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giovedì 28 febbraio 2019

Strade Bianche: le stigmate di Santa Caterina

Daniel Oss


Santa Caterina da Siena era nata nel medioevo nel rione di Fontebranda, lo stesso dove ogni anno le Strade Bianche si inerpicano per la via a lei dedicata, per poi raggiungere Piazza del Campo. Caterina era di famiglia povera, di quella povertà che non consentiva a genitori di 25 figli di mettere assieme una dote per lei, che tanto voleva votarsi. A quel tempo gli ingressi ai monasteri erano riservati a poche, e servivano ricche doti per sposarsi con dio. Fu una malattia a sfigurarle il volto, rendendola vecchia nonostante i suoi sedici anni; tale avvenimento le aprì le porte di un gruppo del Terz’Ordine di domenicane, anziane laiche, che solitamente non ammettevano giovani donne. Fu il suo volto sfigurato, che la faceva sembrare vecchia, a consentirle di seguire la sua vocazione, dedicandosi soprattutto agli ammaliati, quelli affetti dalle malattie più terribili, quelli infetti e pieni di piaghe, che nessuno voleva avvicinare. Sarà forse per la suggestione del luogo, o per il passaggio obbligato in quel pertugio prima di giungere alla luce del Campo, che non ho potuto fare a meno di pensare ai volti dei corridori che salgono lungo la strada del suo rione, sfigurati dalla loro fatica, dalla polvere o dal fango (a seconda..), volti di ragazzi di vent’anni che sembrano di settanta o forse più. Schizzi di fango che appaiono piaghe orribili e sguardi persi che sembrano invocare aiuto. Altrove forse sarebbero soltanto smorfie e volti sporchi, ma su quel ciottolato che guarda all’insù che pare non finire mai, gli occhi non bastano più ed il rumore già si dissolve rendendosi muto. I volti di Caterina stanno per passare.


Stefan Kung

Michal Kwiatkowski

Gianni Moscon

sabato 24 novembre 2018

Geraint Thomas

Geraint Thomas - Ricordo della Tirreno Adriatico 2017 (Costa Reputolo)
Una volta ho chiesto ad un amico corridore che aveva corso nella Barloworld se mai si fosse aspettato che il gracile Froome, alle prime armi in quella formazione, sarebbe diventato l’indiscusso campione da corse a tappe che conosciamo. La risposta mi lasciò sorpreso, perché non tanto Froome, quanto Thomas in quegli anni mostrava i numeri giusti per una grossa carriera. Poi, un po’ come accade nella vita quando dai banchi di scuola si passa ad altre cose, gli equilibri sono cambiati e Thomas ha dovuto adattarsi diventando uno dei compagni di fiducia del Kenyano, favorendo le sue vittorie e rimuginando, probabilmente, su quello che poteva essere e non era diventato. Sino alla scorsa estate, quando si è messo a fare le cose in grande vincendo il Tour de France. A volte i successi si fanno attendere, si fanno desiderare ed i numeri non bastano, perché a loro è necessario aggiungere quella determinazione, quella cattiveria in più, che magari in quel momento non viene fuori. E la determinazione crescente di Geraint noi l’avevamo potuta intuire nella tappa di Fermo nella Tirreno Adriatico 2017, quando era in lotta per la maglia azzurra su un percorso davvero molto esigente e che chiamava il corpo a corpo. Quel giorno, sulla Costa Reputolo abbiamo forse visto l’alba della maglia gialla di quest’anno. A volte un successo è figlio di anni di attesa, e per questo alla fine è più bello.

martedì 15 maggio 2018

Giro 2018 - Overlook Hotel



Neppure dovevo esserci a Campo Imperatore, e non ci sarei stato se la sera prima non avessi ricevuto la telefonata di Gennaro, che era già lassù assieme a Marino e mi aspettava per vedere il Giro. Un incontro tanto atteso dopo l’avventura dello scorso anno (leggi qui), che non potevo rimandare ancora. La loro fotografia sul piazzale a duemila metri era un richiamo irresistibile, ed è così che anche il mio Giro è cominciato.

