Visualizzazione post con etichetta Giro 100. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giro 100. Mostra tutti i post

domenica 12 novembre 2017

Giro 2017 - Il carattere di Olbia


Olbia. Con la o stretta. Forse da rileggere. Dove passeggiando per Corso Umberto I, in leggera discesa, si vedono in lontananza le navi attraccate al porto, come parte integrante del panorama. Palazzo, ponte, banchina, profilo di un promontorio e ancora palazzo, tutto incastonato, senza soluzione di continuità, in perfetta prospettiva. È una convivenza equilibrata, un mare tutt'uno con la terraferma, che qui è isola. Alla fine della discesa c'è la partenza del Giro, tappa 2 dell'edizione numero 100. Il pubblico comincia lentamente a popolare bordostrada, seduto sui muretti e sui davanzali esterni delle finestre, che formano quasi una tribuna naturale. Oppure in piedi, col giornale aperto in mano, che scruta a tratti il cielo grigio, da cui scende fastidiosa qualche goccia non proprio attesa.

giovedì 13 luglio 2017

Il Supereroe G


Curve in discesa, asfalto bagnato, un compagno d'avventura che scivola qualche centimetro più avanti. La tensione e la frenesia di momenti concitati, nei quali non stai neanche correndo del tutto per te stesso, ma per aiutare nel modo migliore che puoi il tuo capitano e la tua squadra. Un attimo e giù, colpa di una moto, di un ago di pino, di un anno maledetto, questioni di destino. Può capitare in un Giro. Può capitare in un Tour. Può capitare in un Giro e in un Tour, nello stesso anno. Come a Geraint Thomas. Non uno qualunque. Il luogotenente più affine del favorito della corsa. Connazionali, anche se, nei loro casi, gli intrecci di bandiere sono molti. E, a sua volta, leader della corsa fin dal primo giorno, con quella Maglia Gialla annacquata vestita a Düsseldorf.
Veloce come il vento, veloce più della pioggia. 
Le cadute fanno parte del gioco, la storia del ciclismo è scritta anche con quei versi sfortunati e drammatici. Ma la grandezza sta, non solo per frase fatta, nel rialzarsi e ripartire. Alla prossima occasione, alla prossima fuga che nasce tra un colle e un drittone. 
Ad Alghero, partenza del Giro 100, giorno movimentato di presentazione delle squadre, la confusione di tifosi e curiosi divorava il lungomare e la zona del porto. Chi si distingueva tra la folla era un bambino, calmo e pacato, accompagnato dal papà. Per mantello una bandiera biancorossaeverde. Quella del Galles. Terra affascinante di rugby e tramonti, che ancora manca dal mio diario dei viaggi.
Il tutto di fianco al bus del Team Sky. Nero e grande, adatto ai supereroi, che a volte cadono, ma sanno rialzarsi. Che guardano il mondo attraverso occhiali scuri e strani, col contorno bianco. Che vanno in salita, in discesa, in pianura e anche su quelle piste ovali di legno.
Veloci come il vento, veloci più della pioggia. 
Con tifosi così, d'altronde, rialzarsi è soprattutto un dovere. 

