mercoledì 24 gennaio 2018

La Tirreno è dell'Adriatico

La Tirreno Adriatico sul muro di Montelupone, era il Marzo del 2009
Il percorso della Tirreno Adriatico 2018 è tornato al disegno tradizionale, alleggerendo l'arrivo in salita e puntando sui finali esplosivi, quelli disegnati sulle colline Marchigiane, a ridosso del mar Adriatico.
Raccomando a tutti la lettura del post dell'amico Michele Mazzieri del blog Salite delle Marche che descrive per filo e per segno le tappe chiave della corsa di quest'anno. Qui il link


La corsa dei due mari nasce con un illusione, quella del nome, che vuol dare lo stesso peso alle due sponde. Allora mi sono chiesto dove, tra le valli del centro Italia, finisca il Tirreno e cominci l’Adriatico. Perché la nostra penisola è tutta un mare, così circondata ed esposta alle albe, ai tramonti alle bizze delle onde ed dei traffici. Nessuno è escluso da questa divisione, se non verso nord, fuori dalla penisola, lassù in pianura dove non si è ne del Tirreno ne dell’Adriatico. Ma nelle piccole valli del centro o si è dell’una, o dell’altra parte. Forse solo tra le valli Umbre, parallele ai due mari è difficile distinguere, anche se alla fine se sei di Perugia l’ombrellone ce l’hai su l’Adriatico, ma se sei di Orvieto vai da l’altra parte. E’ una questione di tradizioni familiari, di vie di comunicazione, di senso di appartenenza che viene scritto nel codice genetico di ciascuno di noi. Chi segue queste pagine sa di me e del mio nascere del Tirreno, per poi conoscere l’Adriatico, un po’ come questa corsa che nasce e da importanza al primo per poi svilupparsi e decidersi sull’altro. Allora vi dico che essa trova il suo significato una volta che ha valicato la dorsale, e che già si parla diverso, si mangia diverso e si respira diverso. La luce è diversa perché intrisa di quel umido che di là non si trova e la temperatura è diversa perché le brezze dei Balcani di qui si fanno sentire anche a Marzo. La Tirreno, come la chiamavamo noi ragazzi di ponente, altro non è che la corsa dell’Adriatico e le appartiene. Trova nelle colline Marchigiane, ancora inebetite da l’inverno, il suo salire ed il suo riscendere. E là dietro, quasi disegnati sulla cartapesta, i monti che separano ciò che sta da l’altra parte.

3 commenti:

Michele Mazzieri ha detto...

Grazie Ale. Quest'anno ci sarà da divertirsi. Da un calcolo approssimativo la tappa di Sassotetto dovrebbe avere 5300m di dislivello

Alessandro Federico ha detto...

Sassotetto è davvero bella. Sul tuo blog ho letto che paragoni Filottrano a Fermo. Costa di Ghergo è davvero simile a costa Reputolo?

Michele Mazzieri ha detto...

No, Filottrano è molto più facile. Via Reputolo superava il 20%, a Filottrano non si va oltre il 15. Forse l’arrivo sarà più simile all’arrivo di Fermo. Sia nel 2017 sia quest’anno la corsa non finisce alla fine del muro