martedì 2 dicembre 2008

Meraviglioso autunno (ma tornerà la primavera…)

Guardate questa meravigliosa foto di "giacomo81" del forum dello scalatore di salite.ch - si tratta di un dettaglio della salita che giunge in vetta al monte Beigua. Siamo a 4km dalla cima. Questa foto mi ha ricordato che è tempo d'autunno.

E’ vero, non ci sono corse e la bici rimane appoggiata al muro della cantina. C’è stato un tempo in cui l’autunno altro non era che il tempo dell’attesa. Altro non era che il tempo in cui tutto veniva congelato mentre la primavera appariva così lontana, quasi come il Poggio la mattina della Classicissima. Era il tempo delle lunghe passeggiate tra le vetrine della città. Un appuntamento con la fidanzata e poche lire (c’erano le lire!) da spendere per una cioccolata calda. La bici, anche allora, riposava su quel muro. Il tempo è trascorso ed ora l’autunno è un periodo di pace, di sosta. La famiglia attende in casa la sera ed è bello ritrovarsi a mangiare una manciata di castagne davanti alla TV. C’è questo spazio libero, l’autunno, che da respiro alla vita. Non l’avevo mai capito. La bici dorme, è vero. Ma un giorno, presto, si tornerà a viaggiare con la consapevolezza che un altro inverno è passato, ed uno in meno si appende alla lista delle cose da affrontare. Sembra quasi un dono, ma forse è soltanto una fregatura. Tengo stretto questo autunno a me, contemplando la foto di una strada che attraversa il bosco ingiallito. E’ un cammino lieto verso una curva che si spalanca su un prato. Forse. Se fosse un lugubre budello? Non c’è pace nel bosco quando, d’autunno, il tempo cala e le foglie con lui.

domenica 30 novembre 2008

Ecco lo Speciale Mondiale

Finalmente in linea le foto più belle del girno di Ballan. Del giorno degli Azzurri. Stiamo scivolando verso l'inverno ed è bello poter leggere di corse in bici. A Varese, quella Domenica di fine Settembre, è stato tutto davvero perfetto. Perfetta la giornata, il percorso il pubblico. Perfetto quello "sparo" violento del giovane Veneto.
Con una raccolta di fotografie meravigliose, consegnamo quei momenti alla storia. Trovate tutto,come sempre, nella sezione d'Archivio "Servizi speciali - Fotoracconti".

mercoledì 19 novembre 2008

Presentazione Giro 2009 - L'Appennino, la nuova sfida

Nella foto di "giacomo81" del forum di salite.ch il magnifico scenario dell'Appennino Ligure (passo del Faiallo) in una splendida giornata autunnale


E’ l’Appennino, la vera sfida che lancerà il Giro d’Italia 2009. Una vera e propria scommessa che, se vinta, potrebbe regalare alla corsa rosa (e all’Italia ciclistica) almeno un decennio di grandi soddisfazioni. Bistrattate e forse un po’ sottovalutate, le salite del centro Italia hanno adesso la grande occasione a portata di mano. Decidere il Giro. Se verranno effettivamente collocate nell’ultima settimana, e se il percorso non avrà proposto impegni troppo severi sulle Alpi, i grandi scalatori potranno giocarsi la maglia rosa su montagne in parte sconosciute. Petrano, Nerone, Terminillo, Vesuvio. Questi i nomi più quotati. Vincere questa sfida significherebbe poter affiancare le salite dell’Appennino a quelle alle Alpi in un abbinamento che potrebbe essere riproposto di anno in anno (come avviene al Tour con i Pirenei). Si coinvolgerebbero così nella sfida finale della maglia rosa regioni e città solitamente lontane dal fulcro del Giro. Pensate alle strade deserte a picco sul mare della Liguria, alle vette Toscane, ai gioielli del Montefeltro, alle vette solitarie delle Marche, agli altipiani Laziali ed Abruzzesi, alle vette sconosciute della Calabria e, perché no, della Sicilia. Tesori nascosi, strade arcigne capaci di nascondere grandi insidie e piccoli paradisi terrestri. Strade ricche di storia e di cultura, luoghi dove si vive e si mangia come una volta, degni di essere esposti al mondo. Strade della provincia, dove è difficile pedalare, perché piene di contropendenze e curve. Sono le stradine d’Italia.
La storia del Giro è il Pordoi. E’ lo Stelvio. E’ il Gavia. E’ il Mortirolo. Ma il Giro può e deve rinnovarsi cercando nobili novità sulle vette erbose del Centro e del Sud. Questa è la sfida. Vincere lo scetticismo con una tappa memorabile che possa portare il Giro a spostare il suo baricentro. Deve e può diventare il Giro di tutta l’Italia, perché, a nostro modo di vedere, ne vale davvero la pena.

