mercoledì 11 aprile 2018

Le pietre di Andrea Tafi

Andrea Tafi, in maglia tricolore, al Tour 1998

Era il 1999, l’anno dopo le abbuffate della Roubaix di Ballerini, della Liegi di Bartoli, del Giro e del Tour di Pantani. Il ciclismo Italiano al suo apice, e Tafi in maglia tricolore vinse la Parigi Roubaix. Come Moser. Rimane oggi l’ultimo vincitore di casa nostra della regina delle classiche. 

La Parigi Roubaix la conoscono un po’ tutti, famosa per le pietre dei viottoli che percorre. Eppure è forse la gara più difficile da capire, perché priva di punti di riferimento, se non la Foresta ed il velodromo. Il resto è confuso tra polvere o fango, a seconda. Fu polverosa l’ultima Roubaix Italiana, vinta da Andrea Tafi, passista che teneva le mani sugli attacchi dei freni, e toscano dalla testa durissima. Decise di vincere quando gli dissero che doveva arrivare terzo, era il 1996 ed era in fuga con due compagni di squadra, l’ordine d’arrivo lo decise il direttore sportivo Lefevre: primo un Belga e sul podio due Italiani. Così, tre anni dopo, quando Tafi entrò da solo nel velodromo, vestito col nostro tricolore, fu un po’ come rimettere ordine alle cose, nella gara più confusa e disordinata che esista.

1 commento:

Ika Oka ha detto...

famosa la terra della Foresta