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domenica 29 marzo 2009

Sanremo 2009 - L'incontro - Zabel lo sapeva

Nel tumulto dei preparativi, nascosto tra le ammiraglie c'è un grande protagonisa degli anni scorsi di questa corsa. Eric Zabel sposta scatole dal bagliaio dell'ammiraglia al motor home come un qualsiasi meccanico. I corridori non sono ancora scesi dai grandi autobus; molti Milanesi lo riconoscono, è amatissimo. Gli chiedono autografi e posano di fianco a lui quasi fosse in procinto di partire, ancora una volta, con il numero sulla schiena, verso la "sua" classica.
Questa è la tua gara, Eric.... era.
Era... è un qualcosa che appartiene al passato, ormai.
Come ti senti in un giorno particolare come questo?
Sono felice di essere quì - sorride felice; un sorriso onesto, che viene quesi da credergli -
Che lavoro svolgi?
Sono uomo immagine della Columbia.
Nutrite più chance con Cavendish o con Loqvist?
Direi che sarebbe una bella sorpresa vincere con Mark (Cavendish). E' al debutto, è davvero molto difficile vincere al debutto, quì. Direi che potremmo puntare qualcosa di più su Thomas (Loqvist).
Qual'è il segreto che ti faceva vincere questa Classica ad ogni Primavera?
Essere in grande forma.
Puoi sbottonarti, mica corri ancora
- sorride -
Ok, allora almeno dimmi come finisce oggi
Volata, sicuro. Punto tutto suolla volata.
Come ti senti in una giornata così. Con la "tua" Sanremo che parte e che finirà in volata?
- ora non sorride più, guarda un momento per terra -
Non so, è strano.

giovedì 26 marzo 2009

Sanremo 2009 - La follia che ancora incanta


Sono i pazzi che partono al mattino. Anche ques'anno si sono dati battaglia e sono partiti. Grazie. E' il ciclismo che mi piace, quello senza calcoli e senza troppe speranze. Quello senza copertina e senza copertura televisiva. Quest'anno sono partiti a Pozzolo Formigaro, nella pianura Piemontese, laddove già si intravede uno scorcio di Appennino. Non gli hanno mai concesso spazio, praticamente la fuga non è mai decollata. Erano in troppi (undici) e rischiavano davvero di diventare un pericolo. Il gruppo seleziona la follia; le lascia spazio quando sa che non porterà a nulla. La rinchiude quando potrebbe diventare pericolosa. Sul Turchino la fuga era già segnata, a Noli era ripresa ed infine, sulle Mànie, la beffa. La fuga riconquista vantaggio. Una elemosina. Una sorta di eutanasia controllata. Il gruppo, spietato, prende fiato e li lascia di nuovo andare. Ha capito che i folli non hanno alcuna speranza di arrivare. Così, prima di Cipressa, si spegne l'unico barlume di coraggio in una Sanremo dominata dalla paura.

Ecco i nomi (se lo meritano):

Krivtsov
Cheula
Belkov
Tjallingii
Ignatiev
Turgot
Thomas Bertolini
Le Mevel
Lang
Eisel
Klostergaard

martedì 24 marzo 2009

Sanremo 2009 - Intanto Nibali si mangia le mani

Nibali si prepara a partire per la Milano - Sanremo 2009 (Foto Alefederico)
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Nibali si prepara a partire per la Milano - Sanremo 2009 (Foto Alefederico) Il ragazzo è giovane ma si muove bene. E' un ottimo discesista, che alla Sanremo non fa mai male, ma soprattutto, sabato scorso, aveva ottime gambe. Eppure non ha potuto giocarsi le sue carte. Perchè? Perchè la sua squadra (Liquigas) puntava tutto sul velocista. Bennati è un ottima carta da giocare ma tutto ciò mi fa venire in mente una considerazione. Sino a pochi anni fa il velocista era l'ultima carta. Il piano B. Oggi ilvelocista è l'unica carta. Tutto il resto viene sacrificato allo scopo di riuscire ad arrivare in volata. Il caso Liquigas è da manuale. Hai un Nibali in ottima forma. Hai Basso, che in salita va come pochi. Io una bella sparata di Basso sulla Cipressa me la aspettavo. Invece nulla. Nulla sulle Mànie. Nulla di nulla. Nibali usato come stopper sul Poggio. Tutto sacrificato nel nome di una volata che vince uno soltanto. Tutto a discapito dello spettacolo, del gesto atletico, dell'uomo forte.
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E quì da il meglio di se sul Poggio a copertura (ahimè) di Bennati (Foto Alefederico)

