mercoledì 17 settembre 2008

Speciale Mondiali 2008 - Le carte degli altri

Stephen Schumacher (Foto Ed Hood) sarà il capitano della nazionale Tedesca.

Il nostro amico Ed, cronista di PezCyclingNews, sta seguendo gli ultimi giorni della Vuelta e ci guiderà alla scoperta degli avversari degli Azzurri. Sono tanti. Non c'è soltanto la Spagna. Ma anche tanti altri corridori che attendono da tempo la corsa in linea di Varese. Corridori che lotteranno sino alla fine pur di vestire la maglia iridata. Schumacher, Schleck (entrambi), Kolobnev. Tutta gente che si è già giocata il Mondiale dello scorso anno e che non ha intenzione di aspettarne un altro.

Our friend Ed, PezCyclingNews reporter, is chasing the Vuelta and will lead us to the discovery of the main contenders of the "Sky Team". They are many. Not only the Spain. But many other who wait since long time the race in Varese. Riders who will fight till the last meter for the rainbow jersey. Shumacher, Schleck (both), Kolobnev. All folks not new to the World's challenge, as they were all together on the line last year. And they won't wait for another one.

domenica 14 settembre 2008

Speciale Mondiali 2008 - Quanti capitani?

Davide Rebellin, argento a Pechino, sarà il "grande vecchio" della Nazionale Italiana a Varese e ambisce a dividere i gradi di capitano con il campiuone uscente Bettini.

Una delle Nazionali più anziane, e si sapeva. Negli ultimi anni la squadra azzurra si è trasformata, sotto la guida di Ballerini, da selezione a gruppo. E come tutti i gruppi, invecchia. Ecco perchè quest'anno si presenterà al via con un bagaglio di esperienza senza precedenti. C'è inoltre da segnalare come i mondiali a fine stagione favoriscano corridori di secondo pelo, che hanno bisogno di macinare più chilometri per raggiungere la grande condizione. Ciò che sta accadendo a Bettini, che alla Vuelta si è finalmente acceso. Così, ancora una volta, il piccolo Livornese vestirà i panni del capo indiscusso della formazione Italiana. Come Ballerini vuole.

Uno dei pochi giovani rampolli sarà Ballan. Forse per la sua propensione a brillare sulle pietre del Nord, Ballan piace al CT. Pozzato rimane a casa e così Nibali (forse esaurito dopo Giro e Tour di fila). A casa anche Di Luca che non si è mai inserito appieno nel gruppo degli Azzurri. Ballerini non vuole sorprese e non le va a cercare. A Varese pochi protagonismi e tanto sacrificio.

E allora che ruolo conferire a Rebellin? Egli ha "salvato" la faccia all'Italia nella prova in linea di Pechino. Egli gode dello stesso rispetto di Bettini, pur avendo vinto meno (ma è assai più regolare). Puntare tutto su Bettini non si potrà, perchè Davide esigerà un certo spazio. Quello che ha riempito in Cina, appunto, quando Bettini si perdeva sulla ruota di Valverde.

Così le parole di Bettini subito dopo l'arrivo Olimpico ("non ho potuto fare la mia gara") suonano ora come un ammonimento, forse più un ostacolo, alla corsa del Veneto. Da quella dichiarazione bisogna ripartire perchè se è vero che Bettini merita di giocarsi la corsa, è altrettanto vero che Rebellin, a Pechino, se l'è giocata meglio.

giovedì 11 settembre 2008

Speciale Mondiali 2008 - Serviranno uomini forti

Marzio Bruseghin, terzo all'ultimo Giro d'Italia, potrebbe giocare un ruolo fondamentale per la Nazionale Italiana ai mondiali di Varese.