lunedì 3 luglio 2017

Giro 2017 - Quell'ultima foto

L'ultima foto del Giro 2017, un sole dorato a Foza


L'attesa e la speranza, il vortice di scoperte dei primi giorni di corsa. Il sapore delle novità, delle maglie nuove, dei corridori emergenti. Dei luoghi da segnare e dei luoghi da sognare, i luoghi delle voci, degli sguardi e del cibo locale. Il Giro d'Italia è inizio, è il tuffo liberatorio per il primo bagno di mezza estate. È il pronostico su chi andrà per primo in fuga, è la tensione del primo giorno di scuola che si scioglie pian piano, fino a diventare complicità, piacevole e confortante. Rassicurante. Mi piace molto seguire le partenze, le prime tappe, proprio per questa sensazione di inadeguatezza che si trasforma lentamente in sorrisi.
E, in fondo, è lo stesso percorso che seguono le foto. Anche fotografare il Giro per me è un tentativo, come i tentativi di fuga di chi cerca gloria per un giorno. È sempre la foto che verrà, la prossima, quella che scatterò per cercare di non ripetere l'errore di prima o per azzardare una prospettiva nuova.
Il Giro è rapido, è frenetico, è corsa dentro e fuori, è poco tempo per pensare, sono i momenti lasciati di lato e perduti per sempre e quelli acchiappati al volo e conservati nei ricordi di uno sguardo.
Eppoi il Giro diventa magicamente, per me, la storia dell'ultima foto, di quell'ultima foto. Quella che non sai che sarà l'ultima, ma che avrà un sapore bellissimo, denso, ricco di tutti i pezzetti dei tuoi giorni folli a inseguire un sogno di bambino. Puoi sì provare a spiegarla e a darle una ragione, ma forse, semplicemente, devi solo osservarla, chiudere gli occhi e lasciarla raccontare.
L'ultima foto del mio/nostro Giro 2017 l'ho scattata a Foza e non me la dimenticherò davvero mai. Ha una storia particolare che Alessandro e Angelo conoscono bene. Non la scrivo qui, mi piacerà magari raccontarla a chi incontrerò sulle strade di una corsa. Però so che quell'ultima foto è una discesa liberatoria, aria in faccia e maglie che stridono al vento. È il sole che tramonta, l'aria che rinfresca, il passo accennato per tornare a casa a preparare la cena. È il ricordo profondo e sincero di tremila chilometri in sella a una bici, che giorno dopo giorno è diventata compagna inseparabile. La tensione del primo giorno di scuola è lontana. Forse c'è qualche acciacco in più, ma soprattutto c'è la consapevolezza che il Giro è un'avventura unica che ha il sapore della libertà.

domenica 21 maggio 2017

Giro 2017 - Sagrantino e Pinot

Thibaut Pinot, classe 1990, durante la crono tra Foligno e Montefalco

L'Italia del Giro ha un volto allegro e generoso. Ti offre un pranzo fugace, ti racconta storie poco conosciute, ti parla della sua terra e dei suoi cani, dei suoi anni passati e dei suoi figli lontani. La corsa non c'è ancora, nemmeno si sa bene quando e da dove verrà. Ma è poco importante. Sembra un dettaglio, in una giornata di sole e di giardini rinnovati ad hoc. E non può mancare il vino, è un po' anche la sua festa. C'erano vigne anche in Sardegna, a metà fra Alghero e Olbia. Quelle dell'Umbria hanno più storia, mani più esperte e palati allenati. Vicine di casa di uliveti altrettanto storici. Proprio qualche settimana fa ero all'ombra di un ulivo nato milleseicento anni fa. Mille-sei-cento. Si trova vicino Trevi e ha visto metà della storia dell'uomo. Forse non ha mai visto una corsa di ciclismo, ma non pare avere fretta di farlo. Capiterà.
L'Umbria è una terra meravigliosa, in cui il tempo sembra spesso scorrere più lento. Come quello di una cronometro, rispetto a una gara in linea. I borghi di pietre bianche si stagliano contro le pareti scure dei monti. Assisi sul Subasio, Montefalco e Bevagna ben visibili dal tracciato, due perle come Spello e Trevi poco distanti. Gente discreta e anche molto esperta di ciclismo. D'altronde la Storia con la maiuscola è passata un bel po' da queste parti, con passi decisi e poco rumorosi. Come le pedalate di una crono, che meno aria muovi e meglio è, che meno occhi muovi e meglio è.
Non li ha certo mossi Thibaut Pinot, cognome perfetto per questi saliscendi a grappoli, francese che sembra un veterano, ma che è ancora giovane e ha di certo l'estro per poter ribaltare un Giro. O almeno provarci.