Campo Imperatore colpisce per le distanze e per le dimensioni di ciò che lo circonda. Ti colpisce per l’hotel di colore rosso, che tanto sa di Overlook Hotel, per la vecchia funivia trasformata in un ostello, per l’odore di arrosticini e per la sensazione di essere piccoli e fragili. E’ uno dei posti più freddi d’Italia, con venti invernali che mettono a dura prova le strutture, che sono in continua ristrutturazione. Domenica per fortuna questo luogo ha mostrato il suo lato migliore, con i bucaneve che dominavano i prati, ed uno splendido sole che ogni tanto faceva capolino, ma già la sera, poco dopo l’arrivo, le nubi si sono abbassate e l’aria diventava subito pungente. C’era una piccola fetta d’Abruzzo là in alto, rappresentanti di tanti piccoli borghi che si ritrovavano e si incontravano riconoscendosi. Quasi come se questa regione fosse poi un unico borgo, unito dall’amore per le proprie origini, messo a dura prova da tempi difficili, dalle tragedie che hanno segnato queste comunità in modo profondo, dalla terra che trema e dalla troppa neve che interrompe la vita d’inverno. Non solo quello, perché il vino e gli arrosticini qui sono diversi rispetto a qualsiasi altro luogo d’Italia e chi ti vuole introdurre alla cucina domestica ti parla di pecora coatta e di callara. L’Abruzzo è forse la regione più segreta d’Italia, quasi separata da questi monti, dal Tronto e dal Trigno; è due anni che il Giro visita i suoi monti (l’anno scorso la Maiella), e sarebbe ora di entrare più in profondità nel cuore del Pescarese o del Teramano, tra colline da favola, ed un buon piatto di pecora. Come si usa da quelle parti.

Gennaro e Marino ed il loro invito irresistibile

giovedì 15 marzo 2018

Binasco dieci e venti

Il gruppo comincia la lunga marcia verso Sanremo

Chi è rimasto bloccato dal traffico si dispone attorno alla rotonda ma chi aspetta la corsa si piazza al centro di essa, potendo contare su un paio di metri di dislivello che ti consentono di guardare un po’ più distante. Binasco è fine a se stessa, potrebbe essere qualsiasi corsa e chi viene qui non sa né di Poggio né di Cipressa, e neppure gli interessa. Sanremo è talmente lontana che nessuno la nomina neppure. A volte parte la fuga, a volte è già partita, a volte il gruppo dorme, altre volte viaggia furioso. I corridori neanche se ne accorgono, le auto delle squadre e dei giornalisti imboccano l’autostrada con gran fretta, e torna ad essere quello che è: la rotonda d’un anonimo svincolo metropolitano. 

mercoledì 22 novembre 2017

Il Colle delle Finestre

Di Luca, Simoni e Ruiano - Giro d'Italia 2005
La settimana scorsa, dopo aver pubblicato la fotografia di Landa sul Colle delle Finestre ho cercato altre immagini scattate su quella salita, sino a giungere a questa del 2005, anno in cui fu affrontato per la prima volta dal Giro d’Italia. Aggredivano lo sterrato Di Luca, con la maglia di leader del Pro Tour, Simoni e Ruiano in maglia verde di leader degli scalatori. Anni dopo, con mia grande sorpresa, il fotografo Jered Gruber su Instagram scrisse che questa immagine lo aveva ispirato, e che grazie ad essa aveva sognato di salire su quella strada in bicicletta.  Se penso che la scattai con una compatta, semi automatica che salvava solo le ultime 5 foto della sequenza posso certamente considerarmi fortunato. La menzione di Jered ha comunque dato un senso a quei quindici chilometri a piedi, percorsi per arrivare a quel tornante, dove i grandi di quel giorno si diedero battaglia. Non era la prima volta che salivo lassù: quasi un mese prima avevo pedalato tutta la salita in bicicletta, tra il silenzio della valle e muri di neve, perlustrando l'inedito Colle, per poi scrivere il "preview" su Pezcycling. Il Colle delle Finestre fu poi affrontato nel 2011 e nel 2015 ma lo attendiamo a l’appello anche quest’anno, in una tappa che, a quanto pare, si annuncia decisiva con finale in salita sullo Jafferau a Bardonecchia.