I Mondiali sono terribilmente vicini. Tre settimane di vacanze mi hanno ritemprato ma mi hanno anche "rubato" parte del percorso "spirituale" di avvicinamento alla prova unica iridata. Ormai si può dire che quasi ci siamo. Riapro con un pensiero (più di un pensiero) dedicato a Marzio Bruseghin. Un corridore coriaceo, che negli ultimi tre anni ha raccolto sia in termini di risultati che di popolarità. E' ormai un senatore riconosciuto e merita i gradi di regista della Nazionale. Una Nazionale che sarà tutto fuorchè giovane. Ballerini non si fida a lasciare il campo a rampolli che ancora non hanno dimostrato solidità e continuità. Pozzato, Ballan, Visconti, Cunego e Nibali devono ancora pagare scotto all'esperienza. Il timone sarà ancora di Bettini, Rebellin e, forse, Di Luca. Ma siccome sul circuito di Varese servirà soprattutto lavorare sodo ecco il volto pacifico e solido di Bruseghin. Una certezza.

martedì 12 agosto 2008

Speciale Mondiali 2008 - Erede cercasi

Paolo Bettini, il campione del mondo uscente.

Non che Bettini possa considerarsi sportivamente "morto", ma sono stati troppi gli scivoloni del campione del mondo in carica. Non una vittoria di peso da quel pomeriggio Tedesco, quando mimando "pam pam pam", una fucilata dietro l'altra, si impose nuovamente nella gara più affascinante dell'anno. Il campionato del mondo.
L'unica gara per professionisti (assieme alle Olimpiadi) che si disputa con i colori Nazionali. L'esito della sfida Olimpica, con Rebellin a pedalare davanti, e Bettini fuori dai giochi a più di venti chilometri dal traguardo deve far ulteriormente riflettere. La Nazionale dovrà probabilmente appoggiarsi a più capitani evitando di puntare, ancora una volta, tutto sul Toscano. Potrebbe andar molto peggio che in Cina, questa volta.
In casa non si può sfigurare e, per di più, c'è da vendicare la sconfitta Olimpica patita dalla Spagna. Quattro anni fa gli Spagnoli si rifecero alla grande, portandoci via la maglia iridata che si aggiudicava ancora a casa nostra (Verona). Quest'anno tocca a noi ribattere allo sprint di Samuel Sanchez. Sarà ancora Italia - Spagna. Sarà ancora una splendida sfida.

sabato 9 agosto 2008

Oilmpiadi: Cancellara mostro - Rebellin argento (deluso)

Davide Rebellin (foto d'archivio) conquista la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Pechino.

La medaglia d'oro è della Spagna, grazie a Samuel Sanchez che vince nettamente lo sprint a sei contro Rebellin, Cancellara, Kolobnev, A. Schleck e Rogers. Ma il titolo è tutto per Cancellara, autore dell'azione più bella della corsa. Una di quelle azioni che rimangono impresse nel tempo. Quella sparata tra i cinque ed i tre chilometri che gli ha consentito un recupero strepitoso ed impensabile sui cinque fuggitivi dovrebbe essere premiata con una medaglia speciale. Lui si accontenterà di vincere quella d'oro a cronometro, tra qualche giorno.
L'Italia ancora a segno. Medaglia d'argento con l'altleta più maturo: Davide Rebellin. Ottima la gara di Bruseghin e Nibali che hanno lavorato benissimo sia inseguendo una fuga mattiniera troppo numerosa, sia cucendo su ogni azione di contropiede. Bene Pellizzotti che ha agito da "disturbatore". Rebellin non è mai scivolato oltre la quinta posizione, mentre Bettini è sempre stato a ruota di Valverde. In pratica, i due favoriti si sono annullati da soli.
Spagna - Italia doveva essere ed è stato. Ha vinto la Spagna, ma solo sulla linea del traguardo. Rebellin mi è parso un po' deluso nelle dichiarazioni del dopo gara. Ci sta. Il secondo è sempre un poco "indigesto".
Da questa delusione bisogna ripartire per vendicarsi, a fine Settembre, ai Mondiali di Varese.

venerdì 8 agosto 2008

Doping - voltiamoci indietro (per capirci qualcosa)

Oggi sull’ottimo “Forum dello scalatore” ho letto una vecchia intervista (1996) al medico preparatore Cecchini dalla quale ho ritenuto estrapolare questa frase e le seguenti considerazioni.
Da una intervista di Stefano Fiori su Tuttobici del 1996

Un dato di fatto che deve far riflettere è quello che, esaminando la classifica dei primi 20/30 migliori professionisti del mondo, questi sono tutti seguiti attualmente da un medico preparatore. Significherà pur qualcosa... Secondo me un professore ISEF svolgerebbe meglio il proprio lavoro nelle categorie minori, allievi e juniores.