Sanremo 2009 - La parola a Parsani

Avete già letto il mio "roadside" su Pezcycling?

Ieri ho criticato l'azione del Team Katusha sulle Mànie. Un uomo in fuga che attacca, la squadra che insegue imponendo un ritmo né blando né d'arrembaggio ed il velocista che su quel ritmo si stacca. Ho deciso così di sentire la versione dell'ammiraglia. Ho raggiunto Serge Parsani sul cellulare per capire meglio come si è venuta a creare quella situazione.
Non abbiamo capito la vostra corsa sulle Mànie.
Quella salita doveva essere un punto cruciale della corsa ed invece non è accaduto nulla. E' stata una della Sanremo meno selettive della storia, non c'è stata la volontà da parte delle squadre di fare la corsa.
Voi non avete fatto poi molto di più degli altri
Toccava alle squadre senza uomini veloci muoversi per prime.
I nomi
Lampre per esempio,che non aveva Lorenzetto, ma ci si aspettava qualcosa anche dalla Diquigiovanni
Voi avevate un uomo nella fuga del mattino
Che poteva essere un bel punto d'appoggio. Comunque un uomo davanti come minimo fa risparmiare un uomo dietro. Poi avere Ignatiev davanti non può che essere la mossa giusta anche in vista di un eventuale arrivo.
Poi però ad un certo punto Ignatiev ha attaccato
Questo effettivamente ci ha frenato. Non potevamo inseguire noi. Lui ha cercato un azione solitaria, ha deciso da solo forse provando a tirare fuori un gruppo ancor più selezionato
Ed intanto voi perdevate il velocista
Si, ma noi non puntavamo molto su Mc Ewen, pensavamo ad una Sanremo diversa, molto più selettiva
E perchè avete sacrificato un uomo per riportarlo sotto?
Il gruppo era praticamente compatto, nessuno si staccava ed a quel punto era chiaro che la Sanremo prendeva la piega di una corsa per uomini veloci. Noi non potevamo perdere il velocista a cento chilometri dal traguardo
Però intanto tiravate
Ma non toccava a noi far saltare la corsa. Non mi sarei tirato indietro se avessi visto altre squadre lavorare sodo per far saltare la corsa.
Sarebbe stato utile un uomo come Colom per fare maggiore selezione?
Direi di no. Colom è uno scalatore che da il meglio su salite di 7-8 km
Più o meno come Bruseghin che lo scorso anno fece saltare il gruppo proprio sulle Mànie
Beh, non sono daccordo. Bruseghin ha caratteristiche diverse. E' un cronomen che sa tirare il lungo rapporto e può esprimersi in pochi chilometri
Rifarebbe tutto allo stesso modo?
Non si può pensare di fare le cose da soli. Sabato, per cambiare volto alla corsa sarebbe servita una convinzione diversa da parte del gruppo. Non si può pensare di rendere dura la corsa con l'apporto di una sola squadra. Io su quella salita avrei soltanto perduto due uomini. Due uomini che Pozzato non avrebbe poi avuto successivamente al suo fianco. Sono cose che vanno considerate.
La Sanremo torna ad essere una corsa per velocisti?
Direi di no. Il prossimo anno ci sarà una convinzione diversa proprio per come sono andate le cose quest'anno.
Intanto quest'anno le cose sono andate così
Bisogna fare i complimenti a chi ha vinto. E poi mancava l'uomo forte, quello che era superiore agli altri. Quest'anno mancava ed ecco il risultato
L'uomo in fuga che ti scatta a tradiment,.il capitano che si accorge che il ritmo non è sufficiemente alto ma aspetta l'arrivo per farlo presente (ai giornalisti), il velocista (l'unico tra i tanti) che si stacca. Ammetto che la posizione di Parsani non era semplice. Durante l'intervista è però emerso qualcosa di interessante. E' mancata la volontà comune di fare la corsa. Ricordate il "sentimento della volata" di cui ho parlato alla vigilia? Quello.