Un immagine di quel lontano 2005, quando salii sul Colle delle Finestre un mese prima del Giro per descriverne le meraviglie su Pez

mercoledì 4 ottobre 2017

San Fermo della Battaglia

Giro di Lombardia 2007 - San Fermo della Battaglia, l'attacco di Riccò e Cunego
Sabato prossimo si corre la classica di chiusura del calendario, il Giro di Lombardia (che tutte le corse si porta via..), da Bergamo a Como passando per le rive del lago e per il triangolo Lariano con Ghisallo e Sormano. E’ una corsa definita “monumento” grazie alla sua storia centenaria, al suo fascino ed ai nomi di coloro che l’hanno vinta. La fotografia risale al 2007, fu scattata sulla salita di San Fermo della Battaglia proprio nel momento in cui Riccò provò ad andar via per la prima volta, con Cunego che lo seguiva come un’ombra. All’atleta Emiliano furono necessari tre scatti per staccare tutti, tutti eccetto il Veronese che lo superò sul traguardo. Questa salita ha fatto esordio nel 2004, quando il Lombardia tornò con l’arrivo a Como dopo vent’anni e l’organizzazione propose di salire a San Fermo non dal versante classico (stradone)  che oggi si affronta in discesa, ma da una vecchia stradina stretta e ripida mai percorsa in precedenza dalla Classica d’autunno. Fu subito un successo perché collocata a ridosso del traguardo, quello che avrebbe incoronato tre volte Cunego, due volte Bettini e due Gilbert, segno che Como si affeziona ai suoi vincitori. Chissà che sabato prossimo non si prosegua con la serie ricorrente dei vincitori “Comaschi” ripartendo Nibali, che qui ha vinto nel 2015 (lo scorso anno si giunse a Bergamo). 

domenica 12 marzo 2017

Strada Reputolo

Strada Reputolo - Tirreno Adriatico 2017
Da oggi questa strada della periferia di Fermo entra a far parte di quelle coste Marchigiane (o muri, se preferite) che hanno fatto un po' la storia di questa manifestazione. Costa del Cocciari rimane inarrivabile, ma questo strappo presenta davvero delle pendenze spaventose. E lo spettacolo non è mancato.

martedì 18 ottobre 2016

Sant'Antonio Abbandonato

Il Lombardia 2016 - La strada di Sant'Antonio Abbandonato
Un altra fotografia del recente Giro di Lombardia, scattata sulla nuova salita di Sant'Antonio Abbandonato, decisiva nel finale di gara, nonostante fosse collocata piuttosto lontano dal traguardo. La corsa è sostanzialmente esplosa mano a mano che il gruppo risaliva il crinale ovest di queste prealpi Bergamasche, sino a ridurre la corsa ad un corpo a corpo tra i migliori. Un disegno finalmente perfetto di un "Lombardia Bergamasco", a questo punto quasi meglio del classico finale a Como. Non lo finirò mai di ripetere: solo le stradine strette, quelle scomode e piene di curve e contropendenze, quelle conosciute soltanto dai cicloamatori locali, sono in grado di garantire la selezione di una gara professionistica moderna. I vecchi Tour battevano sempre piccole strade di campagna, anche nelle tappe di pianura, per garantire il corretto livello di difficoltà. Sembra impossibile, ma una strada stretta in salita garantisce la giusta visione della pendenza, mentre una strada larga ne riduce la percezione. Ricordiamoci che i campioni sono esseri umani, che in corsa spesso si muovono soltanto se ispirati. E Sant'Antonio Abbandonato quel giorno ne ispirava diversi.

venerdì 4 marzo 2016

San Martino in Grania (again)


The road to San Martino in Grania
San Martino in Grania is a name of few houses village in the nothing of Crete Senesi, the land of lonely threes. No shadow for these hills, fully open to the winds and the sun, the Crete are located south-east by Siena, just below the Chianti area, which is north-east by the Tuscan town. San Martino is just few houses but give the name to the country road passing through the Crete, a 10 km gravel road that has been choose by RCS as new  dirty sector in the next edition of the Strade Bianche.