E probabilmente in dodici anni ci si è riflettuto poco su questo “dato di fatto” che a leggerlo ora significa davvero molto….
Dopo la lettura di questa interessantissima intervista, a dodici anni di distanza e, quindi, con una visione lucida di quel tempo e di quei protagonisti, sono sempre più convinto che tutte le attuali difficoltà del ciclismo dipendano certamente da un ritardo di presa di coscienza ed ancor più da un “buco” politico grosso come il polo sud.
Quando l’UCI tornerà ad essere il legittimo organo politico super partes che dovrebbe essere, abbandonando l’idea di fare l’organizzatore, e si concentrerà sul problema tecnico alla base dello sport tutto, le cose non potranno che migliorare.
Il problema da affrontare è tecnico e neppure riguarda la lotta al doping, che si potrebbe delegare alle varie Agenzia Francese, Wada, CONI.
Quale problema tecnico? Leggete bene la frase sopra.
In pratica un medico di medicina dello sport con passione per la preparazione sportiva si sostituisce a preparatori ISEF. Vi sono almeno due grossi problemi su cui lavorare.

1) Evidentemente i preparatori non sono abbastanza preparati. Mancando di preparazione non riescono a contrastare l’ingerenza del medico sportivo e pertanto perdono autorità e lavoro.
2) Il medico rimane sempre un medico. Ad un problema di prestazioni il medico risponde con medicinali e terapie. Il medico antepone comunque l’aspetto funzionale a quello sportivo.

Il disinteresse dei dirigenti internazionali ha portato ai disastri che oggi abbiamo davanti agli occhi. In questo senso gli atleti sono l’ultima ruota del carro. In questo senso sono stati lasciati soli davanti alle loro scelte ed ai loro errori.
L’anomalia non risiede nel fatto che i ciclisti professionisti si dopano (sempre accaduto, come d’altra parte in tutti gli altri sport), ma nel fatto che sono costretti a farlo.

mercoledì 6 agosto 2008

Tour 2008 - Breve intervista a Edmond Hood - Il "nostro" Brunel

Appena tornato dal Tour ecco che il mio amico Edmond Hood ha dovuto subito affrontare la mia curiosità. Io e lui ci siamo incontrati in tre occasioni; l’ultima al Giro, a Milano, per un caffè al bar della stazione dopo l’ultima tappa a cronometro. Non abbiamo mai avuto il tempo di parlare per davvero, di scambiare qualche opinione, di capire il punto di vista dell’altro. Lavoriamo entrambi per PezCyclingNews. Una passione, più che lavoro. Entrambi viviamo questa esperienza quasi fosse una seconda vita, un’altra chance che abbiamo da giocare. Ho dato sfogo, come dicevo, alla mia fantasia approfittando del diario che Ed ha tenuto sulle pagine di Albumciclismo ed ecco a voi ciò che ne è uscito fuori.

