sabato 28 maggio 2011

Tutto ciò che il Giro ci ha raccontato

I pomeriggi del Giro d'Italia sono terminati. Ormai agli sgoccioli, le storie del Giro una ad una si esauriscono nella notte dell'ultima vigilia. Il Giro si consegna a Milano e la carovana si disperderà come si era ritrovata. Nel nulla, dal nulla. Chilometri infiniti passati con i coltelli tra i denti o con l'attesa di un qualcosa che chissà se poi è arrivato. Un Giro duro, durissimo per la morte di uno dei suoi figli. Lo sconosciuto Weilandt che d'improvviso è entrato nel cuore delle persone e sulla bocca della gente che il giorno prima non lo conosceva. Quel numero 108 è diventato il simbolo di una corsa sportivamente meravigliosa perchè vera. Quelle arterie bianche della Toscana che hanno rivitalizzato la manifestazione dopo i giorni tremendi della scoparsa del corridore Belga sono, a nostro parere, l'unico vero futuro del ciclismo. Quelle immagini dei corridori sfiniti sono l'unico doping che ci tiene in piedi ore e ci fa sacrificare tempo per scrivere due righe che (forse) qualcuno leggerà. Il Giro d'Italia 2011 ci ha raccontato che questo sport è qualcosa che va oltre e che deve essere rispettato. Da noi, dai suoi figli. Deve essere conservato. Per chi ci sarà domani. Perchè coloro che ci seguiranno possano godere di queste briciole di civiltà a due ruote.

Finisce il Giro e ne siamo tristi. E già pensiamo alla prossima strada.

martedì 24 maggio 2011

Giro 16a tappa - Tutti a casa

Inutile ripartire domani, che ne dite? Invece noi pensiamo che bisogna subito provarci e non desistere mai, anche per onorare fino in fondo un avventura davvero splendida. Un Giro molto bello, grazie a questo atleta maiuscolo che non ammazza la corsa ma la tiene invece viva. Non sognamo ad occhi aperti se immaginiamo un attacco d'altri tempi sul Finestre, sabato prossimo. Contador è un campione nel pieno della maturazione e sta vivendo un momento sportivo particolare. La folla straripante di una regione che davvero ha nel cuore questo sport celebra praticamente la vittoria dello Spagnolo su tutti gli altri. Ma il Giro non è chiuso e c'è ancora spazio per tappe da leggenda, per gente che non intene arrendersi. Uno che non molla, uno che s'incazza, uno alla Simoni, tanto per intenderci, che cerchi di rovinare la festa al dominatore. Da Nevegal a Milano c'è tutto il tempo per dimostrare che è ancora troppo presto, per andare a casa.

Foto RCS

domenica 22 maggio 2011

15a tappa - Sui Monti del Giro lo strano ballo di Contador

Qualcuno di voi ha forse capito come corre Contador? Per chè io fatico a trovare il filo della sua strategia. Oggi il Giro ha vissuto la sua tappa regina, sui Monti che sono suoi, laddove è stato costruito il mito stesso del Giro d'Italia: le Dolomiti. Non vi è curva che non racconti un impresa, una leggenda, ed i corridori hanno saputo darsi battaglia e rinnovare questa antica leggenda agli occhi dei bambini che un giorno la perpetueranno. Oggi non vi è stato tradimento e quelle sette ore e mezza (per i primi) di grandissima sofferenza valgono quanto oro. Non dimentichiamolo mai. Adesso passiamo a Contador. Prima attacca sul Giau. Poi attacca nuovamente sulla Marmolada. Ed infine ancora sul Gardeccia. Tutte e tre le volte scava un distacco importante ma poi lo perde. Solo sul Gardeccia riesce a mantenere una manciata di secondi su Scarponi. Mai visto una maglia rosa correre così. Ragion vuole che la maglia rosa si muova una volta sola e che sia scelta bene: i veri campioni fanno così. Se poi tutto questo movimento deve essere chiamato spettacolo mi tiro indietro e non commento più. Per me lo spettacolo è un altro. Quando un campione come Contador si muove deve essere un azione senza appello, altrimenti perde di credibilità. E se lo scatto sul Giau serviva per anticipare la discesa di Nibali, come dobbiamo intendere il suo allungo sulla Marmolada? Il Giro adesso entra nella terza decisiva settimana già deciso. Contador è saldamente in testa e rischia di aumentare ancora quel vantaggio. Nessuno ha dimostrato di poterlo attaccare sul suo terreno. Ma io stare attento alle tappe di mercoledì, giovedì e venerdì: chissà che qualcuno abbia imparato la lezione?

