lunedì 12 ottobre 2026

Il Lombardia 2026 | Il sipario di Bauke

Storie nella storia. di quelle che non vanno perse, ma studiate, maturate e conservate con cura. Per non confondersi nella foschia del presente. Ieri Bauke Mollema, olandese di Groningen, è arrivato ultimo all'ultima corsa della sua carriera. Io credo che Bauke ci sia proprio voluto arrivare ultimo, si sia voluto godere con un profondo respiro quegli ultimi minuti di una parte di sé. Con la calma necessaria.

Storie nella storia, dicevo. Sì, perché in fondo a quel lungo rettilineo, che costeggia il lago ed è indorato dal sole pomeridiano di Como, nel 2019 Bauke ci aveva vinto il suo Giro di Lombardia. Una delle vittorie più prestigiose, forse la più prestigiosa, della sua intera vita in bici. Roba da corridori di un certo livello.

Quel giorno di 7 anni fa, prima che il mondo mettesse la freccia e decidesse di cambiare strada, eravamo sempre io e Angelo a condividere chilometri e risate, panini e foto preziose. Quel giorno Angelo mi aveva portato sul Muro di Sormano, dove si respira il passato e le bici sanno ancora suonare. Incontrammo gli asini, le scritte sull'asfalto, parlammo delle castagne. E poi io combinai un mezzo pasticcio, non capendo che la corsa era già tutta passata. Mi era sfuggita la scopa. E allora facemmo il possibile per acchiappare Como, in tempo per l'arrivo. Trovammo un parcheggio risicato, davvero l'ultimo alito di spazio disponibile in strada, quando ormai le speranze sembravamo definitivamente tramontate, come stava facendo il sole di taglio fronte ai nostri occhi.

Di corsa, a più non posso, volammo verso il traguardo, ché eravamo ancora giovani e fiato e gambe seguivano la mente. Da pochi secondi aveva tagliato quella linea, a braccia alzate verso il cielo, Bauke Mollema, olandese di Groningen. Primo. Una ventina di minuti dopo, con la calma necessaria, sotto quello stesso sole dorato che ieri ha accompagnato le ultime pedalate di Bauke, arrivava Laurens ten Dam, connazionale e amico di Bauke. Quel giorno di 7 anni fa, per Laurens era l'ultima corsa di una lunga carriera.

Storie nella storia, perché in Olanda, nei Paesi Bassi e ventosi, Bauke e Laurens li chiamano Bau e Lau, così come mi raccontarono due ragazze loro tifose. Uniti anche in questa ultima avventura italiana. All'epoca ci scrissi un pezzo qui su Albumciclismo, che non ho volontariamente riaperto prima di oggi. Me lo andrò a rileggere adesso, con calma, per assaporare ancora di più il dolceamaro delle ultime volte.

Grazie Bauke, dank je wel





2 commenti:

Anonimo ha detto...

Da oggi in poi ti chiamerò Frà Mollema

Loredana Farnesi ha detto...

Sì credo che per uno sportivo godersi l’ultima gara assaporando la bellezza e le emozioni di una vita passata a cercare traguardi sempre più faticosi sia impagabile. Deve essere proprio così come l’hai descritto, in modo eccellente, come sempre.