martedì 19 gennaio 2010

10 scatti per i 2000

Gli anni 2000 sono andati via. Ormai siamo entrati negli anni dieci e per festeggiare questo transito ho deciso di pubblicare gli scatti più belli, le foto più coinvolgenti degli ultimi dieci anni. Mi sono messo su un tavolo ed ho cominciato a sfogliare gli album. Poi ho acceso il PC ed ho cercato tra le cartelle. Gli anni duemila hanno segnato il transito tra stampa e digitale; questo è stato il mio primo pensiero. Poi ho riguardato meglio le foto ed ho cominciato a pensare a tutto il tempo che è passato. Ho rivissuto storie dimenticate ed ho riscoperto qualche emozione mai sedata, forse solo accantonata. Alla fine la raccolta non ha più avuto lo scopo di raccogliere le foto più belle. Mi sono messo a raccontare una storia. La mia... (vai alla storia)

lunedì 4 gennaio 2010

La storia della Pergola - Monte Petrano

Finalmente pubblico questa storia. Una giornata afosa, estiva. Un profilo atimetrico da alta montagna. Un attacco portato sin dal mattino. Ecco gli ingredienti della Pergola - Monte Patrano, tappa che ho vissuto, come meglio non potevo, all'ultimo Giro d'Italia.

sabato 26 dicembre 2009

Portami su

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Da "Portami su" - racconto della tappa del Monte Petrano del Giro 2009 che verrà pubblicato a breve.
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Il Nerone, che fascino. Montagnona appenninica, salita dura e dall’asfalto a macina grossa. La ruota non scorre e fa fatica. Quando mi accorgo di aver dimenticato le scarpe con gli attacchi mi viene male. Poi ci penso su e me ne frego. Da vero duro farò senza. Al bivio di inizio salita altro problema; il vigile è stato istruito di non far passare nessuno. E nessuno passerà! Ciclisti, auto dell’organizzazione, giornalisti. Comincia un giro di telefonate infarcite di parolacce e bestemmie. Lui non batte ciglio. Io, da una parte mi godo la scena, sicuro che, prima o poi, qualcuno sbroglierà la matassa. E così sia.
Attraverso Pianello che è un bel borgo montano. La strada prima sale e poi si tuffa in una gola. Rocce rossastre e inospitali. Lassù già si scorgono i prati verdi e (forse) freschi. Ma è quasi un miraggio; così lontano. Una nube bianca sovrasta la cima mentre Cerreto è arroccata lì davanti. Primo tornante e già si soffre. Mi ricordo di non aver nulla da bere e mi limito ad andare avanti. Metro dopo metro sudo e soffro. Non si procede, su questa maledetta salita. Prima sosta. Seconda sosta. E via così sinché, poco dopo il paesino trovo riparo sotto un piccolo carpino. Mi sento un re, seduto sull’asfalto, ad aspettare il Giro d’Italia mentre lavoro, pensieri e preoccupazioni sono ora così lontani. Arriva Ed, manca mezzora. Altra foto – “hai dell’acqua” – non ne ha, o ne ha poca. Io resto a bocca asciutta e mi godo il grande spettacolo. Arrivano i fuggitivi e Scarponi sembra quasi rivolgersi al suo gregario – “portami su” – sembra dirgli – “che oggi faccio la corsa alla grande.”
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(continua...)

sabato 21 novembre 2009

I racconti dell'inverno

L'inverno sta ormai silenziosamente alla porta. Il lungo autunno mite è un magnifico preambolo, eppure so che è ormai questione di poche settimane. Sembra ormai così distante il tempo in cui attendevo il gruppo sui tornanti del Nerone. Era Maggio, fine Maggio e si correva la tappa regina del Giro d'Italia. Un caldo fuori del normale. Quel giorno, di buona mattina ero andato a prendere Ed e Dave presso l'albrgo Astoria di Fano, sul mare. Già si intuiva, di buon mattino, che la temperatura, di li a poco, sarebbe salita senza sosta....
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continua