martedì 1 marzo 2016

Strade Bianche 2016

Strade Bianche
Next Saturday, in Tuscany, few kilometers from here, it will take place the 10th edition of Strade Bianche. This is a new race in a calendar that proposes several events with more than 100 years edition. However, for some reason, this competition has already penetrated the heart of the supporters and ,what's more surprising, the supporters from Belgium. This is an Italian race, organized by Italian RCS and located far away from north Europe, but the Belgians are considering it at the same level of one of their semi-classics in Flanders. Proof of that is their top three teams will take part of Strade Bianche, and last two edition were won by the almost-Belgian-National-team Etixx Quick Step. 
Reason of this may be the beauty of the Siena's landscape, or the charm of the gravel, or both of them. I only know I've been also got infected by the glamoury athmosphere at the start, by the sound of the wheels on the white grit on the road, and the rythmic metallic noise of the chains stressed by the stress, and by the steep crowdy road climbing the town till one of the most famous squares in the World. Il Campo.

giovedì 18 febbraio 2016

San Martino in Grania

San Martino in Grania
One of the most beautiful road I know. Last year was included in the women race, and this year for the first time it will be part of the route of the Strade Bianche Elite. It includes a significant climb, especially the last 2 km of road. The gravel condition is excellent and the landscape it's amazing. Just hope for a good sunny day.

lunedì 18 gennaio 2016

Monte Petrano

Danilo Di Luca and Denis Menchov - Giro d'Italia 2009
This was the name of the last climb of the Queen stage of the most eccentric Giro edition ever. The Giro 2009 was finishing in Roma and the last week of race took place in center Italy, on Appennines instead of Alpine pass.

giovedì 26 novembre 2015

Poggio 2010

Ginanni moves, Petacchi controls, Rogers and Nibali in trail, Breshel resists while Scarponi, on the left, gives up. The Poggio is a great show.
Poggio di Sanremo is the very famous climb that any rider has to cross, after 290 km ride, to join Sanremo finish line at very first big classic race of the year. Look at this shot, it was on 2010, when Freire won: we are at 500 meters from the top of the climb, Gilbert and Pozzato are out of few meters and behind them anyone gives away the last drop of energy to close the gap. Even an experienced sprinter like Petacchi is in first line to propitiate the final sprint in Sanremo. The Group of best become a long queue of desperates who take the look to the gear of the rider above them. This is Poggio, few seconds of sheevers, that last forever.

mercoledì 3 giugno 2015

Ryder Hesjedal

Ryder Hesjedal - Ricordo del Colle delle Finestre 2015


Hesjedal non è mai fuori classifica, non è mai vinto. In qualsiasi momento può riemergere, riaprire la corsa. Hesjedal è una spina nel fianco per chiunque: crea scompiglio, parte da lontano, o ripete per decine di volte accelerazioni che, alla lunga, risultano indigeste anche agli atleti più in forma. Quando Hesjedal trova le gambe diventa cattivo, non calcola, non fa alleanze, non fa prigionieri. Diventa una macchina che schiaccia tutto ciò che trova davanti. Ne punto d’appoggio, ne avversario da saltare, egli esprime se stesso in modo del tutto scriteriato ma decisamente innovativo. Non è matto, ne suicida; egli è un moderno Ulisse, con una meta chiara, ma imprigionato nel proprio viaggio, nel proprio destino di corridore che deve rimontare.

mercoledì 1 ottobre 2014

Via della Boccola in Bergamo


Ricordo del Giro di Lombardia 2000
Ricordo con lucidità sorprendente, dopo tanti anni, il momento in cui scattai questa fotografia. Un attimo prima i corridori erano nascosti dalla curva, ma la gente sulla strada  già applaudiva ed urlava. Ed io pensai che anche quell'anno era finita, che avrei dovuto attendere un lungo inverno, prima di rivedere una grande corsa di ciclismo. Così è il Lombardia, la corsa che tutto chiude, prima del lungo inverno. 

Quest'anno i corridori torneranno a giocarsi l'ultima grande Classica sulla salita della Boccola, a Bergamo. Poco meno di un chilometro di strada, in parte in acciottolato, che porta a città alta, dove si sono decise numerose edizioni della corsa

martedì 11 febbraio 2014

Lucignano d'Asso

Lucignano d'Asso - Ricordo delle Strade Bianche 2011
E' l'ora di pranzo quando i corridori si buttano a rotta di collo giù per la collina. La corsa "vera" è li da venire ma le ruote solcano la polvere già da qualche chilometro. Da quel nucleo di case che compone Lucignano d'Asso la strada svolta brusca a destra e scede per quella collina dalla quale si riesce quasi a toccare l'Amiata. Per chi come me segue la corsa, sa che d'ora in avanti i tempi tra un passaggio e quello dopo diventano dannatamente stretti, le mani stringono forte il volante, è ora di fare sul serio.

