mercoledì 30 luglio 2008

Buona fortuna Riccò (hai perso un'ottima occasione per tacere)

Non so voi ma io mi sento un po’ preso in giro. E sinceramente, sentirmi preso in giro da Riccò, con la faccia da sbruffoncello che si ritrova, non mi va giù. La chiamano “confessione” ma si legge “meglio stare zitti”, visto che nessuno aveva a questo punto bisogno di una confessione di Riccò. La realtà dei fatti era davanti a tutti.
A Riccò, semmai, si chiedeva un gesto di maturità. Una presa di coscienza che avrebbe potuto dare una svolta al movimento intero. Invece no. Arriva questa confessione di comodo in cui, al solito, il corridore si assume tutte le responsabilità di un “errore di gioventù”. Riccò, se mi ha letto, non ha capito una mazza.
Riccò non ha capito che il problema non è quello di aver preso il doping. Non ha neppure capito, o forse non gliene importa nulla, che a nessuno interessa che lui abbia preso il doping. Riccò deve capire quel che è accaduto: che tutto ciò che ha fatto in bici, da un giorno all’altro è improvvisamente diventato nulla. Cancellato. Mai esistito. Questo è il vero problema.
E soprattutto Riccò dovrebbe lavorarci sopra. Prendere coscienza che lui e gli altri sono diventati fenomeni da circo e che il loro ciclismo nulla ha che fare con quello che la gente ricorda e sogna. Dovrebbe prendere questo grosso vaso di Pandora bello scoperchiato e cominciare a raccontarci veramente chi è. Vogliamo sapere veramente chi sei, caro Riccardo.
Perché non siamo fessi come credi tu. Non ci raccontare la storiella dell’errore di gioventù, della prima volta. Raccontaci chi sei; in bici e fuori. Facci sapere come funziona la cosa. Cosa era vero e cosa era finto. Credi davvero di poter proteggere così le tue bellissime azioni che tanto ci hanno fatto sognare? Credi davvero che sognassimo in quanto credessimo che tu fossi pulito? Beh, allora non hai davvero capito nulla di ciò che ti è accaduto. Buona fortuna.

martedì 29 luglio 2008

Tour 2008 - Dalla strada Ed ci racconta..." - "Bon juor Ernest!"

Ed mi invia questa ultima perla dopo essere tornato a casa propria. Lo ringrazio per avermi dato l'opportunità di aprire giornalmente una finestra sul lato più segreto del Tour. Quello del cronista di fortuna che vive sulla strada il grande evento. - Next time, Ed! Hope to meet you soon and have a drink together! - Intanto ho pensato di fargli qualche domanda indiscreta... tra qualche giorno leggeremo le risposte...
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Ciao Ale, le ultimissime. Parigi, a letto tardissimo. Non senza aver prima vagato in cerca di un caffè che mi desse l’opportunità di riflettere e di tirare le conclusioni. Ho trovato un internet cafè a Beaubourg da dove ho inviato il mio pezzo e le ultime foto. Una passeggiata lungo la Senna. Un salto al Cafe de Flore per vedere se Hemingway fosse ancora lì – si, c’è; “bon jour Ernest!" Poi l’aeroporto, Beauvais, il peggiore che abbia mai visto, il volo e l’arrivo a Prestwick, in Scozia, dove una volta atterrò persino Elvis. L’incontro con un amico e poi a casa. Le tre di notte. Il mio cane, Susie, è contenta e mi fa le feste. Cielo, Vuelta, non farti attendere!

Ciao Ale, the last words: "Paris, we sleep late. A side walk cafe for our 'reflections' piece. An internet cafe at the Beaubourg to send the words and also the photos. A walk along the Seine. Cafe de Flore to see if Hemingway is still ther - yes; 'bon jour Ernest!' Beauvais, the worst airport in the world. Prestwick airport in Scotland, where Elvis once landed. My buddy meets us. Home at 03.00 am. My dog, Susie is happy to see me. Please, Vuelta - don't be long !"
Parole e foto: Ed & Martin di PezCyclingNews

lunedì 28 luglio 2008

Speciale Tour 2008 - Il grande tranello (ovvero come Evans ha perso il Tour)

E' ovviamente un racconto di fantasia. Ma sono sicuro di non esserci andato lontano... vero Cadel?

