sabato 12 luglio 2008

Tour de France 2008 - L'ombra dei Pirenei

Sono arrivati, i Pirenei. Sono là dietro, tanto vicini che si può quasi toccarli. Li vedi, laggiù, i Pirenei? Oggi non si vedevano, in effetti, visto che c'era un cielo talmente basso da coprire orizzonte e canicola. Si, perchè se è vero che pedalare con la pioggia non è un piacere è altrettanto incontestabile che nel Midi Francese quando il sole la fa da padrone c'è da preoccuparsi. Tolosa mi ricorda i crocevia dei miei viaggi verso i Pirenei del Tour. Ricordi di tangenziale rovente e desolata. Poi i Pirenei dalla doppia faccia. Quella dell'arsura, fatta di sole ed asfalto che si scioglie e quella della nebbia, fatta di angoli tetri e umidi. Comunque sia montagne inospitali, quasi come la gente che li popola.
Ma di quì non si scappa, ed i corridori lo sanno bene. Da domani ci sono tre giorni di Pirenei e Lunedì sarà il peggiore. Magià domani si gioca a chi c'è, c'è. Perchè per chi non ci sarà, che sia canicola o tetra nebbia poco importa: sarà terribile.

venerdì 11 luglio 2008

Tour de France 2008 - Va male: parliamo (ancora) di Cunego

Al Tour la caduta ci sta. Si viaggia al limite per tanti chilometri ed è facile perdere lucidità. Diciamo che può capitare, anche se una gamba in buona condizione aiuta ad evitarle, le cadute. E' toccato a Cunego che capitombola ad un'ottantina di chilometri dal traguardo procurandosi una bella strisciatona che lo farà impazzire dal bruciore questa notte. Davanti intanto tutti i migliori prendono il largo. Ci sta. Erano fasi concitate, il vento, il gruppo che si spezza. Chi è davanti ci da dentro, la guerra è guerra. Che fa il nostro? Non trova di meglio che mettersi in testa al suo plotone a trenare come un forsennato per recuperare sui primi.
A vedere certe cose ti cascano le braccia.
Questo sarebbe il Cunego che è venuto quì a vincere il Tour? Ma chi lo guida in ammiraglia? Non sa, Cunego, che certi errori si pagano con sonanti interessi?
Ricordo un Tour, era il 1991, in cui Indurain in maglia gialla (fu il suo primo Tour) si fece sfuggire un nutrito gruppo di avversari. Si mise con la squadra ad inseguire e diede alcuni cambi. Quella sera Delgado lo rimproverò severamente.
E' proprio in certi frangenti che un capitano dimostra di essere all'altezza. Saper muovere la squadra, saper allacciare le giuste alleanze, stare davanti e non sul ciglio della strada. Sono queste le cose che deve fare un capitano perchè poi, in certi momenti, queste cose vengono bene.
Oggi Cunego ha sbagliato. Ma stasera ci sarà qualcuno della sua squadra che lo rimprovererà?

giovedì 10 luglio 2008

Tour de France 2008 - Va bene: parliamo di Cunego

Perchè di Riccò s'è già detto tutto. La sua prima vittoria al Tour è stata talmente entusiasmante da accendere speranze persino imbarazzanti. Per la generale c'è un certo Evans che oggi è arrivato terzo e non scherza affatto. Il rosso ha le carte in regola per fare una classifica esagerata, ma non dobbiamo neppure dimenticare che ne viene da un Giro molto impegnativo. Ciò che arriverà sarà graditissimo, ma meglio (per ora) volare bassi.
Da annotare il cambio di maglia, dopo che Schumacher se n'è liberato capitombolando sul compagno di squadra Kohl, ai duecento dall'arrivo. Domani sarà Kirchen a gestire il primato. Siamo ancora ben lontani d'aver trovato un "padrone", ma la classifica è almeno un tantino più leggibile.
Ora parliamo di Cunego. La legnata di oggi non deve stupire più di tanto. Cunego mi ricorda, sotto certi aspetti, quel grandissimo corridore che è stato Gianni Bugno. Anche Bugno vinse un Giro e poi faticò moltissimo, gli anni successivi, a gestire le tre settimane delle corse a tappe. Anche Bugno sapeva imporsi, con grande ecletticità, anche nelle corse di un giorno. Cunego ha classe, e non si discute. Mi viene il dubbio che le corse a tappe non siano esattamente per le sue corde, nonostante non lo si possa definire come un tipico cacciatore di classiche. Non è solo un dubbio mio, chiaramente. Aspettiamolo, perchè alla fine tirerà fuori comunque una classifica dignitosa. Ma non aspettiamoci certamente la maglia gialla. Forse, neppure il podio.