mercoledì 29 gennaio 2014

Col du Galibier 1998

Ricordo del Col du Galibier 1998
Dopo giorni di strada e di caldo, seguendo il Tour con una moto dai Pirenei al massiccio centrale, mi ritrovai sulla strada del Col di Galibier sotto la pioggia battente ed avvolto da una nebbia gelida, senza neppure l'ausilio d'una buona attrezzatura. Ma quel 27 Luglio 1998 avevo un appuntamento in quel posto e tutte le mie sensazioni mi avevano portato ad essere puntuale con quella stravagante "chiamata". Così quella sera, bagnato fradicio, mi rintanai in un locale di Valloire a bere qualcosa di caldo. Attorno c'era una gran confusione di gente che fremeva per ripartire, mentre io mi godevo tutte quelle emozioni che quel giorno mi stava lasciando. Ed ancor oggi a ripensarci, non sento mai quel freddo, ma soltanto la voglia di rivivere di nuovo una giornata così.

giovedì 23 gennaio 2014

Via Santa Caterina in Siena

Ricordo delle Strade Bianche 2012
Sento già le urla dei Senesi. Il rimbombare dei motori delle motociclette che risalgono la costa: Piazza del Campo non è lontana, lassù c'è l'arrivo, il pubblico buono. Ma è su via di Santa Caterina che si vive davvero la corsa. La si respira. Non basta la meraviglia delle strade polverose, percorse in lungo ed in largo per tutta la giornata. La corsa risale questo vicolo magico dove la gente è a contatto con i corridori: ne sente il fiato e, se solo non ci fosse tutto quel frastuono, ne potrebbe persino sentire il battito.

giovedì 16 gennaio 2014

Voze

Ricordo della Milano Sanremo 2010
Il passaggio di Voze era diventato ormai un classico delle mie Milano Sanremo. Questo borgo dell'entroterra Ligure, dal quale si scorge l'isola di Bergeggi, diventava la nuova partenza della Classicissima; dopo oltre metà corsa, e già in vista delle ultime due ore di gara era qui che i favoriti cominciavano a guardarsi negli occhi e ad impostare il finale. Conosciuta come salita delle Manie, viveva in Voze il momento culmine. Ero in grado, non senza qualche destrezza, di raggiungerla dopo aver visto il passaggio a Varazze. Era una specie di appuntamento, con le stesse persone tutti gli anni, assiepate ai lati della strada, o seduti come me sul muretto a secco. Su questa salita si percepiva il polso della corsa. Come nel 2009, quando passarono tutti compatti e si capì che sarebbe stato volatone. Oppure nel 2010 quando Pozzato mise i suoi a fare andatura cattiva, ed il gruppo si spezzò come mai avevo visto prima in una Classicissima.
Nel 2013, causa maltempo, il passaggio saltò, e dal 2014 questa salita verrà rimpiazzata dalla Pompeiana, posta nel finale di gara. 

martedì 7 gennaio 2014

Pompeiana

La strada verso Pompaiana
Recentemente sono andato a conoscere la nuova salita della Milano Sanremo: la Pompeiana. Sono andato in una splendida giornata di sole, godendo d'un tepore che solo la riviera Ligure può regalare d'inverno. Il mare era invitante quasi come d'estate, ma io mi sono concentrato sulla strada che dal rettilineo di Riva Ligure porta a Pompeiana e poi riporta, quasi alla stessa altezza, la corsa sull'Aurelia. Una strada che ricorda molto il Poggio nella prima parte, prima del paese, e che poi diventa selvaggia, dopo il passaggio sul sagrato dell'Assunta. In questa seconda parte, una rampa perfida, con due tornanti, potrà favorire una bella selezione sul falsopiano che segue. E poi la discesa; terribile nella prima parte, poi veloce e di potenza nella seconda. Una vera planata su Arma di Taggia. Questa strada è già un luogo del ciclismo, uno di quelli intrisi di storie e di leggende. Ancora tutte da vivere.