lago bello, bellissimo, e un po' assonnato, distratto da un'estate che sgambettava ancora. Per la loro ultima volta da professionisti, il loro ultimo ballo, la loro ultima firma d'autore, per le loro storie di podi e trionfi, di cadute dolorose e qualche occasione mancata.

Ultimi attimi di gloria per due che ultimi, forse, non ci sono arrivati mai.

E allora questa corsa, affacciata su un mondo che si perde nella paura di prendersi per mano, ci ha saputo regalare un'altra storia di ultimi, una di quelle che passa in disparte come un soffio di vento che accarezza le poche foglie morte di un anno impazzito.

Paul Lapeira, francese da leggere alla francese, e Lars van den Berg, olandese che corre però per una squadra francese. Dorsali 17 e 127, cioè gli ultimi nell'elenco delle rispettive squadre. Una trama di quelle che solo il ciclismo sa offrire.

Lapeira sale verso San Fermo leggero, da solo, sembra sereno. van den Berg lotta, fatica, inseguito come un'ombra minacciosa dall'ultima ambulanza del gruppo. Dal traguardo di Como li separano una manciata di chilometri e una discesa veloce. Io e Angelo li aspettiamo lì, in fondo a quel bivio lungolago che per qualcun altro ha voluto dire trionfo solo pochi minuti addietro.

Ripassa Lapeira. Leggero, da solo, sembra sereno. "Manca solo il francese", ci diciamo io e Angelo. Perché, da perfetta metonimia ciclistica, van den Berg soffre dell'anonimato degli ultimi e assume le sembianze della maglia che indossa. E rilotta, rifatica, ancora inseguito dalla stessa ambulanza minacciosa.

Ma arriva, arriva al traguardo. Arriva ultimo, arriva sicuramente stremato. Il tempo di un respiro, forse di un cinque alla mano del compagno d'avventura Paul, arrivato soltanto 2 minuti prima di lui. Ma dura solo un attimo la gloria, a volte anche per chi non indossa il numero 1. Perché, nell'arco di quei 2 brevissimi minuti, alla fine di 253 interminabili chilometri in sella a una bici, passava una linea sottile ma significativa anzi, spietata, tremenda. La linea del Fuori Tempo Massimo, OTL per gli anglofoni. Paul al di qua, Lars al di là. Con un responso impietoso: ultimo Paul, non classificato Lars.

Paul Lapeira e Lars van den Berg. Diversamente ultimi al Giro di Lombardia.
Lars Van der Berg - Diversamente ultimo al Lombardia 2022

venerdì 25 marzo 2022

Jos Van Emden

Jos Van Emden - Ricordo della Milano Sanremo 2022

 

Quando si è staccato sui Capi tutti hanno pensato che si sarebbe ritirato. Probabilmente lo ha pensato pure lui. Invece è passato davanti ai bivi di Cipressa e Poggio e non deve aver battuto ciglio, salendo del suo passo. Non è neppure arrivato ultimo a Sanremo, lasciando l'onere di chiudere la corsa a Vermaerke. Se consideriamo che ha quasi sempre tirato lui il gruppo, dalla periferia di Milano sino ad Alassio possiamo sicuramente affermare che quella del 2022 è stata la Sanremo di Van Emden.


lunedì 7 marzo 2022

Carlos Rodriguez

Carlos Rodriguez - Ricordo delle Strade Bianche 2022

Passa Pogacar che pedala come un forsennato. Dietro di lui solo una moto dell’organizzazione che però sta distanza di qualche decina di metri, come se lo Sloveno avesse staccato anche l’auto della direzione di corsa e la moto di ripresa tv, che non ci sono. Quasi una scena surreale, che ti chiedi se sia corsa oppure cos’altro. Non un amatore certamente, perché volava. Poi passano i secondi, che sono tanti e poi passa questo ragazzo che nessuno di noi conosce e ci mette curiosità. Se sta alla Ineos un motivo ci deve essere. Un altro giovanissimo elemento di questa onda che ha spazzato via la generazione di mezzo, quelli che non sono mai sbocciati. A differenza di Pogacar la sua azione non avrà fortuna, arriverà a Siena non secondo ma ventesimo, eppure quel suo aggredire Monte Sante Marie conviene tenerselo a mente. Ho l’impressione che anche di lui ne sentiremo parlare presto

 

giovedì 3 marzo 2022

Sabato polvere

Rasmus Tiller - Ricordo delle Strade Bianche 2022

 Mancano poche ore alla prossima edizione delle Strade Bianche. Non sarà fango bensì polvere, anche se non sarà una nuvola come in questa fotografia che ho scattato nell'edizione estiva del 2020, quando in sospensione vi erano chili di terra battuta che aumentavano l'arsura di quel giorno. Sarà un edizione clemente, se non per il freddo che si farà sentire. Mancano diversi favoriti alla partenza, tra tutti i vincitori delle ultime due edizioni, anche se per motivi diversi. Ci sarà Alaphilippe che cerca di ripetere il successo del 2019 ma ci sarà soprattutto Pogacar che è il vero favorito.