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Giro 14a tappa - Peccato

L'annullamento del Crostis costa al Giro ed al foloto numero degli appassionati moltissimo. Era dall'inizio di questaq avventura che si parlava di quella salita e della discesa. La fantasia la si costruisce anche così. E' innegabile che non aver scalato quella montagna abbia comunque ed in qualche modo cambiato le sorti del Giro d'Italia. Non siamo tra quei commentatori che ritengono che Nibaliavrbe ottenuto vantaggi inimmaginabili dalla discesa: non riordiamo discese leggendarie del Siciliano (ha perso l'ultimo Lombardia proprio in discesa). Ma il Crostis avrebbe aggiunto quel tocco di impossibile, di leggendario a questi uomini. Li avremmo guardati con ancor più ammirazione ed orgoglio. Come dopo la tappa di Orvieto (la più bella sino a questo momento). Lo Zoncolan altro non fa ch ribadire la superirità di Contador che lascia scatenare Anton ma non Nibali o Scarponi. La dice lunga sulla lucidità della maglia rosa. Oggi la cavalcata dei monti pallidi. Un altro tassello di Giro andrà a posto e guardiamo a qualche coraggioso che ci voglia far sognare.

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sabato 21 maggio 2011

Giro 13a tappa - Soli noi due!

I chilometri finali del Glossgrossner ieri mi fanno pensare che siamo alla vigilia di una grossa sorpresa. Non certo Contador, visto che saldamente in maglia rosa attacca e crea un margine incolmabile tra se e gli altri favoriti. E' invece quel piccolo r gracile corridore che impressiona. Quello che pare attaccato con bava di ragno allo Spagnolo, ma che poi passa davanti e impone il suo passo. Quello che ora fa ancora più paura di Contador stesso perchè può davvero sconvolgere le classifiche. Rujano è il cigno nero del Giro 2011. E' l'evento inatteso che tanto speravamo di vvere. E' uno sconvolgimento, un accento folle che rovina la festa a tutto il resto della combricola. Non sappiamo quanto questo corridore avrebbe potuto dare al ciclismo in questi anni se solo non fosse figlio della lggerezza e dell'istinto. Ma è quella leggerezza che lo fa volare e quell'istinto che lo rende unico. Scommettere tutti i risparmi che Rujano per il Giro non si è neppure preparato a dovere ma oggi, domani, ed anche dopodomani sarà là davanti a creare scompiglio. I ragionieri dl gruppo non hanno voluto gicare le loro carte sul terreno loro. Adesso, tra i picchi dovo solo le acqule davvero osano si trovano smarriti e soli. Ed una pulce li annienterà.
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giovedì 19 maggio 2011

Giro 11a tappa - Ci siamo (per forza)

Ci siamo. Sa domani non ci si nasconderà più, ma non si tratterà di una scelta. Sino ad oggi i corridori potevano scegliere di fare corsa dura, ma da domani è la corsa dura che non lascerà alcuno spazio a chi ha sprecato tempo. Un punto debole di Contador poteva essere la lunghezza della corsa. Indossando la maglia alla fine della prima settimana potevamo legittimamente ritenere che saremmo stati davanti ad una corsa difficilmente gestibile. Ma nessuno ha attaccato. Nessuno ci ha creduto. Solo la strada ci dirà se questa condotta razionale (fin troppo) porterà dei frutti. Stasera, leggendo la classifica, qualche dubbio ci assale. Ma come scrivevamo ieri, la strada per Milano è lunghissima e costellata di difficoltà. Adesso pausa però; davanti abbiamo Grossglockner, Crostis, Zoncolan, Marmolada e Gardeccia. Cinque montagne collocate perfettamente che disegneranno una classifica quasi definitiva. A domani le prime certezze.

