martedì 15 maggio 2018

Giro 2018 - Overlook Hotel



Neppure dovevo esserci a Campo Imperatore, e non ci sarei stato se la sera prima non avessi ricevuto la telefonata di Gennaro, che era già lassù assieme a Marino e mi aspettava per vedere il Giro. Un incontro tanto atteso dopo l’avventura dello scorso anno (leggi qui), che non potevo rimandare ancora. La loro fotografia sul piazzale a duemila metri era un richiamo irresistibile, ed è così che anche il mio Giro è cominciato.

Campo Imperatore colpisce per le distanze e per le dimensioni di ciò che lo circonda. Ti colpisce per l’hotel di colore rosso, che tanto sa di Overlook Hotel, per la vecchia funivia trasformata in un ostello, per l’odore di arrosticini e per la sensazione di essere piccoli e fragili. E’ uno dei posti più freddi d’Italia, con venti invernali che mettono a dura prova le strutture, che sono in continua ristrutturazione. Domenica per fortuna questo luogo ha mostrato il suo lato migliore, con i bucaneve che dominavano i prati, ed uno splendido sole che ogni tanto faceva capolino, ma già la sera, poco dopo l’arrivo, le nubi si sono abbassate e l’aria diventava subito pungente. C’era una piccola fetta d’Abruzzo là in alto, rappresentanti di tanti piccoli borghi che si ritrovavano e si incontravano riconoscendosi. Quasi come se questa regione fosse poi un unico borgo, unito dall’amore per le proprie origini, messo a dura prova da tempi difficili, dalle tragedie che hanno segnato queste comunità in modo profondo, dalla terra che trema e dalla troppa neve che interrompe la vita d’inverno. Non solo quello, perché il vino e gli arrosticini qui sono diversi rispetto a qualsiasi altro luogo d’Italia e chi ti vuole introdurre alla cucina domestica ti parla di pecora coatta e di callara. L’Abruzzo è forse la regione più segreta d’Italia, quasi separata da questi monti, dal Tronto e dal Trigno; è due anni che il Giro visita i suoi monti (l’anno scorso la Maiella), e sarebbe ora di entrare più in profondità nel cuore del Pescarese o del Teramano, tra colline da favola, ed un buon piatto di pecora. Come si usa da quelle parti.

Gennaro e Marino ed il loro invito irresistibile

1 commento:

Ika Oka ha detto...

ottimo resoconto