Quanti anni hai? 53
Da quanto lavori con PEZ? Ho cominciato circa quattro anni fa.
Come hai trovato PEZ? Qualcuno conosceva il sito ed ha pensato che potesse fare per me.
Come fai a far convivere il tuo lavoro comune con la tua passione per il giornalismo? Talvolta è difficile; fare il commerciante in Scozia al giorno d’oggi è durissimo. Ma la cosa più complicata è quella di “saltare” da un ruolo all’altro – quasi fossi un attore. Penso comunque di poter migliorare e già lo sto facendo perché in questo Tour non ho fatto fatica ad ambientarmi, come a volte è accaduto in passato, quando mi ci volevano uno o due giorni.
Quante corse ha seguito per PEZ? Quest’anno ho fatto l’Het Volk, Kurne, Primavera, Fiandre, Giro, Tour e, spero, Mondiali e Lombardia. Avrei potuto far tutte le Classiche ma devo pensare anche al mio lavoro ed alla mia donna. In passato ho anche fatto Roubaix e Liegi. Ma lavoro un sacco anche dietro le quinte con le interviste telefoniche. Stasera tocca a Bert Roesems.
Quale esperienza giornalistica ti è rimasta più impressa? La “moto” al Tour – ho goduto per ciascun metro!
Cosa preferisci: partenza, arrivo o passaggio? Adoro gli sprint di gruppo. Cipo era il mio idolo. Mi manca moltissimo.
Qual è il tuo piatto preferito? Le lasagne.
Hai mai visto un posto, durante i tuoi viaggi, dove ti piacerebbe andare a vivere? Le Fiandre, la Toscana, Bergamo.
Chi è il tou corridore preferito e perché? Bruno Risi – l’ultimo dei pro’. Guy Schmet – il re delle kermesse. Daniele Bennati – il più fico. Bert Roesems – un grande uomo. Di sempre: Merckx, Sercu, Cipo, Tom Simpson, Robert Millar, Ole Ritter.
C’è invece un ciclista che proprio non ti va a genio? Davvero un paio ci sarebbero, ma chissà che non debba intervistarli, un giorno. Meglio non far nomi! Quelli beccati col doping mi intristiscono.
Qual è la corsa che preferisci? La Primavera
Quando hai cominciato a guardare il ciclismo? 1969 – Merckx che vinceva l’ultima crono del Tour, in TV. 1970 – Hugh Porter che vince il mondiale ad inseguimento a Leicester, sempre alla TV. Mi innamorai del bagliore delle maglie e dei raggi, della velocità, della folla, delle bici favolose ed aerodinamiche.
Quale corsa hai visto su strada la prima volta? Il Grand Prix Concarneau in notturna 1974. Sercu correva con la maglia verde conquistata al Tour di quell’anno. Aveva il colore delle querce ed indossava scarpette di cuoio lucido bianche e nere ed un caschetto – era un Dio!
Che ne pensa tua moglie della tua passione? Io e Marlene non siamo sposati ma lei sa che senza il ciclismo sono nulla.
Hai figli? Uno.
A che pensi prima di addormentarti la sera prima di una nuova esperienza dietro un Tour? Penso a come impostare le storie che andrò a raccontare.
E la sera in cui questa esperienza termina? A quanto è stato meraviglioso e come fare meglio la prossima volta.
Il miglior ciclista era… perché… Merckx, un guerriero che doveva vincere. Tom Simpson, che veniva dalle miniere di carbone del nord England e si vestì con i colori dell’arcobaleno. Robert Millar, il più grande ciclista Scozzese, tutt’ora sottostimato. Cipo, un vero personaggio, il più veloce di tutti con uno stile meraviglioso – non sai quanto mi manca.
E’ cambiato il ciclismo? Cosa è cambiato? La cosa peggiore sono i ciclisti che programmano una corsa all’anno. Merckx, Gimondi, De Vlaeminck correvano sempre e comunque. Ho paura che adesso ci siano troppi soldi.
Hai mai corso? In Scozia, soprattutto a crono. Me la cavavo con le crono a squadre; quattro volte nella squadra che ha vinto la 100 km nazionale. Sono anche stato con la squadra che ha vinto il titolo nazionale ad inseguimento.
Mai scalato un mostro di montagna? Difficile da credersi ma ero anche nella squadra che ha vinto il campionato nazionale Scozzese di scalata a Glasgow, negli anni ’80.
Meglio un giorno di pioggia in Scozia o un dopocorsa incasinato nella sala stampa del Tour? Sempre il Tour (o il Giro).
Che ne pensi dei giornalisti professionisti? Qualcuno è un grande – Philippe Brunel è il mio idolo. Altri sono dei fannulloni; vedo troppe facce e braccia bianche in sala stampa – come fai a prendere sole lì dentro?
Che ne pensi di PEZ? Mi ha cambiato la vita, ora non posso immaginarla senza.
E della squadra che fa parte di PEZ? Gente in gamba: tu, Pez, Al Hamilton, Jered, Matt, Gordan e tutti gli altri – dovremmo incontrarci un giorno per una grande festa e per ubriacarci di Grappa e Peroni!