lunedì 23 marzo 2009

Sanremo 2009 - Il disastro delle Mànie

Comincio, come promesso, il gioco dei perchè. Comincio da Pozzato (la lingua batte dove....) Guardatevi queste immagini riprese sulla salita della Mànie. Immagini che testimoniano un errore grossolano di una della squadre più attese, la Katusha di Pippo. Errore di squadra ma, soprattutto, errore di un capitano che non ha saputo giocarsi al meglio le sue carte.

Voze, salita della Mànie (Foto Alefederico). Ignatiev attacca nel tratto più duro delle Mànie. Sarà poi ripreso ed, a sua volta, staccato. A cosa è servito il suo attacco?
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Voze, transita il gruppo a 1'50" (foto Alefederico). I Katusha sono schierati in testa a beneficio di Pozzato (si nota in terza fila). Tuttavia il ritmo è blando ed il gruppo viaggia soffrendio ma compatto.
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Dal gruppo si stacca Mc Ewen (foto Alefederico). E con lui si ferma anche Klimov per aiutarlo. Aiutarlo a far cosa visto che la sua corsa è compromessa? Come possono sperare, a questo punto, che il velocista tenga su Cipressa e Poggio?
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Ecco l’attimo chiave della Milano Sanremo 2009. Salita delle Mànie, passaggio nel paesino di Voze. Ignatiev, in fuga dal mattino, attacca solitario. Che senso ha questa azione? Chi l’ha orchestrata? Dietro di lui, due minuti più a valle la sua squadra, la Katusha, è in testa al gruppo e scandisce il passo. Non si stacca praticamente nessuno. Uno dei pochi a staccarsi è Mc Ewen (sempre della Katusha) che viene atteso da un compagno di squadra, Klimov. Mi dite che senso ha tutto questo? Abbiamo una squadra, la Katusha, con otto corridori. Uno è impegnato sino allo spasimo davanti tanto che, pochi chilometri più avanti, verrà addirittura a sua volta staccato dai compagni di fuga e riassorbito dal gruppo. Cinque fanno il passo in testa al gruppo. Il velocista si stacca su quel passo ed un altro lo attende. Chi doveva fare cosa? Ottimo Ignatev nella fuga del mattino. Ma perché attaccare sulle Mànie a novanta dal traguardo? Aveva già speso molto e la distanza era moltissima. A chi sarebbe dovuto giovare quell’azione? Sarebbe semmai dovuto rimanere con gli altri fuggitivi ed attendere gli eventi. Eventi che, tuttavia, non giungevano. I compagni in gruppo imprimevano un ritmo sostenuto ma sostenibile. Nessun velocista si staccava. Nessuno eccetto il loro velocista, Mc Ewen. Se Mc Ewen si stacca a novanta dal traguardo mentre il gruppo cazzeggia, figuriamoci cosa accade sulla Cipressa. Perché fermare un compagno di squadra per aspettarlo? Sarebbe, a quel punto, servito un attacco deciso. La Katusha poteva contare su Botcharov che è un buono scalatore. E poi, perché non hanno convocato Colom che nelle corse d’apertura è andato come una moto? Avevano già Ignatev davanti, si rientrava su di lui e lo si metteva (li si, perbacco!) alla frusta. Cosa è davvero accaduto? Pozzato all’arrivo ha dichiarato (la stessa dichiarazione appare sul sito Katusha) d’aver subito capito che i compagni non tiravano sufficientemente forte. Ma non dovrebbe essere il capitano a dettare il ritmo? Che razza di corsa hanno imposto i Katusha. Inutile girarci attorno, la Sanremo si è giocata su questo disastro tattico.






domenica 22 marzo 2009

Sanremo 2009 - Adesso però peschiamo i "colpevoli"

La Milano - Sanremo al passaggio di Pontacurone (Foto Alefederico). Quest'anno ha prevalso l'attesa.