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mercoledì 18 maggio 2011

Giro 11a tappa - Capito tutto

Mi sa che possiamo dire d'aver capito ogni cosa. Solo il coraggioso Le Mevel ha cercato, tra gli uomini di classifica un attacco da lontano. Che poi Le Mevel uomo di classifica in effetti non è. Casomai è un corrodire che si trova in odore di rosa (temporaneo) e che ha giustamente cercato di approfittare. Chissamai che Contador non voglia lasciare la maglia... Ma il Madrileno non ci pensa proprio, la maglia non la molla a nessuno ed impegna la squadra a tirare affinchè il vantaggio non salga troppo. Non è una scelta sbagliata in una tappa così, anzi, forse è l'unico modo per trovare alleati nel finale. E chi sono gli alleati? proprio quelli che oggi avrebbero dovuto attaccarlo. Andiamo bene. Cosa pensava di fare Scarponi sull'erta finale? staccare Contador? batterlo sull'esplosività? spunta invece come un missile Gadret che coglie una splendida vittoria. Giro in fase di recupero quindi, con una paura tremenda del prossimo week end che può davvero sconvogere tutte le posizioni in classifica. Prima esclusa. Il tema ormai è chiaro. Vedremo come Contador gestirà le sue forze e quando pretenderà di chiudere definitivamente la partita. Egli è l'avversario di se stesso e non deve sbagliare tempi e modi perchè in fondo Nibali è ad un minuto e non si può sbagliare nulla. Già domani sera da Ravenna, allungando lo sguardo si vedranno le tante attese vette Alpine.


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martedì 17 maggio 2011

Giro 10a tappa - Encefalo piatto nel giorno di Cav

Il gruppo stanco è stato al gioco del suo capo. Va bene che davanti alle ruote dei girini devono ancora levarsi tutte le cime più arcigne ma, in fondo, quello è il terreno di Contador. Se lo Spagnolo deve essere attaccato queste sono le tappe giuste. Oggi soffiava un vento intenso contrario ed a tratti trasversale. Si doveva tentare un ventaglio. Perchè no? magari a quaranta dall'arrivo, quando nessuno se lo aspetta e tutti sono già mentalmente preparati alla volata. Se Contador verrà portato in carrozza sino alle montagne, allora si che sarà dura batterlo. Siamo a metà Giro ormai, e l'unico vero attaccante è stato proprio lo Spagnolo, già in avanscoperta a Tropea. Ci si è voluti allungare la vacanza ma già domani le cose vanno rimesse in ordine. Ci aspettiamo un grande attacco di Scarponi sulle sue strade. Ci aspettiamo qualcosa del tipo Imola 1992, quando Chioccioli, all'alba di una bruciante sconfitta in salita, seppe attaccare da lontano inscenando una delle imprese più belle degli anni novanta. Registriamo infine la volata perfetta di Cavendish che ha così vendicato la sconfitta di Parma. Dicono si sia attaccato alle auto sull'Etna. Può essere. E' una pessima abitudine quella delle auto accreditate (non sono le ammiraglie) di concedere certe grazie.
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domenica 15 maggio 2011