lunedì 17 novembre 2008

Presentazione Giro 2009 - Le strade della maglia rosa

Il Giro d’Italia che verrà (e che sarà presentato a Venezia il prossimo 13 Dicembre) sarà, per certi versi, rivoluzionario. Le indiscrezioni, che già da tempo viaggiano per rete, parlano di un percorso interessantissimo. Le montagne saranno distribuite durante tutte le tre settimane, con un assaggio di Alpi (le Dolomiti) già al termine della prima. Poi le grandi salite del Piemonte, nella seconda settimana. Ma la vera rivoluzione è l’Appennino del centro Italia, collocato nella terza settimana. E’ dal 1989 che il Giro non propone i tapponi Appenninici nelle tappe decisive. Si parla delle Marche con gli sconosciuti Nerone, Catria e Petrano. Si parla di Terminillo e persino di Vesuvio. Lasciamo ad altri l’onere e l’onore di scoprire in anticipo i dettagli. Manca ormai meno di un mese, e forse qualcosa potrà ancora cambiare, tuttavia l’impianto generale pare consolidato. Per gli organizzatori si tratta di una bella sfida. Gli arrivi Dolomitici non dovranno essere tali da sconvolgere troppo la classifica. I grandi giganti come Stelvio e Gavia sembrano pertanto tagliati fuori (anche per evitare passaggi oltre i 2000 metri ad inizio Maggio). Il ritorno in Piemonte potrebbe riportare il Giro sul Sestriere e, forse, sul colle delle Finestre. Ci saranno anche le tappe per i cacciatori di giornata. Le tappe delle stradine della provincia. Le più belle, a nostro parere. Difetti? Mancherà probabilmente il sud, ed i trasferimenti saranno lunghi e numerosi. Appuntamento a Venezia, a metà Dicembre, per scoprire le strade della maglia rosa.

venerdì 14 novembre 2008

Il lungo addio di Herr Sanremo

Da noi Italiani verrà ricordato soprattutto per le quattro Sanremo. Sarebbero state addirittura cinque se nel 2004 non avesse alzato troppo frettolosamente le braccia al cielo, facendosi infilare da Freire sulla sinistra. Un brutto modo per interrompere una serie impressionante di vittorie in Riviera, in una corsa in cui è difficilissimo ripetersi (chiedete a Petacchi). Ma Zabel è stato anche l’uomo delle maglie verdi al Tour, quando la Germania dominava anche con Ullrich (compagno di squadra mai tanto amato). E’ stato l’uomo delle Parigi-Tours (tre in carriera) e della Coppa del Mondo, vinta nel 2000, a testimoniare la sua natura eclettica. Non ha mai brillato al Nord, pur vincendo un Amstel. Il suo grande rimpianto rimane il Mondiale. Lo ha avvicinato troppe volte senza riuscire ad agguantarlo. Secondo a Verona, nel 2004, e secondo a Salisburgo nel 2006. Avrebbe portato con onore la maglia del campionissimi ma, a volte, il ciclismo è ingiusto nei confronti dei suoi figli migliori. Un campione amatissimo, perché serio e disponibile. Lascia anche lui il professionismo nell’anno in cui il suo grande avversario, Bettini, abbandona. Con loro si è davvero chiuso un ciclo. Criticabile, ma è opinione personale, il lungo addio quando era chiaro già da un paio d'anni, che i risultati non sarebbero più stati all'altezza. Probabilmente la giustificabile debolezza di un uomo forte, legato al suo mondo.

lunedì 10 novembre 2008

Alla Bettini

Forse attirandoci le antipatie di qualcuno siamo stati tra i primi a chiedere a Bettini un passo indietro. Si correva il Giro, ricordate? Il campione del Mondo faceva da spalla al giovane Visconti in maglia rosa. Capimmo allora che Bettini avrebbe dovuto scegliere velocemente ciò che sarebbe stato del suo futuro. Lo sport non perdona. Si è grandi finchè si vince ma, se si perde, ben presto si viene messi all'angolo. Sarebbe stato ingiusto nei riguardi di un corridore che ci ha regalato le più forti emozioni degli ultimi anni. Esagerata la sua Sanremo del 2003. Spettacolare ad Atene, nel 2004. Sorprendente a Lombardia 2005. Eclettico a Salisburgo, nel 2006 e da groppo in gola, la settimana successiva con il bis del Lombardia dedicato al fratello scomparso. Esaltante l'anno dopo, a Stoccarda con il bis Mondiale. Ma per capire Bettini l'eleco dei suoi trofei non può bastare. Egli ha saputo interpretare le corse in maniera molto particolare. A volte incoscente. A volte sprecone. Sempre molto amato. Un giorno qualcuno dirà.... "Lo vedi quello? corre alla Bettini!".
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Stiamo preparando lo Speciale su Bettini, ricco di foto inedite, che sarà archiviato nella sezione Protagonisti.

mercoledì 5 novembre 2008

Pronti per ricominciare

E' vero, ci siamo presi un po’ di respiro. Questo è un sito amatoriale ed i lettori più attenti avranno avuto modo di valutare i nostri sforzi per tenerlo aggiornato. Ciò che ci sostiene è la passione per il ciclismo e per le storie da raccontare. Stiamo preparando lo speciale del Mondiale. Torneremo alle foto in grande formato perché abbiamo capito che vi piacciono di più. Stiamo preparando anche due pagine speciali dedicate a due grandi che hanno abbandonato al termine della stagione; Bettini e Zabel. Poi stiamo preparando la presentazione del Giro d’Italia che annuncerà un percorso molto interessante, quasi rivoluzionario. E poi non ci rimarrà che aspettare, assieme a voi, che le ruote ricomincino a girare. Non saranno mesi vuoti e bui, ma semmai ricchi di approfondimenti e di storie. Seguiteci!

P.S .Ho voluto mettere, per buon auspicio, la foto che ci scattarono al termine del Giro d’Italia, in un angusto bar della stazione centrale di Milano. Sono in compagnia di Ed (che interviene di tanto in tanto con splendide incursioni) e del suo amico Dave che gli fece da autista per tutta la corsa rosa.