Da anni non si assiteva ad un atteggiamento tanto remissivo nei confronti dei velocisti. Dove sono finiti i cacciatori di Classiche? E gli uomini dotati di gran fondo? Ed i guastatori? Chi sono i veri responsabili di una corsa scialba e decisamente al di sotto delle attese? Mi sono divertito a rimandare a giudizio alcuni "imputati" eccellenti. Anzitutto gli assenti. Troppi e troppo importanti. Cunego, dov'era? E Contador? Decisiva (sebbene giustificata) l'assenza di Ballan, mentre quella di Freire (attendista) non ha inciso più di tanto. Colpevoli i grnadi parlatori della vigilia. Sono mancati gli attachi della Diquigiovanni e tutta da decifrare la corsa di Pozzato. Anche la Liquigas ha sbagliato tutto puntando solamente sul velocista.

L'analisi ovviamente non finisce quì; a breve altri commenti e poi, lo Speciale.

Sanremo 2009 - Lo sbaraglio ed il debuttante



Il debuttante ha dato lezione. Tutto il giorno a ruota, come il suo ruolo imponeva, ma davanti al momento giusto. Una Sanremo la si può vincere in volata, con una azione solitaria, in salita o in discesa, oppure, come ci ha insegnato Cavendish, in rimonta. L'importante è metterla nel sacco. Da ieri il ragazzo della Columbia non è più un semplice velocista ma entra a far parte del piccolo circolo dei campioni. Non me lo aspettavo. Avevo da tempo capito che era il velocista più forte sulla piazza ma non lo avrei mai accreditato di una resistenza ed una tenuta che gli consentissero di aspirare a vincere la Sanremo. E' certamente stato favorito da una condotta soporifera del gruppo che non ha mai messo in discussione l'arrivo in volata. Ma la corsa è fatta così. Vince chi ci crede di più. E lui, con quel colpo di reni ci ha creduto davvero sino in fondo.

sabato 21 marzo 2009

Sanremo 2009 - Ma la partita si è chiusa quì

Salita delle Mànie. Il gruppo sonnecchia pilotato dalla Katiusha.

Dopo una giornata ad inseguire la corsa avrei tanta voglia di dormire ma qualcosa mi tormenta. Com'è nato questo disastro? Per disastro intendo la corsa. A me non è piaciuta, spero di non offendere nessuno, ne tantomeno Cavendish che ha fatto un numero esagerato su quel benedetto traguardo. Ricordate quando parlavo del sentimento della volata, che prendeva piede negli animi dei corridori? E' accaduto proprio ciò che temevo. La corsa si è chiusa sulle Mànie, allorchè nessuno si è mosso e Pozzato (uno dei possibili attaccanti, uno che i velocisti puri doveva farli fuori prima del Poggio) ha messo la squadra a fare il ritmo. Ridicolo. Le Mònie sono state spianate senza alcuna selezione. Su quella salita si è chiusa la corsa.

Sanremo 2009 - Non è bastato


Ecco lo scatto tanto atteso, dopo tante ore di gara. Pozzato aggredisce l'ultimo tratto del Poggio sfruttando l'azione di Rebellin. E' stata una giornata lunghissima, cominciata all'alba, a Milano. Una giornata innondata di sole. Calda. Ventosa. Ha vinto il sentimento della volata. Il gruppo ha corso velocissimo spianando qualunque difficoltà e servendo al giovane Cavendish una grande "prima".
Cosa e chi ha sbagliato? Si poteva fare più selezione? Ci sono tante domande che mi frullano nel cervello ma, stasera, la stanchezza vince la voglia di tirare le somme. Sono un poco deluso, non lo nascondo. Quello scatto doveva essere più incisivo.