Giro 9a tappa - Etna: vista panoramica sul Duomo

Beh, poi dicono che le poste non funzionano. La cartolina spedita ieri da Contador è giunta puntualissima oggi in vetta all'Etna. Avversari avvisati eppure tramortiti da un azione impressionante. Come scatta lo Spagnolo nessun alro. Solo la pulce Rujano è riuscito a tenergli le ruote. Roba da scalatori puri, da predestinati. Il Venezuelano è anni che non corre a certi livelli eppure è riuscito a fare cose che altri allenatissimi corridori non riusciranno a fare mai. Gli sclatori sono fenomeni a parte. Quasi dei maghi. Tappa splendida. Splendida perchè interpretata nella maniera più corretta. Fuga da luntano: fuga vera perchè dentro c'era gente importante. Il Campione Italianoi Visconti ha provato a fare il colpaccio. Il gruppo prò non ha mai mollato ed abbiamo assistito ad una bella pearazione dell'ultima scalata. Vento fortissimo e paesaggio assolutamente incredibile. Il nero della lava e la luce fortissima che arrivava daql mare. Dalla cima dell'Etna si domina metà Sicilia ma qualcuno già vedeva il Duomo di Milano. Facce sconvolte, corridori distrutti. In pochi, tra gli avversari dello Spagnolo credono davvero alla possibilità di batterlo. Contador ha prima di tutto spezzto loro il morale (oltre che le gambe). Già molti si fanno i conti per un piazzamento. Ed invece noi sosteniamo che il Giro è maledettamente lungo. Contador è assolutamente il più forte, ma nessuno può davvero controllare la corsa rosa. Davanti al gruppo si annunciano tappa difficili e tappe piene di trabocchetti. Mercoledì sapremo. Sulle colline Marchigiane potrebbe scattare un bel tranello orchestrato da Scarponi, padrone di casa. Le danze sono appena cominciate.

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sabato 14 maggio 2011

Giro 8a tappa - Cartolina rosa



Quella inviata da Contador sul traguardo di Tropea. Ma sullo Spagnolo e sulla tappa di domani torniamo tra poco. Prima vi devo parlare del vincitore, Oscar Gatto. Ora mi dolgo di non averlo fatto prima. Fate attenzione perchè questo corridore è interessantissimo, soprattutto nello sviluppo della sua carriera e delle sue prestazioni. Nasce come velocista puro ma quest'anno avevamo già notato una tenuta in salita importante. Certamente mai avremmo immaginato che sarebbe stato in grado di sferrare un attacco così perentorio su un traguardo importante come una tappa del Giro d'Italia. Teniamolo d'occhio, come ben sappiamo abbiamo bisogno di giovani tuoni. Torniamo alla cartolina inviata da Contador a tutti gli altri. Il più "atapirato" era Kreuziger, che domani farà vedere a tutti di che pasta è fatto. Lo scatto di Contador esprime una forma sovrumana oppure è frutto di un evento fortunato che serve a dimostrare a tutti di esserci? finalmente domani molte delle domande che questa settimana ci siamo fatti troveranno una risposta. L'Etna non mentirà e certamente vedremo una classifica generale già ben delineata. Il Giro è ancora lunghissimo ma intanto una settimana è già volata via. Questa sera lungo trasferimento in Sicilia. Scilla e Cariddi veglieranno sul gruppo contendendosi anche loro la maglia rosa e le prime luci dell'alba già illumineranno il vulcano. Ed allora si farà sul serio.

