martedì 14 giugno 2016

Alexander Foliforov

Alexander Foliforov - Giro d'Italia 2016
Davvero una gradita sorpresa questo giovane atleta Russo che ha vinto la cronoscalata del Giro d'Italia sulle Dolomiti ed è stato poi protagonista delle ultime due tappe di montagna sulle Alpi Francesi. Tutto da scoprire, chiaramente, ma i segnali sono importanti. Qui l'ho ritratto tra le nebbie del Colle dell'Agnello, ai due dalla vetta, tra grossi cumuli di neve. Alla fine ha fatto meglio del suo capitano Firsanov, finito comunque lontano in classifica, e quarto nella crono dell'Alpe di Susi. Segno che i ragazzi Gazprom hanno una certa attitudine con lo sforzo solitario. Vedremo di che si tratta negli anni a venire.

venerdì 3 giugno 2016

Adam Hansen

Adam Hansen - Giro d'Italia 2016
Ecco. Una cosa che non voglio dimenticare è la sera dopo la corsa passata sulla Lombarda, assieme ai miei amici e compagni d'avventura  Francesco ed Angelo, aspettando che la strada riaprisse. Il calare del sole, una nube che transitava, ed i panini mangiati proprio sul confine. Sul cippo. Non servivano più le parole, ed avevamo gli occhi ancora colmi di immagini, e tanta strada tra noi e casa. Non voglio dimenticare quel piacere di sentirsi amici per davvero, senza altra implicazione che non sia il puro piacere di stare insieme, che poi quando finisce, finisce. Come le "zingarate" di Amici Miei. Ecco, sulla Lombarda non era ancora giunto il momento di non ritorno, quello in cui i saluti devono farsi rapidi, per non diventare dolorosi. Sulla Lombarda la strada era chiusa quasi per darci tempo di rimettere le idee in ordine, e di riprenderci dopo tutto quello che avevamo vissuto. Che per noi era importante. Così, davanti a quella strada vuota, ed a quelle chiazze di neve, il sole pian piano scendeva sino a scomparire. E per noi non era più soltanto ciclismo. Non lo era mai stato.

martedì 31 maggio 2016

Il Colle della Lombarda

Colle della Lombarda, 28 Maggio 2016
Sul versante Francese il Colle della Lombarda nasconde se stesso sino agli ultimi metri. Da quando in valle si lascia Isola, vi è soltanto una lunga ampia strada a tornanti che risale un vallone molto stretto. Ma il peggio arriva quando si giunge alla stazione di Isola 2000, un complesso fine anni '80 costruito soltanto per gli sport invernali, completamente deserto a Maggio (neppure un bar aperto). Dopo questo ecomostro si risale il crinale su una strada più stretta, mentre i larici si diradano sino a giungere all'ultimo chilometro di strada. E' li che la vista si allarga sulle creste dei monti, è li che le genziane fioriscono, e rimbombano i gridi delle marmotte. E' li che Vincenzo Nibali ha fatto letteralmente impazzire i suoi tifosi sulla strada, che lo aspettavano da tante ore. Erano quasi tutti Italiani, risaliti in bici o a piedi dal versante nazionale (21 chilometri.. non so se mi spiego) o costretti ad un giro lunghissimo per risalire dal versante Francese. Ho scelto questa fotografia per riassumere quanto accaduto nelle ultime due tappe di montagna del Giro d'Italia. Nibali che scala in solitudine dopo aver staccato tutti: guardate l'entusiasmo. Guardate i tifosi sulla strada, che  non sanno più se corrergli dietro, se saltare, se esultare o in quale altro modo scatenare la loro incredulità. Sembrano bambini, tutti consapevoli di assistere all'atto decisivo del Giro che consacra un corridore anomalo; che si esalta, che sbaglia i tempi, che si demoralizza, che persino s'incazza. Ma che alla fine riesce a a lasciarci tutti a bocca aperta. Così, increduli. Come bambini.

venerdì 27 maggio 2016

Ilnur Zakarin

Ilnur Zakarin - Giro d'Italia 2016
Delle tante cose accadute oggi dovevo sceglierne una. Così ho deciso di dedicare un pensiero al forte corridore Tartaro della Katusha, Ilnur Zakarin. Questa è una tra le ultime immagini che lo vedono impegnato al Giro d'Italia 2016. Siamo a meno di due chilometri dalla cima del Colle dell'Agnello, c'è nebbia ed i primi sono già passati. E' transitato Scarponi, Ulissi, Nieve e tutti coloro che componevano la fuga di giornata. E' passato Nibali che trainava Chavez, la maglia rosa Kruijswijk e Maijka. Zakarin si è però staccato. E' rimasto a ciondolare con la sua pedalata inconfondibile su questa dura salita del Giro. La nebbia copre rumori e cose. Impedisce di intuire i distacchi. Ilnur viene inghiottito da questo mondo di ovatta ed il suo distacco pare amplificato dal silenzio che lo circonda. Su questo nastro sconcio di strada, che si inerpica verso il cielo, ma che oggi il cielo non riesce a vedere, il Russo perde lucidità e brillantezza. E pone le basi per una pessima discesa ed una brutta caduta. Finisce così il Giro di questo talento, che poteva essere maglia rosa nel Chianti, e che stamane era quinto della generale.