venerdì 20 marzo 2009

Sanremo 2009 - Adesso ci siamo davvero


Ci siamo. Tutto è appeso al filo dell’attesa. Ci sarà il sole? Il vento? Milano diventa il centro del mondo; domattina si parte, si va a Sanremo. Nel mio piccolo io ci sarò. Pozzato è il mio uomo, per me vince lui. Sarà fighetto quanto volete, ma quel corridore mi piace da morire. Ci sarà selezione sulle Mànie? Ci sarà la lunga fuga del mattino? Poco importa adesso. Sarà comunque una gara favolosa. Già sul Turchino i primi raggi di sole stanno svegliando il bosco. Il mare di Varazze si apre verso la nuova stagione. La Primavera è qua. E sarebbe un peccato non esserci.
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A partire da domani sera potrete vedere le fotografie della corsa; in settimana le storie ed i commenti. Poi lo Speciale.
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Inviatemi i vostri scatti.

giovedì 19 marzo 2009

Sanremo 2009 - Come la vediamo un poco tutti



E' la più lunga. Eterna. Trecento chilometri tutti d'un fiato ma che non passano mai. Il ritrovo a Milano, la mattina presto, quando l'aria punge ancora. La partenza dai navigli col cuore in gola quasi l'arrivo fosse dietro l'angolo. I lunghi rettilinei che attraversano campagne e città. I primi sali scendi verso Ovada, gli alberi di ciliegio in fiore. La lunga salita verso il Turchino, con la piccola galleria che aspetta da un anno. La discesa folle ed il mare. Gli strappi di Arenzano, Cogoleto e Varazze. La lunga attesa delle Mànie. La svolta a destra e le salita verso Voze che può decidere tutto. Discesa spericolata su Finale. Le spiagge lunghe del Ponente ed il gruppo che pian piano si ricompone; e poi di nuovo i capi. Mele, Cervo e Berta. Salite della memoria, del mito, spianate ai trentacinque all'ora. Si perdono i primi pezzi. L'angoscia di una caduta e la velocità che sale senza fermarsi. La scogliera e la svolta, liberatoria, a destra. La Cipressa. Il gruppo si divide; in salita o nella discesa da brividi. Gli attacchi nei lunghi rettilinei tra Riva ed Arma. Il Poggio, l'ultimo decisivo giudice. La picchiata e di nuovo sarà, comunque, traguardo. Quel momento cancellerà tutto. L'attesa, i brividi, l'angoscia calda che assale già qualche giorno prima. E' un fiore che sboccia in un incanto di Riviera. E non ditemi che non è così anche per voi.

martedì 17 marzo 2009

Sanremo 2009 - Partita chiusa?

Alessandro Petacchi in azione in salita con la maglia di leader della classifica a punti della Tirreno Adriatico (Foto Alefederico)
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E' il favoritissimo, a sentire i corridori Italiani. Ha impressionato in salita ancor più che in volata. Cavendish, più veloce di lui, non viene accreditato della tenuta sugli oltre 290 km. Alessandro Petacchi una Milano Sanremo già l'ha vinta. Era il 2005, appena quattro anni fa. Tuttavia le cose sono cambiate. Lo scorso anno, la salita delle Mànie ha chiarito che i cacciatori di Classiche partono nuovamente favoriti nella lunga sfida di primavera. Non sarà facile, arrivare di nuovo in volata. Petacchi lo sa ed ha migliorato moltissimo la tenuta in salita. Questa situazione mi ricorda un poco quella del 1996 allorchè Cipollini si mise in testa di vincere la Milano Sanremo. Arrivò preparatissimo e, soprattutto, giunse a Milano a capo di una preparazione specifica in salita. Non venne staccato sul Poggio ma transitò con il piccolo drappello dei migliori (gente come Musseuw e Bartoli). Peccato che davanti erano già in quattro a giocarsi la corsa.
Il velocista, da solo, non può pensare di vincere questa corsa. Neppure la squadra può fare la differenza. Ciò che davvero decide la Sanremo è un gioco sottile ma fondamentale di sentimento. Il sentimento della volata o quello dell'azione individuale. Nel gruppo quale di queste alternative prevarrà?