Sarà anche il momento del mio rientro alle corse, dopo una lunga assenza che dura dal giro dello scorso anno. Sempre emozionante, sempre come la prima volta. Ieri sera abbiamo fatto i programmi con gli amici, ed anche il solo incontrarci è un ritorno a ciò che davvero appare un vecchio mondo che ci mancava. Trovarci assieme, non esserci perduti, aver voglia di chilometri e di fotografia è un bel modo per riprendere un filo, che pareva smarrito nella polvere. 

domenica 5 dicembre 2021

Paul Martens



Al termine dello scorso Giro d'Italia questo corridore ha concluso la sua carriera da ciclista professionista. È spesso difficile per noi appassionati stimare il valore di un corridore meno noto. Tutti sappiamo valutare le grandi azioni, e talvolta ci impegnato anche a fare dei confronti. Ma laddove le telecamere della diretta tacciono, ecco che non sappiamo più orientarci. Allora dico sempre che se un atleta è in grado di correre nel World Tour per tanti anni, evidentemente chi lo ingaggia sa bene quanto vale il suo lavoro dietro le quinte. Deve essere sicuramente il caso di Martens, che non conoscevo prima di aver lavorato su questa sua foto di Maggio scorso. Giro, tappa di Bagno di Romagna, ultime posizioni prima di andare via a casa. Luce perfetta e tanta voglia di scattare foto al Giro, che scivolava via dalle mie terre e dalla mia portata.

giovedì 21 ottobre 2021

Il tempo non torna più



di Francesco Bonasera

Fa ancora caldo al nord. L'autunno, forse, ha perso un paio di treni strada facendo. Quell'altro ramo del Lago di Como si sveglia presto al canto delle barche, che stridono, si lagnano, fremono. Ondeggiano alle prime luci di un'alba strozzata. Ma aspettano lì, impazienti sul molo, che qualcuno arrivi e se le prometta spose. 

C'è traffico e gente per strada. A passeggio, diretta di fretta a lavoro, qualcuno a cercare i propri perché. Anche a vedere la corsa, che parte da Piazza del Duomo. Il Lombardia, maschile. La Lombardia, femminile, è entrata come un fiume in piena nelle case di un mondo impaurito. Solo pochi mesi fa. Numeri e grafici, sirene spiegate, reparti stremati. E il silenzio deserto per strada. Così lontana da molti, così vicina per tutti. Così apparentemente normale, oggi. Ma dentro resistono macerie invisibili agli occhi, nascoste e profonde. Strappi e cadute, distacchi e crolli e qualche timida risalita.

La corsa osserva, le bici assaporano e fuggono via. Non c'è mai un attimo di quiete per riflettere e cercare negli sguardi della gente, lì a bordo strada, la voglia sfrenata di essere vivi. Ancora vivi, con un gelato in mano. Oppure no, forse quell'attimo c'è. Ed è sospeso. Leggero. Sereno. Per guardarsi intorno e sapere che, davvero, va bene così. Che il tempo è maestro, che le pagine - insegna la storia - vanno voltate e quello che è stato, altrove sarà. Su una linea di partenza, che quel giorno è un arrivo. Uno per uno, dorsali e striscioni, il clac dei pedali, le nuvole in cielo, catene che danno speranza e un ultimo sorso da bere. Tre, due, uno e si va. Duecentotrentanove chilometri al tragurdo, stavolta per sempre.

Ma il tempo non torna più, il tempo non torna mai. Eterno eppure inafferrabile. Compagno invisibile dei nostri giorni più strani. Su quella salita che è una pennellata verso la fame del passato. E poi lungo quella discesa, che sa di futuro e di libertà. Mancava il respiro, ed è già soltanto un ricordo. Chissà.

Como/Bergamo, ottobre 2021

venerdì 21 maggio 2021

Giro d'Italia 2021 - Quel che dovevo a Perugia


di Francesco Bonasera


 I grandi amori sono sempre un affare molto complicato. Un'altalena di contraddizioni, di perdoni e di bisogni profondi.

Ci si lascia, ci si riprende.

Soprattutto, ci si rincorre in continuazione.

Amo Perugia da anni, da quel lontano 11 settembre 2001 che per quasi tutto il mondo ha il volto di aerei e torri che vengono giù. Per me è stato il primo sguardo timido occhi negli occhi con la città dell'avventura universitaria.

In 20 anni non ci avevo mai visto una corsa di bici. Mai. Non c'era mai stata occasione. O, meglio, quelle che ci sono state me le sono perse. Come negli amori veri, quelli in cui ti perdi quasi tutto perché non sai mai scegliere.

Fino a ieri, quando la partenza del Giro ha invaso il centro. Piazza IV Novembre, il Corso, Piazza Italia, i Giardini Carducci, i portici, poi giù per via Indipendenza. Ogni passo una storia, un ricordo, un'occasione persa. Un colpo di fulmine. Fra tutto quello che non è cambiato mai e tutto quello che di nuovo c'è. Fra le sicurezze a cui ci aggrappiamo disperati e le paure di un mondo che non ci appartiene più. Fra le fatiche strazianti di una salita maledetta e la pace commovente di una strada bianca.

Dall'ultimo portico di Piazza Italia (o il primo, fate voi, quando le cose sono un circolo vizioso, non c'è un inizio e non c'è una fine), ho voluto respirare, aspettare il Giro, farmelo scivolare addosso e lasciarlo scappare via. Come gli amori veri, quelli che non acchiappi mai. Quelli che stanno sempre in fuga.

Allora l'ho voluto fermare, fotografare, non perderlo per sempre.

A Perugia, glielo dovevo.

Da lì, si vede San Domenico, più in lontananza il campanile di San Pietro. Ancora oltre il Monte Subasio, inconfondibile, e Assisi bianca addosso a lui. Si vede l'Umbria, l'Italia e, con un po' di immaginazione, il mondo intero.

Quel mondo che puoi girare con una bici accanto.