martedì 2 ottobre 2012

I ricordi del Giro dell'Emilia

La magia del San Luca
Tra gli archi del San Luca il silenzio viene interrotto dal fruscio d'una ruota libera. E' soltanto un attimo che subito svanisce, per poi tornare al silenzio di qualche istante prima. I lunghi corridoi si celano a volte nella nebbia, mentre nelle giornate di sole, la luce filtra prepotente. Il San Luca è lungo religioso silenzio e, per un giorno, è prepotente e chiassoso tifo. La gente si annida tra gli archi ed incita a squarciagola i corridori. Quei coraggiosi che sfidano le Orfanelle, quella doppia velenosa "esse" che precede un rettilineo da vertigine. Su quella strada sono state scritte con segno indelebile azioni vincenti e sono state subite sconfitte cocenti. Azioni talmente forti che la strada fatica a dimenticare. Il popolo del San Luca si ritrova di anno in anno a ricordare questo o quel corridore; questa o quell'edizione. E gli anni passano. Quel corridore magari non corre neanche più, ma su quella salita il suo sforzo respira ancora.

2 commenti:

Pedale.Forchetta ha detto...

Che foto!

Alessandro Federico ha detto...

nel lontano 2004... non mi è mai più riuscita...