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venerdì 13 maggio 2011

Giro 7a tappa - Per un soffio

Il Giro è già caldissimo sulle lievi rampe del Santuario di Mercogliano. Un primo assaggio di salita, quasi una formalità, ma tanto basta per mettere un po' di pepe ad un gruppo che non delude. Questo Giro, dopo le prime difficili giornate, ha vissuto tre splendide tappe, movimentate da attaccanti che hanno quasi sempr avuto la megli. Come oggi con il Belga De Clercq che è riuscito a mantenere un filo di vantaggio sulla ruota di Scarponi. Ma è stato Kreuziger, a ben vedere, il rande protagonista della volata finale, riuscendoi a saltare Garzelli e Nibali in soli 50 metri. Attenti allo Slovacco che sta pedalando sul velluto, è il più pericoloso di tutti. Quello che invece pedala astuto è Contador, che quasi ci siamo dimenticati dopo la prima settimana di pedalate. Ma è ciò che arde sotto la cenere che più ci interessa. Avete visto come il gruppo centellinava gli sforzi? In effetti i favoriti sono già con la testa all'Etna dove la cenere si sta scaldando davvero, tanto da mettere in forse il finale. Attenzione a gente come Lovqvist, ad esempio, mentre sino ad ora quello che forse meno ci è piaciuto è Nibali. Troppo esposto in tappe poco adatte. Ciò che invece ci piace è il disegno del Giro. Un prima settimana perfetta, con tappe per attacanti e, finalmente, stradine anzichè autostrade. Chi nel gruppo url allo scandalo e si lamenta dello sterrato non ha ancora capito nulla. Il ciclismo è questo.

mercoledì 11 maggio 2011

Giro 5a tappa - Si riparte

Le meravigliose stradine bianche della Toscana rianimano il Giro d'Italia, dopo la tragedia di lunedì scorso. I corridori, quasi richiamati dalla tarda primavera e riportati indietro dal soffio della Storia che spira su queste vie, si danno battaglia e si buttano a capofitto nelle discese ghiaiose. Quasi a voler scongiurare i Demoni che hanno tolto loro il sonno. Viene fuori una tappa spettacolare, ricchissima di spunti e di colpi di scena. Sinchè Weening non mette tutti daccordo vincendo tappa ed indossando la maglia rosa. Un rosa pallido, che già dopodomani potrebbe perdere (arrivo sulla salita di Mercogliano). Il Giro punta decisamente verso sud, ed i grandi favoriti, alla fiunestra tutto il giorno, ma senza mai esporsi troppo, già pensano all'Etna. Domenica, in cima al vulcano, esploderà la classifica. Intanto oggi gli attaccanti ci hanno emozionato, primo tra tutti Kohler, da solo sin dal principio, che ha tenuto duro sino ai dieci all'arrivo. Le immagini del suo tribolare sullo sterrato in salita sono quasi meglio di una vittoria. Ma ognuno di noi, in qualche modo, si chiede se gioire dello spettacolo che questo sport ci regala, o se riflettere ancora sulla morte di Weylandt. E' il grande mistero della vita, che ci fa resistere e dimenticare in fretta. E' la nostra fredda e spietta umanità, che ci riporta sulle strade e ci eccita alla vista della corsa. Quella vera. Quella dura. Quella che, adesso, ci fa vergognare.

martedì 10 maggio 2011

Giro 4a tappa - L'assurda processione

L'avevamo già vissuta nel 1995 dopo la morte di Casartelli, con la differenza che allora fu un gesto di grandissima dignità del gruppo che si ribellò alle volontà degli organizzatori di quel Tour. La tragica processione Pirenaica fu un gesto nato dalla rabbia. Fu messa in atto da uomini cui non era stata data scelta. Trattati come fantocci. Burattini di legno che non dovevano provare dolore. La processione di allora fu il modo per onorare l'uomo che, secondo gli organizzatori, aveva rovinato la festa. Il morto. Quella di oggi al Giro (ma purtroppo ne abbiamo viste altre), è la triste messa in scena, approvata e sostenuta dagli organizzatori, di un gruppo di gente che non ha idee. Se davvero si voleva onorare Weylandt, a nostro modo di vedere non si sarebbe dovuto correre. Nessuno aveva voglia di farlo. E la gente a bordo strada aveva poca voglia di gioire al passaggio del gruppo. Sarebbe stato splendido pedalare assieme alla gente. Magari a ritroso verso il Bocco, verso quella curva maledetta. Ci avrei trovato un senso; uno scopo. Ma pedalare una tappa soltanto per non interrompere il Giro no. Non ha avuto molto senso.

lunedì 9 maggio 2011

Giro 3a tappa - Wouter Weylandt



Oggi al Passo del Bocco era una giornata meravigliosa. Oggi era una di quelle giornate che aspetti un anno intero. Si vede il mare; così blu e lontano, tanto da sembrare finto. Oggi al Passo del Bocco sembrava di stare in Paradiso...



