mercoledì 3 gennaio 2018

L'alba della maglia rosa

Doumulin traina Van Avermaet, Stybar e Wellens - Strade Bianche 2017


Ci siamo chiesti se fosse più notizia il debutto di Froome al Giro, o il ritorno di Doumulin. Tra i tanti pareri ci siamo dati una risposta diversa, che guarda più al percorso di avvicinamento alla sfida della maglia rosa, che alla caratura del pretendente.

L’anno scorso tra gli olivi Senesi non c’erano soltanto i draghi delle Classiche, ma pedalavano decisi verso il traguardo anche due uomini da Giro, che erano venuti in Toscana a preparare la corsa rosa sfidando gli Italiani sulle strade di casa. Doumulin e Pinot (ma poi anche Quintana e Thomas alla Tirreno) hanno capito che per vincere il Giro bisogna essere competitivi già ad inizio Marzo, alle Strade Bianche od al più tardi una settimana dopo, sulle coste Marchigiane. Non è solo una questione tecnica ma di affiatamento, di simbiosi tra corridore e territorio, tra atleta e pubblico, che si crea attraverso la sfida lanciata a viso aperto. Lo scorso anno, tra le crete, Pinot era in fuga e Doumulin pilotava l’inseguimento: entrambi erano lì per vincere, non certo come comparse. Tra poche settimane sapremo se Froome, annunciato al Giro, vorrà seguire questo esempio e calarsi nei panni dello sfidante nell’attesa Classica Toscana. Perché al Giro non ci saranno più soltanto gli Italiani, ma tanti corridori stranieri che sulle nostre strade sono ormai di casa.

mercoledì 20 dicembre 2017

Le passioni di Vincenzo

Vincenzo Nibali - Giro d'Italia 2017

Voci di stampa confermano che Vincenzo Nibali non correrà il prossimo Giro d’Italia. Una scelta tecnica che gli consentirà un migliore avvicinamento al Mondiale in linea di fine Settembre, vero obiettivo della stagione del siciliano. Eravamo talmente abituati a dividere i corridori tra specialisti delle corse a tappe ed in linea, che quando impattiamo in un atleta eclettico siamo i primi a stupirci. Non solo la scelta di Nibali è tecnicamente ragionevole, ma è sportivamente accattivante. Ci riporta ai tempi in cui i campioni non avevano confini e potevano desiderare, sognare e farci sognare qualsiasi traguardo. Fuori da ogni schema, fuori dalle logiche che vogliono le stagioni tutte uguali Fignon vinceva Tour e Giro ma poi alzava le braccia anche a Sanremo, Bugno pappava Mondiali e maglia rosa. Nibali ora desidera il Mondiale, come ha inseguito l’Olimpiade e come ha raggiunto il Lombardia. Ci ricordiamo ancora dei tempi in cui cercava disperatamente una Sanremo, illuminando la primavera. Vincenzo Nibali non va inquadrato secondo uno schema prestabilito, né quando programma né sulla strada. Non è un campione convenzionale, e questa voglia di Mondiale è la prova della sua passione, dopo più di dieci anni di professionismo.

domenica 10 dicembre 2017

Luca Raggio è diventato professionista!

Luca Raggio alla 96^ Coppa d'Inverno di Biassono, 22 ottobre 2017.

Luca Raggio è diventato professionista! 

Questa è la prima cosa che mi hanno raccontato i miei amici appena arrivato a Chiavari per le ferie estive. L'entusiasmo era giustificato perché è il primo corridore della zona a diventarlo.

Sono uscito in bici tutti giorni in quel periodo e credo di averlo incontrato tutte le volte, non importava l'orario; lui come dicono qui, era sempre in 'valle' ad allenarsi.

La 96^ Coppa d'Inverno di Biassono è stata la sua ultima corsa nella categoria Elite - Under 23, poi dopo pochi giorni è stato catapultato al Tour of Hainan con la sua nuova maglia da professionista, quella della Wilier Triestina. 

Tramite alcuni cari amici, durante le mie vacanze, ho potuto conoscere, insieme a Luca, altri due corridori che apprezzo molto: Pierpaolo De Negri, professionista della Nippo Fantini e Marco Murgano, compagno di Raggio alla Viris Maserati.

Sono stato fortunato perché loro rappresentano il sogno, la passione e l'entusiasmo che ogni amatore prova nel conoscere, seguire e tifare i corridori. Poco importano i risultati, per quelli ci sono i campioni. A noi interessa il ciclismo, che è fatto di persone vere.

Marco Murgano insieme a Luca Raggio alla Coppa d'Inverno.

Pierpaolo De Negri sul Muro di Sormano dopo essere stato protagonista di una lunga fuga al Lombardia di quest'anno.