mercoledì 9 luglio 2008

Tour de France 2008 - Santo cielo... Vogondy

Mamma mia che finale. Vogondy era praticamente sulla linea quando è stato risucchiato dal gruppo a velocità tripla. Confesso: per la prima volta nella mia vita ho tifato Francese con tutta l'anima. Non si può perdere così, perbacco.
Nulla da togliere a quella scheggia di Cavendish, che è davvero un gran bel velocista, ma il gesto solitario del Campione nazionale transalpino era tutto un'altro spettacolo.
Che ne pensate dei commenti dei corridori Italiani post-tappa? "Questo è il Tour. Questo è il Tour". Che vuol dire?Sappiamo benissimo che è il Tour ma evidentemente si vuol giustificare un'altra giornata a vuoto. Intanto siamo alla quinta tappa ancora a bocca asciutta.
Domani Superbesse ed il Tour, che trova le prime salite, deve prendere finalmente una fisionomia. Temo però che l'anarchia totale continuerà. Manca un padrone e francamente ce ne sarebbe tanto bisogno.
Per noi, per il ciclismo. Per il Tour.

lunedì 7 luglio 2008

Tour de France 2008 - A tutta, a tutta!

A giudicare dagli abiti indossati dagli spettatori lassù in Bretagna fa freschino. Noi, boccheggianti davanti alla TV, li invidiamo quasi, i poveri Bretoni, che invece devono vedersela davvero maluccio, se in pieno Luglio sono costretti ad indossare pantaloni lunghi e giubbini antivento. Non invidiamo invece i corridori, che tra medie folli, cadute e ventagli non stanno certo congelando. L'atmosfera in gruppo è anzi caldissima, e forse si raffredderà soltanto domani sera quando, grazie alla crono, le gerarchie saranno più chiare a tutti. Si, perchè finora non si è capito poi molto se non constatare che Valverde ha una buona gamba. Un po' pochino; era oltretutto prevedibile, per un favorito della vigilia.
Spazio agli specialisti pertanto, e chissà che il nostro Bruseghin non possa inventarsi la crono della vita ed indossare la maglia gialla?

domenica 6 luglio 2008

Tour de France 2008 - Guarda laggiù, la strada del Tour!

Lo so, l'immagine ed il titolo di questo post campeggiano già da qualche giorno in Home. Mi piace riproporlo oggi perchè nell'arrivo di ieri il "rosso" si è fatto rispettare. Bene così. Questo Tour ha bisogno di un corridore come Riccò ed auguriamo ad entrambi che il Modenese riesca ad imporre in qualche tappa la sua corsa. Piepoli questa volta c'è e ci sono anche le salite.
Intanto la maglia gialla se l'è "pappata" Valverde che, come un orco cattivo, ha poi urlacchiato sulla linea d'arrivo. Bella progressione, non c'è che dire. Mangiato anche Kirchen in un sol boccone. Che il Lussemburghese possa essere un pretendente al podio, come si sente da più parti dire, pare una bestemmia; non tanto per la scelta dei tempi (sbagliati) di ieri, per carità, ma perchè proprio su quei gradini non ce lo vedo. Va bene che è un Tour che parte a basso profilo... ma non esageriamo!

sabato 5 luglio 2008

Tour de France 2008 - Che l'estate prenda il via!

Oggi parte il Tour de France e mi accorgo che è cambiato qualcosa. Il Tour è sempre il Tour, per carità, ma mi accorgo che sul mio entusiasmo pesano le disgraziate edizioni degli ultimi due anni. C'era una volta il tempo in cui la partenza del Tour segnava l'inizio della mia estate. Ed allora si partiva sulla via di quelle strade che tagliavano l'assolatissima Francia. I viaggi erano lunghi e faticosi ma poi si tornava a casa con il rullino pieno di foto di campioni e di imprese. Erano i Tour di Indurain, di Ullrich di Pantani, di Armstrong. Oggi parte ancora una volta il Grande Tour de France e comincia l'estate. Buttiamoci ancora una volta a cuore aperto, perchè la maglia gialla merita rispetto. Ma che sia chiaro; altrettanto rispetto va riservato alla gente che, ancora una volta, si lascia rapire dall'estate che corre sulle strade di Francia.