Perchè la gente li ama...



Nonostante siano dei maledetti dopati. Nonostante si facciano come dei drogati, od almeno così si dica, appaiono così fragili. Avete mai visto un ciclista da vicino? è esile, è fragile. Quasi inadeguato a quella sfida che lo attende. La gente ne rimane affascinata. Li vuole toccare per vedere se sono veri. Non si chiede più, la gente, davanti ai ciclisti, se davvero usano sostanze proibite. E pensa alla strada, la gente. La stessa strada così irta di pericoli e di tranelli. La stessa strada che accompagna ognuno di noi verso casa; quella che ci separa e quella che ci unisce. La strada di casa o quella sconosciuta. La strada del rientro. E quando il Giro d'Italia attraversa le strade che la gente conosce, le stesse vie regalano emozioni mai neppure immaginate. Quegli uomini esili e fragili sono lo specchio delle nostre paure, della nostra voglia di abbandonare tutto e pedalare ed anche dei nostri vizi. La gente li ama perchè i ciclisti sono la gente.

domenica 8 maggio 2011

Giro 2a tappa - La rabbia di Cav squote la nanna del gruppo


Lo chiamano effetto Crostis ed è peggio di un sonnifero. Un sonnifero potentissimo e pericolosissimo per i prossimi sviluppi del Giro. Un percorso troppo tosto crea un alibi sin troppo facile al gruppo - "prendiamocela comoda" - devono aver pensato. Primo caldo, domenica, i tifosi in pic nic a bordo strada. Perchè non farsi una tranquilla pedalata in pianura Padana? Ci prova Lang a squotere gli animi ma dietro si cazzeggia e non c'è verso di svegliare la corsa. Solo gli ultimi esaltanti venti chilometri risvegliano il telespettatore dal torpore. Troppo poco per una corsa che apsettiamo da un anno. Troppo poco per un gruppo di corridori che si preparano da settimane per darsi battaglia vera sulle nostre strade. Questa è un occasione unica per moltissima gente; corridori che a fine anno rischiano di perdere il lavoro e che, difficilmente avranno un altra chance il prossimo anno. Oscurati dai giochi di squadra e da un gruppo imbrigliato nel tono d'una frequenza radio i giovani corridori del Giro rischiano di non decollare mai. Torneremo sull'argomento.


Intanto ci siamo dovuti accontentare di quei pochi chilometri di battaglia sino alla lunga splendida volata di Petacchi e Cav. E sul traguardo il missile dell'Isola di Man (come si dice, Mannaro?) da il meglio. Perde, si sbraccia e grida a destra ed a manca. Ottimo, un bel momento d'una sfida vera che ha forse risvegliato la corsa, o così almeno si spera. Vedremo già domani verso Rapallo se i corridori si saranno risvegliati dal torpore oppure se continueranno ad appellarsi all'effetto Crostis. Le salite verso Rapallo invitano i cacciatori di tappe all'attacco ed un gesto di coraggio potrebbe evitare un nuovo arrivo in volata. E se proprio volata dovrà essere, allora ci aggrapperemo alla rabbia cieca di Cav.