lunedì 16 marzo 2009

Sanremo 2009 - Cuore in gola, si riparte


E' così ad ogni primavera, quando l'aria scalda appena eppure tutti i fiori esplodono, quasi non potessero attendere oltre il loro destino. Per me è il frusciare delle ruote silenziose sull'asfalto, la sirena di una staffetta, o l'odore intenso delle creme dei corridori. Sabato scorso ho seguito una tappa della Tirreno Adriatico. Ma il cuore è a Sanremo. Ogni gesto, ogni azione, viene letta in proiezione di quell'evento, di quel giorno. Tornano e scorrere le ruote dei grandi sulle strade che hanno fatto la leggenda; è così, ad ogni primavera. In un attimo, si torna bambini, per un attimo. Adesso tutto è fermo e non vi è battito o respiro. Tutto si trattiene in sospensione; sarà una notte ancora, forse due. Il cuore batte e nulla potrà trattenere più l'attesa. La sera prima i corridori si addormenteranno nell'attesa del giorno dopo. Del giorno della Sanremo. Sarà allora, alla prima luce del sabato mattina che quel bocciolo s'aprirà. Perchè non c'è nulla che possa trattenere ancora l'avvetura. E' proprio così che accade a primavera.

domenica 15 marzo 2009

Speciale Sanremo 2009 - Allarme Lampre


Enrico Gasparotto -Foto Alefederico

Montelupone - Se ne sta appoggiato al motor home della squadra, mentre auto e meccanici impazziti cercano di sbrogliare la matassa del dopo corsa. E' uno degli uomini chiave della primavera; lo scorso anno si era palesato tra i protagonisti della Milano - Sanremo selezionando il gruppo dei migliori sulla salita del Poggio. Enrico Gasparotto è certamente uno da tenere sotto osservazione in vista della Classicissima e quindi gli chiedo se ha voglia di scambiare qualche battuta. Butta bene, è disponibile. Dopo tappe come quella di oggi non sempre i corridori hanno voglia di parlare.
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Con la gamba che ha adesso, non ho alcun dubbio, il favorito è Petacchi. Se proprio devo fare un altro nome allora dico Lorenzetto, mio compagno di squadra.
Due velocisti nonostante le Mànie?
Lo scorso anno, con le Mànie, il gruppo dei velocisti è arrivato a dieci secondi. Volata certa. Petacchi è in forma straordinaria, non si staccherà.
Ti senti tagliato fuori?
Non mi sento bene. Anzi, tutta la squadra ha gli stessi sintomi. Credo che abbiamiamo preso un virus o qualcosa del genere. Ballan si è ritirato ma tutti noi abbiamo qualcosa che non va. Sino alla scorsa settimana volavamo ed ora non riusciamo proprio ad andare avanti.
E Lorenzetto?
Beh, lui sta alla Parigi - Nizza e si è salvato.
Pertanto solo voi alla Tirreno state male?
Esatto. E non riusciamo a capire il perchè. Dobbiamo assolutamente capire di cosa si tratta. I miei obbiettivi stagionali sono spostati un po' più in là, a fine Aprile, ma per la squadra, in vista della Sanremo, è un vero problema.
Trattandosi soltanto di voi che correte la Tirreno non potrebbe trattarsi di intossicazione alimentare?
A questo punto potrebbe essere tutto.

