domenica 22 gennaio 2017

Giro 2016 - Speed, Sound, Sun


May 6/7/8 - Gelderland, the Netherlands, a so bike-friendly region and 3 amazing days for Giro 2016.

And the same number of words that still tell me about it: Speed, Sound and Sun. 3 times S.
The Speed of the opening prologue, the Sound of thousands of roadside people, among crates of beer and loudspeakers playing music, the wonderful and unexpected Sun that soaked up the crowd. I tanned more 72 hours in the Netherlands than during all the next summer long, I would never have said that.

I'll go on by mixing moments, not following a chronological order. Let's see where my memories will lead me back.

giovedì 19 gennaio 2017

Milano Sanremo, 17 marzo 2013

Manuel Belletti arriva al punto di raccolta di Ovada


Noi ci occupiamo di ciclismo, ci piace moltissimo questo sport e i suoi protagonisti: le tattiche, le capacità tecniche sia del ciclista, sia del mezzo, i materiali, l’alimentazione, insomma ci interessa tutto quello che circonda il ciclismo agonistico. Quindi per noi seguire le corse, sia professionistiche che amatoriali, è fondamentale. La fotografia è parte integrante di questa attività e ovviamente  siamo sempre alla ricerca di immagini che possano soddisfare le nostre curiosità. Questa è una foto a cui tengo molto, qui non c’entra gesto atletico, non interessa se il cambio della bici è meccanico o elettronico. Qui c’è un atleta, una persona che si è spinta al limite delle sue capacità. La sua espressione, le mani che lo circondano e lo aiutano. Questa foto ci dice che si può buttare il cuore oltre l’ostacolo, ma alla fine un limite c’è, sempre.

martedì 17 gennaio 2017

Il ruggito di Re Leone

Mario Cipollini - Ricordo della Tirreno Adriatico 2002
Non è la miglior foto che ho di Cipollini ma è un bel ricordo che desidero condividere. Torniamo al 2002, la mia prima volta alla Tirreno Adriatico. Grande attesa per vedere una corsa nuova. Buondì al cioccolato in auto e via verso l’Abruzzo, è una giornata splendida. La salita è quella di Rocca di Cambio, con vista su Gran Sasso; si scollina e poi si scende un paio di chilometri verso il paese. Io mi fermo a due dalla vetta. Ho dietro la bici, scendo a valle e risalgo in sella, e poi attendo la corsa. Di Luca è un emergente che attacca impavido, Bettini si è da poco svincolato dal ruolo di gregario di Bartoli e morde il freno, Freire è in maglia iridata. Passa Zabel in maglia giallorossa di leader, staccato ma sempre nella mischia, è tiratissimo verso la sua quinta Milano Sanremo (che poi non arrivò mai)! Passano i gruppetti, e passano i minuti. Ne passano davvero tanti prima di intravedere l’ultimo. In quel plotoncino osservi sempre un po’ di tutto. Da coloro che sono davvero sfiniti, a quelli che chiacchierano tranquillamente. Così mentre imbraccio la mia Pentax analogica (che nostalgia!) mi sento richiamare con una certa fermezza – “quanto è passato dai primi?” – è  il ruggito di Re Leone Mario. Sono da solo a bordo strada, la richiesta è per me. E viene da uno che sa come chiedere e come pretendere, si sente dal tono. Così vado in confusione, guardo l’orologio (ma non avevo mica preso il tempo), riprendo la Pentax perché realizzo che sta passando Cipollini con la nuovissima maglia zebrata, vado fuori fuoco e rispondo anche – “forse mezz’ora, non lo so” – e realizzo subito che sarebbe stato meglio fare solo una delle cose che ho provato a fare, magari mettere a fuoco la foto. Ma oggi non avrei avuto nulla da raccontare.