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sabato 7 maggio 2011

Giro 1a tappa - L'Italia in rosa nel Giro degli altri

Torino festeggia più gli Alpini che il Giro in questa partenza a tutta velocità tra biciclette futuristiche e caschi aerodinamici. Torino scende in strada per una festa davvero Italiana (il raduno degli Alpini) e per fortuna la giornata è splendida. Ne gode il Giro, che rischia di diventare una festa straniera, sfruttando (ottima idea) il palcoscenico di altri, quasi ad imitare il "cantante senza pubblico" de "Le Iene". Bene così, la cronosquadre è una prova spettacolare e la gente ne rimane affascinata. Alla fine la spunta la HTC, squadra attrezzata e solidissima. Squadra che è parte di quel "club" di grandi che oggi nel ciclismo fanno la differenza. Ricordate le parole di Gasparotto a Liegi vero? sono pesanti come macigni e dobbiamo sempre averle a mente - "Le squadre anglosassoni sono delle vere e proprie corrazzate contro le quali non siamo preparati a competere; in alcun modo." Ecco però che uno dei nostri, Pinotti, fa parte di una di quelle corazzate e, visto che indossa il tricolore (campione nazionale di specialità), i suoi lo fanno passare davanti sulla linea d'arrivo. Risultato: dalla maglia tricolore alla maglia rosa proprio ai margini di una festa così significativa per il centocinquantenario.



Ha comunque le ore contate la nostra bella favola. Pinotti rischia di perderla subito, la maglia. Già domani le ruote veloci si incroceranno dalle parti di Parma, sempre che la fuga non riesca ad arrivare. Tra abbuoni e gomitate Pinotti potrebbe tornare tra la plebe già domani sera; e noi con lui.



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venerdì 6 maggio 2011

Giro d'Italia 2011 - Riparte la storia



Domani il Giro d'Italia prenderà il via da Torino. Favoriti, campioni e comprimari si sfideranno sulle nostre strade per tre lunghe settimane. Assaggeranno la polvere della Toscana, respireranno lo zolfo dell'Etna ed accarezzeranno le verdi colline Marchigiane. Si arrampicheranno sui mostruosi pendii del Friuli e lamiranno le Dolomiti. Si aggrapperanno lungo i tornanti bianchi del Finestre e solo la in cima potranno pensare d'aver finito.

Il Giro d'Italia è una storia in tante storie. E' un lungo respiro che quasi impedisce di pensare. Soffia via come è arrivato e impone ritmi stressanti a corridori, tecnici e giornalisti. Giorno per giorno si viene risucchiati tra pertenze, rincorse, passaggi, articoli, interviste, primi piani, arrivi, trionfi, delusioni e strada. Tanta strada da percorrere.

Noi vi racconteremo giorno per giorno il Giro che difficilmente vi racconteranno da altre parti. Vi racconteremo il Giro da un punto di vista un po' diverso. Vi guideremo tra le pieghe di una carovana che non dorme mai. Tra le aspettative di chi domani attaccherà di chi medita una vendetta, di chi davverodarà battaglia. Riparte la storia del Giro d'Italia. E vale la pena starle dietro.

domenica 1 maggio 2011

Giro d'Italia 2011 - Adesso che è Maggio!

Adesso che è Maggio ci godiamo finalmente il Giro. Torna la maglia rosa, torna la corsa che più ci fa battere il cuore. Adesso che è Maggio si torna a pensare a quando, in un freddo pomeriggio di Dicembre, ci era stato svelato il percorso ed avevamo cominciato, già allora, a correrlo, questo Giro. Adesso che è Maggio ci tornano in mente tutti quei pomeriggi passati davanti alla televisione, con i compiti da parte, che dovevano aspettare la fine della tappa. Era il tempo dei Giri di Bugno, Chioccioli ed Indurain. Era il tempo del tempo che mai trascorreva e che mai lasciava intendere che sarebbe trascorso. Ed allora ecco il miracolo che ad ogni Maggio torna per portare indietro l'orologio... è il gruppo che passa veloce e non da tempo di scorgere la maglia rosa. Così è per tutti sul ciglio della strada dove non c'è nient'altro che ciclismo. Nient'altro che splendido, meraviglioso e coinvolgente ciclismo. Tutto il resto, confuso dal tempo che passa, è sospeso per un poco; almeno nei nostri cuori... adesso che Maggio è finalmente tornato.