lunedì 26 agosto 2013

Nuovo cinema Paradiso

Le sconosciute terre al di quà dell'Orba
Forse alcuni di voi ricorderanno di quando Salvatore De Vita torna al paese d'origine dopo anni d'assenza, e riscopre cose che erano soltanto sepolte nella memoria, mai cancellate. Rientra talmente tanto nella vita d'allora da non non riuscire più a tornare alla realtà del suo tempo; si nega al telefono, tralascia gli impegni di lavoro e tenta di riavvolgere un filo dipanato da ormai troppi anni.
Un po' succede anche a me, ogni volta che ritorno in quella striscia di terra che vide i miei primi passi e soprattutto le mie prime pedalate. Forse complice quella promessa ,talvolta inconsapevole, che ciascun emigrante ha fatto alla propria terra: ritornerò. Che essa sia lontana decine di migliaia di chilometri oppure solo qualche centinaio poco importa; le radici sono un qualcosa che va oltre lo star bene, il quieto vivere e persino il benessere.
Quei bivi persi nella campagna, che solo io e pochi altri conosciamo, in un dedalo di stradine larghe poco meno di due metri che scavalcano colline e diventavano allora salite invallicabili, sono il richiamo che nessun passo Alpino potrà mai avere su di me.
Quelle salite, frutto della mia creatività e che tutti gli altri definirebbero semplicemente brevi strappi, hanno i nomi magici degli anni innocienti: le Fontane, la Piria, I muri di San Lorenzo, Carpeneto, Mantovana e tantissimi altri.
Così, nel pomeriggio d'un giorno di fine Agosto ho chiesto un breve congedo alla mia vita e mi sono rifugiato tra le cose che davvero conosco. Quelle strade, quei bivi, li conosco davvero. E forse loro riconoscono anche me.

1 commento:

Claudio Cobiani ha detto...

E in quelle stradine recondite ai molti, ma non alla memoria delle anime nobili; in quei bivi, che passano inosservati nella noia della gente comune, che tanto assomigliano alle scelte della vita, ritorna un uomo e un ciclista d'altri tempi. Bravo.