giovedì 26 maggio 2016

Le Boulanger

Le Boulanger - Giro d'Italia 2007
L'ultima volta che il Giro d'Italia ha scavalcato il Colle dell'Agnello è stato il 24 Maggio 2007 durante la tappa Scallenghe - Briancon. La cima Coppi fu conquistata dal Francese Le Boulanger che si è liberato del compagno di fuga Riblon ai 3km dalla vetta. Domani, per la terza volta nella sua storia (1994, 200, 2007), il Giro affronterà nuovamente questa dura salita alpina, che svetta alla riguardevole altitudine di 2744 metri. Un vero mostro. Dal paesino di Chianale in avanti la strada sale senza interruzioni con pendenze sempre vicine (ed oltre) al 10% ed il paesaggio è emozionante. Niente più conifere, niente più prati. Tanta roccia, ed in Maggio, tanta neve. A dire il vero avrebbe dovuto esserci un quarto passaggio (1995) ma quell'anno alcune slavine bloccarono il Giro in valle. La montagna è montagna, e non guarda in faccia neppure agli eventi sportivi che più si avvicinano a lei.

lunedì 23 maggio 2016

Damiano Cunego

Damiano Cunego - Giro d'Italia 2016
Ho rivalutato la lotta per la classifica degli scalatori, caratterizzata dal blu della maglia di leader. Sino a qualche anno fa era una classifica che non tenevo in considerazione, ma oggi posso dire di essere stato superficiale nella mia valutazione. Per conquistare la maglia azzurra serve un ottimo stato di forma e tanto coraggio. Avete visto quanto è difficile entrare nelle fughe "buone", nelle tappe di montagna? La prima ora di corsa copre quasi cinquanta chilometri, tanto per gradire, proprio per i molteplici tentativi di fuga di chi cerca la gloria d'un giorno od i traguardi parziali. Per essere competitivi in questa classifica, bisogna quindi essere in grado di poter entrare in queste azioni, per poter ambire ai primi gran premi della montagna di giornata. Entrare nella fuga "buona", scalare le salite in buona posizione, sprintare per il gran premio della montagna.. logico che a fine tappa chi lotta per questa maglia sia tagliato fuori dai giochi.
Quando Damiano Cunego è passato alla Nippo Fantini, dichiarando di voler essere esempio per i giorvani corridori di quella squadra, ho pensato che avrebbe invece tolto spazio a qualche nuova leva, magari più meritevole. Il fatto di vederlo adesso lottare per questa difficile classifica (mentre scrivo è in corso la 15a tappa ed il veronese è leader in maglia azzurra), mi ha fatto ricredere e sono contento di poter dedicare un post ad un corridore così controverso, ma certamente generoso.

venerdì 20 maggio 2016

Il gruppetto

La squadra Francais des Jeux controlla il gruppetto nella 10a tappa del Giro 2016
Inutile seguire il Giro d'Italia sperando di vedere e comprendere la corsa dei primi. Essa è ad appannaggio delle telecamere in diretta, delle agenzia fotografiche e di pochi altri. Se volete vedere il ciclismo dei migliori dovete stare davanti alla televisione. Ma se volete andare oltre, un po' più a fondo, la strada è ancora il luogo migliore dove godersi il ciclismo. Tappa 10, da Campi Bisenzio a Sestola: si attraversa l'appennino tosco emiliano e mi trovo sulle dolci colline modenesi. Al traguardo mancano ancora 100 chilometri ed il gruppo maglia rosa è transitato a circa quattro minuti dalla fuga di giornata. Ma il fine corsa non ha ancora riaperto la strada. Manca il gruppetto. Eccolo che arriva. Praticamente l'intera formazione della Francaise des Jeux comanda un gruppo di circa 20 uomini che lottano contro il tempo massimo. Dentro si trova il velocista Démare, capitano della formazione Francese, altri atleti in difficoltà ed anche il giovane velocista Caleb Ewan. La sera stessa leggo un tweet dell'Australiano: "Almost 200km in grouppetto today and every minute sucked!" - ovvero - "Oggi quasi 200km nel gruppetto ed ogni minuto ha fatto schifo!".
Ecco, quando vediamo i velocisti vincere una tappa piatta e noiosa a fine Giro, ricordiamoci del tweet di Caleb. Forse la tappa apparirà meno monotona.