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venerdì 16 marzo 2018

Milano-Sanremo / Una corsa collettiva

La Milano-Sanremo 2016 a Ovada

La verità è che ho scoperto che mi piacciono tutti i luoghi che attraversa la Milano-Sanremo.
Non riesco a sceglierne uno che subito mi viene in mente un motivo valido per ripescarne un altro.
Un aneddoto, un dettaglio, uno scorcio, una parola catturata, un'atmosfera cresciuta in quei pochi minuti in cui tutti, collettivamente, aspettano la corsa.
La Milano-Sanremo è una corsa collettiva. Collettiva perché il gruppo avanza quasi sempre compatto. Collettiva perché quei pochi che, invece, se ne vanno in fuga sono comunque un gruppo. E chissà che un giorno non si faranno una birra insieme in ricordo di quella volta che. Collettiva perché sono paesi interi a scendere in strada e a vivere la corsa. Dal proprio balcone, dal proprio negozio, col giornale sottobraccio o la busta della spesa in mano. Collettiva perché generazioni distanti e, spesso, sconosciute si ritrovano insieme tra Binda e Sagan, tra l'Aurelia e il mare.
Alla fine ho scelto Ovada. Una foto di 2 anni fa. Perché mi ricorda lo stupore della mia prima volta, delle rotonde, dei cartelli verdi e blu e dei benzinai. Degli imprevisti in autostrada, degli svincoli e di me che in quei momenti mi stavo accorgendo di non saperne proprio niente della Milano-Sanremo.

domenica 26 novembre 2017

Milano-Sanremo 2017 - Tutto il resto

I fuggitivi a Novi Ligure

La mattina a Milano, di fronte al Castello Sforzesco, non c'è ancora un sole pieno. E chissà se ci sarà mai per tutto il resto della giornata. E chissà se il mare sarà soltanto un miraggio lontano o un fedele compagno di viaggio. Di tempo per farsi domande non ne mancherà. Come di vento contro e di chilometri da contare e da scontare.
Non mancheranno curve e Capi, capi e gregari, una Liguria appassionata e severa, in attesa di una vittoria diversa, di quelle da spalancare gli occhi e ricordare negli anni futuri.

Ma in mezzo c'è tutto il resto. E tutto il resto è una pianura lunga e silenziosa. Per certi versi anonima, per altri da scoprire. Come quasi tutti i posti di un'Italia meravigliosamente provinciale e spesso nascosta. Dalla periferia di Milano fino all'imbocco del Passo del Turchino, quasi 120 chilometri di rotonde e caselli, fast e slow food. Di rettilinei a perdita d'occhio e di chiesette da farci un salto anche se rapido. Di balconi fortunati, panchine vissute e ricordi confusi ma sinceri. Storie di tutti i giorni da ascoltare in un giorno diverso da tutti gli altri.

La Milano-Sanremo è un lunghissimo tappeto di biliardo. O forse una lunghissima pista di sabbia per le biglie. Bisogna colpire al primo tiro con la forza giusta, che sia stecca o dito, per superare senza affanni la pianura lunga e silenziosa. Che forse non lascerà un segno sugli almanacchi, ma che vive e sostiene il coraggio degli attaccanti, che avanzano a testa bassa e in fila indiana. Anche loro silenziosi, come queste terre in cui lavoro e fatica continuano a tracciare le strade di un presente concreto.