sabato 25 dicembre 2010

Il muro di Montelupone

Un altro luogo dove non vi è null'altro che ciclismo. Le rampe di una strada che non usa nessuno, nella vita normale, perchè troppo pendenti. Una strada dimenticata dalla segnaletica stradale, dimenticata dal traffico, dimenticata da tutti. Immersa nei campi che diventeranno grano. Il muro di Montelupone è uno di quei posti magici che rendono unico il ciclismo. La gente aspetta gli ultimi sperando di vederli con il piede a terra. E' uno di quei luoghi dove il vero spettacolo lo offrono quelli che arrivano dietro. E' una delle strade che appartengono al ciclismo; pur scoperta da poco è già patrimonio di tutti. Una di quelle rampe crudeli della Tirreno Adriatico che aiutano i corridori a trovare la condizione per la Classicissima. A Marzo il sole è ancora basso, ma vi è quella promessa di primavera che non risparmia le dure pendici del muro. Un ramo fiorito è molto più di una speranza. Ognuno dentro se, sa che il grano crescerà ancora.
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I luoghi del ciclismo che amo. Quelli dove ho ritrovato lo spirito più intimo di questa passione.


lunedì 20 dicembre 2010

Colle delle Finestre


E' un colosso alpino; uno sbarramento naturale immenso, che divide due lunghe valli. La strada a tornanti sale impietosa sino a diventare bianca. Si entra in un altro mondo, una finestra su una storia antica dove i corridori sono eroi e tutto il resto contorno. I prati solcati da questa strada sono splendidi. Verdi e colmi di fiori d'alta montagna. La strada forma dei grossi gradini sulla montagna, quasi formando il solco d'un serpente che la risale. Quel giorno di Maggio il sole scottava, mentre il Giro d'Italia saliva la montagna. Tre eroi davanti a tutti gli altri entravano nella storia per quel gesto su quella strada. La polvere, la fatica. La bici a volte incontrollabile che Di Luca, con gesti esperti, riportava in traiettoria. Il prossimo mese di Maggio il Giro ritroverà quella strada. E noi il ciclismo.

I luoghi del ciclismo che amo. Quelli dove ho ritrovato lo spirito più intimo di questa passione.

domenica 12 dicembre 2010

Passo del Turchino


Immerso nel nulla. Per questo fantastico. Vai lassù solo per la corsa, perchè lassù non c'è altro. A questo luogo del ciclismo è legata la Milano Sanremo. Lassù nacque il mito della Classicissima, quando polvere e fango erano nemico ed avversario. Lassù si sale ancora per onorare il passato e per cercare di ritrovarlo. Un giorno qualcuno mi disse che era molto meglio il passaggio sul Turchino che quello sul Poggio. Per anni quel passaggio mi ha detto tutto sulla Sanremo. Non v'era altro che quel minuto di emozione. L'antica e stretta galleria ne è il simbolo perchè dall'altra parte si sbuca nella luce. Perchè dall'altra parte, in Marzo, l'aria è dolce e già si sente l'odore delle mimose. Il Turchino oggi è niente. Un dente poco temuto d'una corsa che si decide solo alla fine. Ma quel passaggio rimane senza eguali. Il gruppo che si getta il Riviera rinnova d'anno in anno la mia età. E' il rintocco del tempo, un orologio che non riesci ad ingannare. Il gruppo passa ed un anno vola via. Ed il Passo del Turchino torna ad essere immerso nel nulla.

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I luoghi del ciclismo che amo. Quelli dove ho ritrovato lo spirito più intimo di questa passione.