domenica 25 ottobre 2009

Presentazione Giro d'Italia 2010 - Tappiamoci il naso

Avete visto la cerimonia di presentazione del Giro? Quest'anno me la sono goduta in TV saltando l'appuntamento dal vivo. Mi sembra sia stata più bella che nelle ultime edizioni. Bentornata un po' di musica con i cantanti di X-Factor che hanno proprio una bella voce. Anche se a me piacevano molto di più le presentazioni con quei lunghi filmati di Cassani impegnato sulle salite. Quei panorami Alpini immersi nell'autunno erano splendidi e, grazie a quelle immagini, la fantasia cominciava a correre lassù, su quelle vette. Un altra cosa. Preferivo la presentazione a Dicembre; poco prima del periodo di Natale, nel clima di attesa della vigilia. Bello il filmato (uno solo!) con Bugno, Cassani e Cunego. Quando Gianni è scattato mi sono venuti i brividi pur sapendo che si trattava di una montatura (sarà poi vero?).
Venendo al percorso: non mi piace. Sono state tradite le "stradine" del Giro. Le colline ed i trabocchetti. Bene la tappa di Carrara e quella di Montalcino (addirittura stupenda con lo sterrato!). Ma è troppo poco. Il Terminillo al termine della prima settimana è un classico e ci sta bene. Malissimo tutti quei percorsi banali (Novi, Cava, Bitonto, L'Aquila, Porto Recanati, Cesenatico (tradite le strade del Pirata) non tanto perchè dedicate ai velocisti quanto perchè disegnate senza alcuna fantasia (vuoi metterlo un trabocchetto?).
Abbastanza interessante Asolo (il Grappa messo lì può stuzzicare una bella impresa) mentre non amo il cicloalpinismo dello Zoncolan e del Plan. Tappe come quelle Olandesi all'inizio e come quelle di Pejo e Brescia alla fine ci stanno. Ottima la tappa (la regina) dell'Aprica con il Mortirolo e molto buona quella del Tonale con il Gavia. Cronometro "ammazzate". Ce ne sarebbe per piangere. Preferisco pensare che quella prima parte floscia e moscia possa strizzare l'occhio a Contador oppure ad Andy Schleck. Servirebbero tutti e due per contrastare l'ingombrante Amgen Tour of California ma mi accontenterei dello Spagnolo.

domenica 18 ottobre 2009

Addio monti

Fotografia di Edmond Hood (Pezcyclingnews.com)

Vi consiglio di leggere il "Roadside" sul Lombardia del mio amico Ed Hood su Pezcyclingnews. E' un pezzo molto bello, uno splendido racconto della corsa vissuta da dentro (ma non troppo).

Guardate la meraviglia di questa fotofrafia. Racchiude tutto ciò che il Giro di Lombardia vuole comunicare. La quiete del lago, un piccolo paese sulle sue sponde, un campanile. La corsa è già passata? Chi era in testa? Si chiude. Comincia l'inverno e la fuga dalla realtà si interrompe. Ci vorrà tempo perchè un nuovo sole illumini di nuovo le strade delle corse. Cambieranno forse molte cose. Fose non cambierà nulla. Adesso è il tempo dei racconti dell'inverno e del riposo. Che la bici aspetta, e già non vedo l'ora.

sabato 17 ottobre 2009

Bello Gilbert. Ma i nostri?

Grande corsa il Lombardia. Quel suo cercare e ricercare il lago tra salite e strade strette. Quei colori tenui del pomeriggio d'Ottobre che si riflettono in un unico grigio delle acque. Quel gruppo di atleti che si da battaglia per l'ultimo traguardo degno di essere tale al termine di una stagione lunghissima. Lo scatto poderoso di Gilbert in cima al San Fermo è il miglior modo di chiudere la stagione, che era cominciata con il "ruttino" di Pozzato sul Poggio. Già lo aspetto sulla collina di Sanremo, questo Belga. Voglio rivederlo questo splendido scatto al quale solo Sanchez ha saputo resistere. Bello. Ciò che mi ha divertito meno è stata, in generale la sfida. Tutto troppo prevedibile; perchè nessuno prepara più tranelli? Perchè nessuno fa la corsa prima del Civiglio? Gilbert, in grandissima forma, si batteva soltanto attaccando da lontano. Magari da lontanissimo. A questo punto della stagione le squadre sono esaurite. Certi grandi attacchi potrebbero anche riuscire. Noi Italiani chiudiamo la nostra peggior stagione da vent'anni a questa parte; nessuna grande Classica, nessun grande Giro. Brutto, bruttissimo segnale.