Bel guaio, ma indicazioni importantissime per sabato prossimo. Se davvero i Lampre non risolvono il loro misterioso guaio avremo un altra grande squadra votata al proprio velocista. Un altra indicazione importante: si fa strada, tra i corridori, l'idea che la volata sia inevitabile. Ciò che hanno visto, in questi giorni, li ha convinti che Petacchi non si staccherà. Attenzione perchè certe idee fanno presto a concretizzarsi in atteggiamenti remissivi. Il gruppo è peggio dei trader della borsa; si esaltano e si avviliscono per piccoli grandi segnali. Ed a una settimana dal grande appuntamento della Primavera, le azioni per un azione solitaria, perdono davvero tanto!

mercoledì 25 febbraio 2009

Sanremo 2009 - Ballan, mi permetto


Caro Alessandro Ballan, mi permetto. Dal giorno magico di Varese ti ho visto troppe volte metterti a disposizione dei compagni di squadra. Era già successo al Lombardia, ultima gara del 2008, ed è nuovamente accaduto quest’anno in diverse occasioni. Forse tu non consideri il Lombardia pane per i tuoi denti (è poi davvero così, per un uomo in gran forma?). Forse le corse di inizio stagione non sono trofei che possano attrarre chi ha già vinto un Fiandre ed un Mondiale, eppure è così inusuale vedere la maglia iridata continuare ad impostare le volate per i compagni più veloci. Intendiamoci; è giusto che il grande campione si metta, di tanto in tanto, allo stesso livello dei suoi fidi. Questo ne aumenta il carisma, il mito; ed il ciclismo è anche gestione di se stessi, del proprio carisma, della propria immagine. Ma proprio per questo voglio dirti che la tua immagine, in questo momento, è quella di un Campione del Mondo che fugge le proprio responsabilità. Vedi, Ballan, alla gente non importerà nulla di quante volate vincenti avrai tirato. Quella maglia dura troppo poco, brucia in fretta. Bisogna imporsi subito. Il compito è arduo, chi ti ha preceduto aveva saputo fare grandi cose. Freire, Boonen e Bettini hanno costruito il loro mito su quelle strisce. Hai mai visto Boonen preoccuparsi troppo per il lavoro di squadra? Il Belga è un maledetto egoista. Così Freire, così Bettini. Quando Bettini si è messo a disposizione di Visconti, durante lo scorso Giro d’Italia, lo ha fatto attirando tutte le attenzioni su di se. I tifosi vogliono riconoscere nel Campione del Mondo il leader del gruppo. Sei pronto? Sei pronto a cominciare dalla tua squadra? Per chi si corre a Sanremo? Per te, per Gasparotto oppure per Cunego? Anche Vainsteins ed Astarloa hanno vestito la maglia che ora indossi tu. Eppure loro non sono mai stati dei veri Campioni del Mondo. Si sono trovati lì quasi per caso. Tu certamente già pensi al Poggio, la tua salita, quella che tre anni fa hai spianato con uno scatto poderoso. Per arrivare a quel punto nelle condizioni migliori dovrai far lavorare i compagni già dalle Mànie, chiedere loro dei sacrifici. Mandare Cunego allo scoperto sulla Cipressa. Sei pronto a farlo? Sei pronto ad imporlo?Mi permetto… mi permetto di farti riflettere sul fatto che Cunego avrebbe certamente già messo le cose in chiaro. Già per la Sanremo, la “tua” corsa – si corre per me – avrebbe detto. Allora, caro Ballan, come la mettiamo? Quel giorno, a Varese eri sulla ruota di due compagni di squadra; entrambi più quotati di te. Eppure fosti colto da un intuizione. Un illuminazione. Quello scatto nasceva dal profondo del tuo animo. Era un estremo atto di egoismo sportivo, nascosto da tattica di squadra. La gente lo ha colto ed ha urlato di gioia. Dimostraci che non ci eravamo sbagliati.

lunedì 23 febbraio 2009

Sanremo 2009 - Odor di vecchi tempi

Vi ricordate i bei tempi, quando Bugno, Fignon, Lemond e Chiappucci si presentavano come sicuri protagonisti della Classicissima? Quest'anno accade che i vari Armstrong, Schleck, Contador (soprattutto) si sono presentati in grande spolvero già nelle corse d'apertura. Forse quelli più indietro sono proprio gli Italiani. Sta cambiando qualcosa? Si torna ad un ciclismo delle grandi sfide? Troppo presto per dirlo, ovviamente. Aspetto con ansia le corse di Marzo (Tirreno e Nizza sopra a tutte) e chissà che in Riviera...

