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domenica 12 novembre 2017

Giro 2017 - Il carattere di Olbia


Olbia. Con la o stretta. Forse da rileggere. Dove passeggiando per Corso Umberto I, in leggera discesa, si vedono in lontananza le navi attraccate al porto, come parte integrante del panorama. Palazzo, ponte, banchina, profilo di un promontorio e ancora palazzo, tutto incastonato, senza soluzione di continuità, in perfetta prospettiva. È una convivenza equilibrata, un mare tutt'uno con la terraferma, che qui è isola. Alla fine della discesa c'è la partenza del Giro, tappa 2 dell'edizione numero 100. Il pubblico comincia lentamente a popolare bordostrada, seduto sui muretti e sui davanzali esterni delle finestre, che formano quasi una tribuna naturale. Oppure in piedi, col giornale aperto in mano, che scruta a tratti il cielo grigio, da cui scende fastidiosa qualche goccia non proprio attesa.

mercoledì 10 maggio 2017

Giro 2017 - Un continente intero

Arbatax, il riassunto perfetto di questi giorni sardi


La Sardegna è alle spalle del Giro. Ma non la sua accoglienza spontanea, sincera e tradizionale, che sono certo rimarrà nel tempo. Come un amore che finisce troppo presto e non c'è nemmeno il tempo di chiedersi il perché. Ma che prima o poi tornerà. Quelle strade ondulate sentono già la mancanza delle bici, ma i ragazzi del futuro vivranno delle storie scritte in questi giorni tra i vicoli rosa del centro di Olbia o sulle banchine animate del porto di Alghero. O meglio ancora tra la Scuola Elementare ed i bar in festa di Dorgali, nell'attesa della corsa tra una Ichnusa ed un caffè. Il centro del mondo, per qualche ora, è stato lì. Questione di passione e storia, quella che è emersa piano piano, giorno dopo giorno, che ha resistito al vento possente dei monti e al sole cocente del mare. È curioso come i Sardi chiamino l'Italia 'continente', ma come io pensassi di continuo, guidando lungo strade mai noiose e mai piatte, che la Sardegna stessa sia un continente intero. Di monti e mari che si mischiano all'orizzonte e di fichi d'india vicini agli ulivi, di vigne e belati, locomotive e biciclette, spiagge bianche ora deserte e Rocce Rosse ora affollate. Il Giro ha messo il punto esclamativo su tutto ciò. Ha acclamato Aru e ricordato Scarponi, scoperto Pöstlberger e ritrovato la Maglia Ciclamino. Pronto per nuovi orizzonti, nuove isole, nuovi volti e nuove voci.

Genna Silana, affollata e ventosa

domenica 7 maggio 2017

Giro 2017 - Sardegna e ricordi

I disegni dei bambini della Scuola Elementare di Dorgali

Che il Giro passi sotto casa non è avventura da tutti gli anni. In Sardegna molti ricordano una corsa di bici, ma spesso la confondono con il giro di casa, quel Giro di Sardegna che dal 2011 non si corre più. Ricordi di febbraio e di un sole inaspettato e anticipato. Come quelli che si porteranno dietro i tantissimi bambini di oggi, che come sempre chiedono un po' annoiati "ma quando passa il Giro?", ma che torneranno a chiederlo prestissimo per quanto gli rimarrà negli occhi. Dorgali e la sua Scuola Elementare sono ai piedi di Genna Silana, una salita lunga e pedalabile, lungo la quale convivono tifosi del Cagliari e di Sagan, di Aru e della Ichnusa. Gente salita da Oristano, da Nuoro, col pane del forno di casa e una bandiera che è un simbolo universale. Gente venuta addirittura dalla Germania e da Granada. Neanche il vento imperioso che soffia quassù in cima porterà via questa giornata unica dalla loro pelle.

I tifosi in cima a Genna Silana

venerdì 5 maggio 2017

Giro 2017 - Alghero per le 100 volte


Il Giro edizione numero 100 parte dalla Sardegna, da una delle terre geologicamente più antiche d'Italia. Paesaggi di una bellezza ancora spesso incontaminata e autentica, in cui il verde intenso delle zone interne montuose si trasforma rapidamente nell'azzurro variegato del mare. E, in tutto questo, il rosa si abbina alla perfezione. Peccato non corra Aru, sarebbe stata la sua festa, in una regione che non ha avuto tantissimi idoli sportivi, ma ha grande passione per molti sport. Alghero, dal sapore catalano, ha scelto i suoi vestiti migliori per una presentazione delle squadre affolatissima sul lungomare, ad un passo dal tramonto che filtrava tra gli alberi, quelli delle barche ormeggiate.