How old are you? 53

When did you start to work with PEZ? About four years ago.
How did you find PEZ? My buddy knew the Pez site and thought that the stuff I did would suit Pez.
How do you match your normal activity with your journalist passion? Sometimes it is hard, the world of commerce in Scotland is not great just now. But the most difficult thing is to get 'in and out of character' for the two roles - just like an actor. I think I am getting better at becoming a journo quickly though, I think I did good work from the start at le Tour, usually it takes me a day or two.
How many races did you cover for PEZ? This year: Het Volk, Kuurne, Primavera, Flanders, Giro, Tour and hopefully The Worlds, Lombardy. It could have been all of the Classics, but I have to think of my girl and my business. In the past I've done Roubaix and Liege. But I do alot of 'retro' stuff and I do telephone interviews too - tonight I am ringing Bert Roesems.
Is there a journalist experience that impressed you more? 'Moto' in the Tour - I smiled every metre !
Do you prefer the start the finish or a race passage? I love the big sprints, Cipo was my idol, I miss him so much.
Which is your favourite dish? Lasagne.
Is there a place you visited during the races you would like to life there? Flanders, Tuscany, Bergamo
Who´s your favourite rider and why? Bruno Risi - the ultimate pro. Guy Schmet - the kermesse king. Daniele Benatti - he is the coolest. Bert Roesems - a man. All time: Merckx, Patrick Sercu, Cipo, Tom Simpson, Robert Millar, Ole Ritter.
Is there a cyclist you really don´t like? There are some who are very negative, but I might have to interview them one day, so best not name the names ! And the drugs busts break my heart. Which is your favourite race? Primavera
When did you start to watch cycling and why? 1969 - I saw Eddy Merckx winning the final time trial of le Tour on TV. 1970 - I saw Hugh Porter winning the world pursuit title at Leicester on TV. I loved the shimmer of the silk jerseys, the glistening spokes, the speed, the crowds, the glamour, the slim, sleek bicycles.
Which was your first race from roadside and when? Grand Prix Concarneau Nocturne 1974. Sercu rode in his green jersey from the Tour, he has the colour of oak and wore matching black and white patent leather cycling shoes and crash hat - he was a God !
What does your wife think about your passion? Marlene and I are not married, but she knows that with out cycling I am a shell.
Do you have sons? Yes, one.
What´s the last think before going sleep before a GT coverage? Story angles.
What´s the last think before going sleep after a GT coverage? How great the day was and what we could have done better.
Your favourite cyclist ever was... because... Merckx, a warrior who HAD to win #Tom Simpson, who took himself from the coal mines of Northern England to the rainbow jersey # Robert Millar, Scotland's best and still under rated # Cipo, the coolest, the fastest, with the best style and the best quotes - I miss him so much.
Is the cycling changed in the years? What has changed? The worst thing is riders who build their season on one race, Merckx, Gimondi, De Vlaeminck and the 'greats' raced all year. Too much money now, I fear.
Do you ride? I used to race in Scotland, chronos mostly but road too. I was a good TTT rider, four times in the team which won the Scottish 100 kiometres. I was also in the team which won the Scottish team pursuit championship.
Did you ever try to climb a HC mountain? Hard to believe, but I was in the winning team for the Scottish hill climb championships, near Glasgow, in the 80's.
Better a rainy day in Scotland or an after race in TdF press room? Toujours le Tour (or Giro)
What do you think about pro journalists? Some are amazing - Plilippe Brunel is my idol. Some are lazy, there are many white arms and faces in the press room - you do not get a sun tan in there !
What do you think about PEZ? It has changed my life, I could not imagine a life without it.
What do you think about PEZ crew? Great guys: you, Pez, Al Hamilton, Jered, Matt, Gordan and all the rest - we should all meet up for a huge party one day and drink too much Grappa and Peroni !