 

giovedì 7 dicembre 2017

Milano-Sanremo 2017 - Oltre le distanze


Uno scatto secco. Potente. Bello. Una fiondata nell'aria grigia e tesa del Poggio.
Tutto in pochi istanti.
L'occhio scruta la testa del gruppo arrivare. L'orecchio sente qualcosa che sta per accadere. Una maglia bianca e un po' colorata che si stacca da tutti gli altri e naviga in testa, direzione mare.
Pochi metri, ma netti, nell'equilibrio sottile tra un gesto umano raro e un mezzo meccanico comune.
Il mare, che da lassù fa da contraltare alla Liguria inerpicata sui monti. Strade che tagliano, bucano e sbucano, quadrivi armoniosi e rotondi, serre che sembrano pagine di quaderni a righe oppure a quadretti, campanili che incrociano barche. Un muretto orgoglioso di ospitare le chiappe dei tifosi, una rete arrugginita che riprende vigore con la primavera che bussa.
E quella curva. Unica, giudice e maestra. Talmente normale da diventare, per poche ore all'anno, eccezionale.
Alto e basso, tutto in pochi sguardi.

mercoledì 29 novembre 2017

I giorni del Team Telekom

Rijs, Bolts ed Ullrich - Tour de France 1997
Nella foto di questa settimana voglio celebrare il magic moment della squadra tedesca Telekom, che vinse i Tour del 1996 (Rijs) e 1997 (Ullrich). Udo Bolts spiana i tornanti del Col de la Joux Plane con Rijs ed Ullrich in controllo. Siamo a metà salita. Da lì a breve Marco Pantani attaccherà staccando tutti ed andando a vincere la tappa, la seconda di quel Tour, sempre sulle Alpi. Ullrich arriverà a Parigi con quasi 10 minuti di vantaggio su Virenque e quasi un quarto d’ora su Pantani. Tanto era netta ed autorevole l’affermazione di Ullrich, che in quei giorni si parlava di un suo possibile dominio nei successivi dieci anni, dimenticando che vi fossero comunque avversari molto forti e contando forse troppo sull’individualità del corridore, che era fisicamente fortissimo, ma estremamente fragile sul piano emotivo. La presenza in prima linea di Rijs era per lui determinante, spesso si voltava per verificarne la presenza e fu per lui fatale il calo fisico del Danese nel Tour del 1998. La crisi del Galibier fu prima di tutto una crisi emotiva, a Les Deux Alps Ullrich giunse a quasi dieci minuti (di ritardo, stavolta) con Rjis e Bolts, gli stessi ritratti in questa fotografia. Forse non a caso il Danese è poi diventato un ottimo DS.

domenica 26 novembre 2017

Milano-Sanremo 2017 - Tutto il resto

I fuggitivi a Novi Ligure

La mattina a Milano, di fronte al Castello Sforzesco, non c'è ancora un sole pieno. E chissà se ci sarà mai per tutto il resto della giornata. E chissà se il mare sarà soltanto un miraggio lontano o un fedele compagno di viaggio. Di tempo per farsi domande non ne mancherà. Come di vento contro e di chilometri da contare e da scontare.
Non mancheranno curve e Capi, capi e gregari, una Liguria appassionata e severa, in attesa di una vittoria diversa, di quelle da spalancare gli occhi e ricordare negli anni futuri.

Ma in mezzo c'è tutto il resto. E tutto il resto è una pianura lunga e silenziosa. Per certi versi anonima, per altri da scoprire. Come quasi tutti i posti di un'Italia meravigliosamente provinciale e spesso nascosta. Dalla periferia di Milano fino all'imbocco del Passo del Turchino, quasi 120 chilometri di rotonde e caselli, fast e slow food. Di rettilinei a perdita d'occhio e di chiesette da farci un salto anche se rapido. Di balconi fortunati, panchine vissute e ricordi confusi ma sinceri. Storie di tutti i giorni da ascoltare in un giorno diverso da tutti gli altri.

La Milano-Sanremo è un lunghissimo tappeto di biliardo. O forse una lunghissima pista di sabbia per le biglie. Bisogna colpire al primo tiro con la forza giusta, che sia stecca o dito, per superare senza affanni la pianura lunga e silenziosa. Che forse non lascerà un segno sugli almanacchi, ma che vive e sostiene il coraggio degli attaccanti, che avanzano a testa bassa e in fila indiana. Anche loro silenziosi, come queste terre in cui lavoro e fatica continuano a tracciare le strade di un presente concreto.

mercoledì 22 novembre 2017

Il Colle delle Finestre

Di Luca, Simoni e Ruiano - Giro d'Italia 2005
La settimana scorsa, dopo aver pubblicato la fotografia di Landa sul Colle delle Finestre ho cercato altre immagini scattate su quella salita, sino a giungere a questa del 2005, anno in cui fu affrontato per la prima volta dal Giro d’Italia. Aggredivano lo sterrato Di Luca, con la maglia di leader del Pro Tour, Simoni e Ruiano in maglia verde di leader degli scalatori. Anni dopo, con mia grande sorpresa, il fotografo Jered Gruber su Instagram scrisse che questa immagine lo aveva ispirato, e che grazie ad essa aveva sognato di salire su quella strada in bicicletta.  Se penso che la scattai con una compatta, semi automatica che salvava solo le ultime 5 foto della sequenza posso certamente considerarmi fortunato. La menzione di Jered ha comunque dato un senso a quei quindici chilometri a piedi, percorsi per arrivare a quel tornante, dove i grandi di quel giorno si diedero battaglia. Non era la prima volta che salivo lassù: quasi un mese prima avevo pedalato tutta la salita in bicicletta, tra il silenzio della valle e muri di neve, perlustrando l'inedito Colle, per poi scrivere il "preview" su Pezcycling. Il Colle delle Finestre fu poi affrontato nel 2011 e nel 2015 ma lo attendiamo a l’appello anche quest’anno, in una tappa che, a quanto pare, si annuncia decisiva con finale in salita sullo Jafferau a Bardonecchia.

Un immagine di quel lontano 2005, quando salii sul Colle delle Finestre un mese prima del Giro per descriverne le meraviglie su Pez