lunedì 15 maggio 2017

Giro 2017 - In cima per Dario


Gennaro e Bianca, i miei compagni di viaggio


Mentre Gennaro mi racconta la loro disavventura, ho ancora vivo il ricordo del mal di piedi patito due anni fa per scalare e poi scendere il Colle delle Finestre a piedi, ed in cuor mio ho già deciso. Li faccio salire a bordo e cominciamo a procedere per quella strada che la corsa non neppure toccherà, ma che è stata chiusa al traffico per chissà quale criterio organizzativo, dal momento che ci sono ben due versanti liberi per raggiungere almeno la funivia. Così superiamo Passo Lanciano, e ci inoltriamo verso la cima di una montagna che per me è un po’ misteriosa. A cominciare dal nome, il Blockhaus. La prima volta che ne sentii parlare credevo si trovasse sulle Alpi, forse in Tirolo, e rimasi molto stupito nel sapere che invece è in Abruzzo. Il nome deriva da diverse vicende legate ad un fortino posto sulla cima, sorvegliato da Austriaci prima e Tedeschi poi. Gennaro è appassionato i ciclismo, ex dilettante ed amico di Dario Cataldo, ed è al Giro con la fidanzata Bianca per fare il tifo per il suo amico Dario che tra l’altro è in classifica. Ci diamo del lei, ma in discesa a fine corsa, viriamo al tu. Sono quegli incontri speciali, che fai soltanto al Giro e che si sviluppano rapidamente, sino alla foto ricordo a Lettomanopello, poco prima dei saluti, con una luce serale stupenda che illumina il piccolo paese. Un invito per arrosticini sulle coste del Gran Sasso, un numero di telefono ed il sorriso aperto di questa coppia incontrata per caso. Il Giro continua.
Dario Cataldo, Giro d'Italia 2017

domenica 7 maggio 2017

Giro 2017 - Sardegna e ricordi

I disegni dei bambini della Scuola Elementare di Dorgali

Che il Giro passi sotto casa non è avventura da tutti gli anni. In Sardegna molti ricordano una corsa di bici, ma spesso la confondono con il giro di casa, quel Giro di Sardegna che dal 2011 non si corre più. Ricordi di febbraio e di un sole inaspettato e anticipato. Come quelli che si porteranno dietro i tantissimi bambini di oggi, che come sempre chiedono un po' annoiati "ma quando passa il Giro?", ma che torneranno a chiederlo prestissimo per quanto gli rimarrà negli occhi. Dorgali e la sua Scuola Elementare sono ai piedi di Genna Silana, una salita lunga e pedalabile, lungo la quale convivono tifosi del Cagliari e di Sagan, di Aru e della Ichnusa. Gente salita da Oristano, da Nuoro, col pane del forno di casa e una bandiera che è un simbolo universale. Gente venuta addirittura dalla Germania e da Granada. Neanche il vento imperioso che soffia quassù in cima porterà via questa giornata unica dalla loro pelle.

I tifosi in cima a Genna Silana

sabato 6 maggio 2017

Giro 2017 - Due mari e un nome da ricordare

La partenza del Giro da Alghero

Il Giro è iniziato per la centesima volta, ed è un numero importante. Importante come la strada che da Alghero va verso Olbia, unendo due sponde della Sardegna diverse per aspetto, ma simili nella personalità. Tanti lavori per renderla ancora più rapida ed efficace, così come tanti sono stati i lavori degli ultimi anni alle ferrovie. Ora treni moderni e comodi rendono il viaggio un mix interessante di tradizione e futuro. Da una sponda all'altra, due mari, che in fondo sono lo stesso mare, ma guardano orizzonti diversi. Ed è un segno del destino che la prima Maglia Rosa di questo Giro l'abbia indossata un ragazzo che viene da un Paese in cui il mare non c'è. Lukas Pöstlberger, difficoltà di pronuncia e felicità nei suoi occhi e in quelli dei suoi familiari allo stesso livello.

La mamma e i tifosi di Lukas Pöstlberger esultano con il compagno di squadra Jan Barta

venerdì 5 maggio 2017

Giro 2017 - Alghero per le 100 volte


Il Giro edizione numero 100 parte dalla Sardegna, da una delle terre geologicamente più antiche d'Italia. Paesaggi di una bellezza ancora spesso incontaminata e autentica, in cui il verde intenso delle zone interne montuose si trasforma rapidamente nell'azzurro variegato del mare. E, in tutto questo, il rosa si abbina alla perfezione. Peccato non corra Aru, sarebbe stata la sua festa, in una regione che non ha avuto tantissimi idoli sportivi, ma ha grande passione per molti sport. Alghero, dal sapore catalano, ha scelto i suoi vestiti migliori per una presentazione delle squadre affolatissima sul lungomare, ad un passo dal tramonto che filtrava tra gli alberi, quelli delle barche ormeggiate.