martedì 11 agosto 2009

Speciale Mondiale 2009 - Una giornata da Oscar

L’anno scorso era finita con una sfuriata nei confronti di Valverde (leggi quì). Eppure, parlando di un Mondiale, non si può prescindere da Oscar. Me lo ricordo, quel pomeriggio di dieci anni fa, a Verona. La gente, i buongustai del ciclismo, quasi erano in lacrime nel vedere un Gomez qualsiasi a braccia alzate sul traguardo di un, fino a quel punto, gran bel mondiale. Ullrich era stato il grande protagonista, con tirate micidiali. Aveva destato stupore un ossigenato Vandenbrouke che, nonostante una caduta, pareva il più in palla di tutti. C’era Camenzind, campione uscente. C’era Casagrande, che reggeva le sorti dell’Italia orfana di Bartoli e Pantani (con Rebellin caduto durante i primi giri e Tafi sprecone ma spettacolare come sempre). Spuntò Freire Gomez, appunto. Nessuno lo conosceva e, quel pomeriggio, fu l’unico a gioire. Mi ricordo anche il pomeriggio di cinque anni fa. Altro Mondiale, sempre a Verona. E’ stato il mio primo Mondiale per Pezcycling. Un sogno. Decisi di rimanere sulla salita sperando nello scatto di Basso, che invece non giunse mai. Anche quella volta Freire (che aveva vinto anche a Lisbona tre anni prima) bruciò tutti sul traguardo. L’uomo di Verona, senza dubbio. L’uomo del Mondiale, ad ogni modo. Oscar Freire, nel dopo gara di un anno fa (non era tanto contento...) - Foto Alefederico

Evidentemente il suo modo di correre si presta per un tipo di corsa che si gioca sul filo dei nervi. Un po’ come la Sanremo (che infatti ha vinto due volte!). L’anno scorso invece il suo Mondiale fu un poco lo specchio di ciò che concluse la sua Nazionale: un bel niente. La Super Spagna si presentava al via più forte che mai. Anche io ero convinto del loro dominio. Invece poco o nulla. Un Mondiale praticamente mai corso perché giocato troppo di rimessa, sulle ruote dei nostri. Per Oscar Freire, forse, quest’anno sarà dura. Per il percorso. Per l’età. Per Valverde. Sarà comunque la sua giornata, quella in cui, Oscarito si trasforma. Quella in cui sarà bene tenerlo d’occhio.

sabato 8 agosto 2009

Speciale Mondiale 2009 - Torna l'aria del Mondiale


... e Ballan torna a vincere, sotto il diluvio in Polonia. Per me è la nostra vera, grande punta. Ha corso pochissimo a causa della malattia. Ha praticamente perso la stagione e non ha avuto modo di onorare la maglia iridata. Adesso però potrebbe prendersi una grande rivincita. Non sarebbe la prima volta che un atleta vince il Mondiale dopo una stagione sottotono. Freire lo ha vinto nel '99 quando nelle gambe aveva pochissime corse. Ballan potrà puntare al Mondiale sulla sua freschezza. Potrà anche puntare sulla squadra? Difficile dirlo. Si parla di una Nazionale per Cunego. Si dice di separazione a fine stagione per i due atleti (con Ballan che lascia la Lampre). Probabilmente nessuno dei due merita la "fascia" di capitano. Spetterebbe forse a Pellizzotti. Oppure a Pozzato, per quanto fatto vedere nell'arco della stagione. Ma probabilmente i due saranno fuori gioco perchè fuori forma. E Basso? Tornerà in Nazionale? Corre (quasi) in casa. Sarebbe il grande ritorno dopo il 2004 ed il mancato assalto sulle Torricelle di Verona. Quel giorno Basso era forse il più forte di tutti, ma una tattica troppo attendista della Nazionale (ed un eccesso di... Bettinismo) non gli consentirono di giocare una corsa dura e selettiva come serve a lui. Che la Nazionale riparta da Basso?

lunedì 3 agosto 2009

Speciale Mondiale 2009 - Tutto da rifare (tutto sbagliato?)