martedì 10 gennaio 2017

Adesso siamo tre

Francesco Bonasera ed Angelo Giangregorio, i miei nuovi compagni di viaggio
Qualcuno si sarà accorto che questo blog viene ora popolato da più autori. Lo stile dei racconti, le inquadrature delle fotografie, la gestione della luce e dei colori. Le disposizioni delle parole. Ogni dettaglio parla di noi e ci identifica. E ciascuno di noi possiede una vibrazione diversa, una diversa sensibilità. La vediamo spesso in modo diverso. Ma qui continuerete a trovare tutto l’amore per la vita e per il ciclismo che la esprime. Ciò che ci ha unito è stata la strada, la passione di trasmettere immagini e parole a chi non era con noi, pur sapendo di quanto sia difficile riuscire a farlo. Ci siamo trovati poco a poco, la nostra è un amicizia nata sui social e poi cresciuta lungo la strada. Questo è il nostro spazio, da qui ci esprimiamo, da qui vi riportiamo indietro nel tempo, raccontandovi di quella volta che eravamo a vedere una corsa di ciclismo, ma che eravamo lì per un altro motivo che non fosse la corsa stessa. Era stata una molla interna a portarci li con una macchina fotografica al collo, e già pensavamo al momento in cui ve lo avremmo raccontato. 

sabato 7 gennaio 2017

L'impresa

Matteo Rabottini, 15^ tappa del Giro d'Italia  2012
Quindicesima tappa del Giro d'Italia 2012, Busto Arsizio >Pian dei Resinelli.
Non è una bella giornata piove e fa abbastanza freddo, questo non impedisce a Matteo Rabottini di rimanere in fuga per 150 kilometri. Io e Daniel Sharp fotografiamo Matteo in fuga sulla salita finale che porta al Pian dei Resinelli, è un gran momento per noi e per ogni appassionato di ciclismo. Questa volta, una delle rarissime, non sono con Alessandro; invece c'era Ashley di Gruber Images, è più in alto ma già inquadra l'azione che si sta avvicinando. Nell'ultimo kilometro Joaquin Rodriguez rientra e supera Rabottini, sembra finita, invece inaspettatamente il nostro resiste e vince in volata una tappa che rimarrà storica per l'agonismo che l'ha caratterizzata. Le foto di Daniel finiranno sull'Annual N. 6 di Rouleur, le mie anche qui. 

giovedì 5 gennaio 2017

Giro 2016 - The Day Before

Dutch people riding on the track the day before the Big Start
The 'People-of-the-Day-Before' have their own appeal. Some of them are there for the race, others even don't know there will be a race the day after. Someone has already been studying the track for a long time, to someone else that track is just their everyday road to go shopping or visiting a friend. Barriers or not. What I loved in the Netherlands is that, anyway, everyone was on the track by bicycle. Just me walking. 
In Apeldoorn, many, so many, were working in their houses gardens, or just outside the gates, to make their little space up and get it ready to welcome Giro as best as possible.

mercoledì 4 gennaio 2017

"Best of 2016"

Esteban Chaves - Ricordo del Giro d'Italia 2016
Quando quelli di Pezcycling mi hanno chiesto di scegliere un episodio per la loro rubrica annuale "Best of 2016" non ho avuto alcun dubbio: dovevo scegliere una foto scattata sulla Lombarda. Quello era stato per me un giorno speciale, forse non il momento più significativo di corsa, ma certamente un ricordo di vita magnifico: un intera giornata passata con gli amici Angelo e Francesco, su strade meravigliose che si arrampicano su vette altissime, tra cumuli di neve ancora da sciogliersi, ed il blu del cielo così vicino a noi. Noi tre, in fuga dalla nostra quotidianità, per poche ore che diventavano preziose. Un intero giorno a parlare di tutto, probabilmente poco di ciclismo, ma certamente di tutto il resto, come a voler far presto, per non sprecare quelle ore e dirci tutto ciò che avevamo da dirci, che poi avrebbe dovuto bastare per mesi. Di quel giorno avevo quella fotografia della solitudine di Chaves, lo sconfitto, ancora per poco in maglia rosa, che risaliva la montagna ormai esausto, svuotato, vinto. Forse era davvero quello l’attimo da scegliere, quello da ricordare e tramandare o, probabilmente, è stato soltanto uno dei tanti momenti di una giornata indimenticabile, difficile da rendere con una sola fotografia. Almeno per me.