Quelle foto che sanno di antico sono preziose. Abbiamo trovato il nostro nord. Le Strade Bianche è una corsa nuova, nuovissima. Eppure ha il sapore del ciclismo vero. Del ciclismo da favola, quello delle campagne, delle colline deserte e dell’avventura. Non è così, ma mi piace pensare che lo possa diventare. E’ una corsa che difficilmente si risolve distante dal traguardo e per ora non è nulla più che una gara che prepara la nuova stagione. Ma ne subisco il fascino. Forse, in questo momento, alla ricerca di un ciclismo che mi entusiasmi davvero, questa corsa risponde con le sue strade candide e crudeli. Già sento l’odore della campagna e vedo un filare di cipressi che invita verso un vecchio borgo. Vorrei che una fuga di matti arrivasse al traguardo. Vorrei che il cinismo del gruppo venisse schiacciato dalla follia di un paio di sognatori che prendono e partono al mattino. Come per la Sanremo. Ricordate? I pazzi che partono al mattino. Ricordate? Abbiamo bisogno di un gesto folle ma ben congegnato. Di un attacco leggendario, di una grande azione che solchi quelle stradine altrimenti abbandonate all’ultimo straccio di inverno. Ne abbiamo bisogno più che mai.
mercoledì 24 febbraio 2010
sabato 20 febbraio 2010
Ricomincia la voglia

Ricordate le sensazioni che accompagnano la primavera? Le potete già sentire quella voglia di ciclismo? forse non vi ha mai abbandonato. Forse è solo stata sedata. Sulle coste della Riviera già si manifestano i segnali del nuovo inizio. La fuga verso Sanremo è già cominciata. Non dipende da quante corse si tengano prima. A Milano si azzera tutto. La stagione del grande ciclismo comincia solo "quella" mattina ed i corridori ne sono consapevoli. Sulle strade che portano a Sanremo tutto tace; ma è chiaro che il conto alla rovescia è già cominciato. Lo dice la mimosa, che sfacciatamente lussuriosa innonda l'aria di un violento profumo. Lo dice l'eucalipto che sfoggia l'esotico fiore. Lo dice il mio stomaco, che non sbaglia perchè che viaggia con un orologio tutto suo. Perfetto e puntuale, ogni anno. Non cadrò nell'errore di non ascoltarlo. Non cadrò nell'errore di pensare che sia solo ciclismo.
sabato 13 febbraio 2010
Tutta la vita davanti (l'ultimo Tour di Marco Pantani)
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Bedoin. Cielo azzurro, quasi blu. Il paese è deserto nell’ora più calda. Due franchi in tasca ed un bar per rinfrescarmi del viaggio. I grandi alberi della piazza sembrano raccontare storie antiche, di tanto in tanto una foglia si muove, ma è solo illusione. C’è solo tanto caldo. Le pietre ruvide delle case, delle scale di questo paese mi rilassano soltanto a guardarle. Cotes du Rhone. Un bel bicchiere – sil vous plait. Il rintocco d’un campanile, sono le tre del pomeriggio d’un caldo Luglio e ho tutta la vita davanti a me. Il Tour de France fa oggi riposo.
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