Rieccoci all’appuntamento con il Mondiale. Un anno dopo. Ad un anno dalla splendida stoccata di Ballan in quell’ultimo, esaltante giro sul circuito di Varese. Ricordate? Era una giornata splendida, come solo Settembre sa regalare. Era una giornata calda, ma pur sempre autunnale. I pomeriggi sono brevi e tutto anticipa la stagione che verrà. Il lago si dipingeva di fuliggine e le voci della gente si perdevano tra gli angoli di una città spettrale. Non c’era nessuno. Tutti sulle strade del circuito. La gara si era svolta in maniera forse inaspettata; sulla ruota dei nostri. Eppure la selezione, giro dopo giro, non era mancata. Quando Bruseghin aveva suonato la rincorsa alla fuga del mattino, la gente aveva capito. Si fa sul serio. Era stato un crescendo. Gli scatti di Paolini. Poi Ballan. Poi Bettini. Poi Cunego. Poi Ballan ancora. E poi di nuovo Ballan. Sino a quell’ultimo magnifico affondo nel centro di Varese. E Cunego secondo. E Rebellin quarto. E Bettini a braccia alzate che salutava. Non sembrava vero. Pareva, allora, l’inizio di un nuovo ciclo. Il passaggio del testimone tra una generazione e quella nuova.
Nulla di tutto questo. Una anno nero per i nostri colori. A cominciare proprio da Ballan. Non abbiamo vinto nulla di davvero importante. Persa (male) la Sanremo. Perso il Fiandre. La Roubaix. La Liegi. Perso il Giro ed (ovviamente) il Tour. Rimane poco. Se non la consapevolezza di aver (purtroppo) avuto ragione. Patiamo il “buco” generazionale (ne avevo parlato un anno fa proprio qui). Così sono curioso di capire come farà Ballerini a mettere in piedi una Nazionale nuova. Oppure si affiderà ancora alla vecchia guardia?

sabato 25 luglio 2009

La vergogna del Ventoux


A questo siamo ridotti. Se il futuro del ciclismo è questo possiamo cominciare a tremare. Possibile che si faccia a gara per NON vincere sul Mont Ventoux? E' questo il ciclismo del futuro? Fatto di due fratellini che cazzeggiano e pasticciano anzichè cercare con tutte le forze di vincere sulla Montagna più importante del ciclismo? Contador non è da meno. Pallido erede di Indurain; non ha dorsale, non ha coscienza. Tanti ragazzini pasticcioni. Ecco cosa si è visto oggi, a capo di uno dei Tour più brutti della storia. Senza filo, senza battaglia, senza alcuna cattiveria. Corso da corridori immaturi e da un gruppo che, in generale, mostra preoccupanti segnali di apatia. Lo sanno, questi ragazzi, che su quelle pietre è morto Simpson? Sanno che Pantani, lassù, ha scritto una pagina di ciclismo vero? Contesa con nonno Armstrong che, purtroppo, è in parte colpevole dell'attuale degrado. Chiudo proprio con Armstrong. Buon terzo finale, verrebbe da dire.
C'è qualcuno lì nel gruppo che ha voglia di farci sognare?

mercoledì 22 luglio 2009

Il Tour del futuro

Va bene, quest'anno non mi piace. Eppure qualcosa di buono questo Tour lo fa vedere. Dopo un passaggio di consegne quanto mai drammatico tra una generazione cancellata delle incheste ed una che non era ancora in grado di prendere il comando, eccoci sulle rampe del Colombiere con i fratelli Schleck e Contador. Eccoci con Nibali e tanti altri giovani (persino qualche Francese). Vero, ci sono anche le cariatidi. Armstrong su tutti. Ma la nuova generazione, tanto attesa, ormai è lì che pedala a testa alta. Il Tour, da sempre, amplifica sempre tutto. Così, in questi anni difficili, sono state amplificate inchieste e sospetti. Il Tour 2006 non ha avuto padrone. Quello del 2007 lo ha trovato a metà. Ma adesso si pedala, per ora...

sabato 18 luglio 2009

Siamo certi che è il Tour?

Non mi ero mai annoiato tanto. Questa corsa non mi entusiasma; neppure il giallo di Nocentini riesce a provocarmi le scosse che il Tour, da sempre, mi regalava. Quest'anno c'è troppo attendismo, troppa paura (di cosa poi?). Il percorso non aiuta, eppure già in passato si erano visti percorsi poco avvincenti. Ma da sempre sulle strade di Francia si scatenava comunque la battaglia. Agguati, alleanze, attacchi a tradimento. Sino ad ora nulla di tutto ciò. Vediamo cosa accade nell'ultima settimana. Il Tour si è forse "Girizzato"?

domenica 5 luglio 2009

Toh, c'è il Tour!

Comincia l'estate. Comincia il Tour. Strade assolate e grandi campi di girasoli. Gente a fiumi e salite impietose. La più grande corsa a tappe del mondo, l'evento dell'anno. Quì i corridori danno il meglio; quì può succedere di tutto. Tutto quì è amplificato. Un po' perchè i "cugini" ci sanno fare, ed un po' perchè il mondo è davvero tutto quì.
Che l'estate cominci!