sabato 21 febbraio 2009

Sanremo 2009 - Quelli del mattino; gli eroi senza volto

Sanremo 2008; salita della Mànie (foto Massimo Federico). I tre fuggitivi di giornata perdono minuti a palate. Chi ci proverà nel 2009?
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Nessuno, sulla strada, li riconosce. Partono senza neppure pensare a Sanremo. Il loro traguardo arriva molto prima quando, distrutti dalla fatica vengono ripresi dal gruppo. Sono "i pazzi che che partono al mattino", corridori tutto cuore che rendono avvincenti le prime ore di gara.
Il loro gesto mi induce quest'anno ad una considerazione. Non sono sicuro che le fughe partiranno così presto come in passato. Spiego il perchè. La presenza della salita delle Mànie deve indurre a maggiore parsimonia nella gestione delle forze. Il gruppo, su quella salita, può recuperare tantissimo tempo, specialmente se si parte troppo presto. Nel 1982 l'inserimento della Cipressa favorì la vittoria del "pazzo" Gomez. Lo scorso anno, invece, il gruppo fece bene i suoi conti e la rimonta sui "pazzi del mattino" cominciò proprio sulla salita del Finalese.
Una fuga che abbia uno straccio di possibilità, non dovrebbe mai partire prima del Turchino. Dovrebbe essere una fuga ben nutrita; con gente di fondo ed esperienza. Bruseghin, Voigt, Barredo. Gente che non teme il vento in faccia e che sappia reggere al ritorno del gruppone.
Ma in fondo, le fughe dei "pazzi", quelle senza speranza e senza troppe illusioni, sono il sale ed il condimento della Classicissima.
Trecento chilometri ed altrettanta strada davanti. In gruppo si sbadiglia ancora. I "pazzi" che non sanno stare in gruppo già scalpitano. Davanti solo vento e fatica. E tanta gente che neppure li riconoscerà. Eroi senza volto e senza speranza. Grazie di provarci.

venerdì 6 febbraio 2009

Speciale Sanremo 2009 - Ricominciamo a sentire lo stomaco

Fabian Cancellara, vincitore dello scorso anno scortato da Breshel sulla salita della Manie. (foto Massimo Federico)


Lo scorso anno Cancellara, in conferenza stampa, commentando la sua vittoria, dichiarò che lo scatto decisivo gli partì dallo stomaco. Non trovo parole migliori per descrivere la magica corsa di Primavera. E' proprio un qualcosa che sale da dentro, che si cova nei mesi invernali e che cresce a dismisura sino alla notte prima. Mi ha appena raggiunto la notizia che anche la prossima edizione transiterà sulla salita delle Manie. Benissimo, lo avevo auspicato (leggi quì) subito dopo aver assistito alla scorsa edizione; non si poteva abbandonare una strada tanto bella. Sale adesso dallo stomaco una voglia che nulla ha di razionale. Parte da laggiù e vorrebbe spingersi oltre, sui balconi della Riviera. Adesso no. E' presto. Eppur si muove...

domenica 18 gennaio 2009

Speciale Sanremo 2009 - La corsa furibonda.

Comincia dall'Australia la rincorsa alla Classicissima di Primavera. Siamo ancora nel profondo inverno, ma le ruote già si scaldano nelle corse di apertura. Sono corse che servono a raggiungere la condizione ottimale per poter affrontare la prima parte della stagione, quella delle Classiche. La Milano - Sanremo, il 21 Marzo prossimo sarà, ancora una volta, la prima di queste grandi sfide. La più sfuggente. La più furibonda rincorsa tra olivi e muretti a secco della Riviera. Da quì ad allora ci sarà appena il tempo di immaginarsi la gara che già ci sarà fuggita sotto mano. Là, dietro la curva, stanno già arrivando...