Borg d’Oisan è già lontana. La curva è secca a sinistra; non è un tornante ma quasi un angolo dove il gruppo è arrivato lanciatissimo. Sembrava che ci andassimo a schiantare sulla roccia. I primi sei chilometri sono a strapiombo su Borg d’Oisan con la strada scavata a suon di dinamite sul costone; vi è solo un breve tratto di respiro quando si attraversa la La Garde, poi comincieremo a vedere L’Alpe e sarà già qualcosa.
Ci vuole più di un chilometro per giungere al primo tornante; è forse il chilometro più pendente. La gente si apposta lì perché è comodo da raggiungere e perché tutti sanno che su quel tratto assolato di strada si farà la grande selezione. Risultato; un pandemonio fatto di colori e urla, gente ubriaca di ciclismo e di birra. Un vero casino.
Noi però non sentiamo nulla. Lo sforzo è bestiale e continuiamo a smanettare per scendere di rapporto in rapporto e trovare una cadenza accettabile. In questo chilometro Lance metteva i suoi gregarioni a tirare come pazzi per stancare Ullrich. Quì si è raccontata molta leggenda del ciclismo moderno. E’ il chilometro delle lepri, di chi scatta per tirare il collo ai capitani delle squadre avversarie, di chi tira sino allo spasimo per far fuori chi non ha il diritto di salire sulla montagna che il popolo del ciclismo ha eletto come simbolo.
Siamo lì. Tra i primi, a ruota della maglia gialla. Ci sono tutti. C’è Menchov che scalpita, io che ancheggio, Kohl che pare in estasi, Vandevelde che soffre come un cane. Ma soprattutto ci sono i CSC che pedalano come matti. Scatta Sastre e Menchov gli va dietro. Guadagnano subito ma poi devono prendere fiato e noi torniamo sotto. Ma non mollano; bastardi. Non si capisce nulla; c’è gente che urla dentro le orecchie, la tempie che pulsano e gli occhi già lacrimano per la fatica e per il sudore. C’è Andy Schleck, il piccolino, che fa schifo da quanto pedala bene mentre Franck, il maggiore, che è scivolato dietro con la sua maglia gialla. Forse è in difficoltà.
Menchov ha mollato e lo passiamo senza pietà; fuori un altro, dopo Vandevelde ieri… questo era pericoloso per via della crono. Sastre tira dritto ma non mi preoccupa. E’ un piazzato ed a crono è un chiodo. Non mi faccio fregare da Frank che sta facendo il furbo. Siamo rimasti pochi e siamo quelli che si giocano il Tour. Tutti ora mi guardano; credono di fregarmi con la storia di Sastre là davanti. Se solo i due fratellini la smettessero per un attimo di scattare potrei recuperare quel chilometro in apnea. Tanto più che così rientra anche Menchov; non sanno correre. Poi c’è Kohl che proprio non si capisce cosa voglia fare; prima tira poi soffre, poi scatta come un invasato, poi soffre ancora.
Io mi tengo stretto Frank perché si vede che tra un po’ accelera. Mica la molla a Sastre, la maglia gialla. Ora ne mancano otto di chilometri, e vedrai che tra un po’ parte. Meno male che la maglia non la indossa il fratellino perché quello ci avrebbe bastonato tutti quanti. Dio quanto è caldo, questo dolore alla spalla proprio non lo sopporto. Dicono che non entusiasmo ma vorrei vedere quelle facce da morto dei giornalisti in sella a quest’affare, con “sti” ragazzotti che ti fanno diventare matto. Hanno smesso di scattare ma nessuno tira. Non vado certo io. Mica ho la maglia, io. La vorrei quella maglia. Ce la avevo quella maglia. Poi a Pratonevoso l’ho dovuta mollare. Proprio non ce l’ho fatta a seguire quegli ultimi scatti. Sempre Kohl. E’ lui quello che fa più male di tutti. Sastre là davanti non ci starà credendo. Lo stiamo lasciando andare. Ecco il tornante degli Olandesi. Ho sempre un po’ di paura a passare di qui. C’è pieno di ubriachi, di pazzi scatenati. Li odio, a volte, i tifosi. Siamo ancora fermi. Dio buono, quello là davanti non lo prendiamo mica più. Adesso però Frank scatta, io posso anche tenerlo e così salviamo il Tour. Menchov è di nuovo con noi. Pensavo d’averlo fatto fuori. Lui sì che mi preoccupa. E mi preoccupa anche Frank che continua a chiacchierare col fratellino. Continuano a guardarmi. Non vedono l’ora di partire… e sarebbe anche il momento visto che lo Spagnolo la davanti non molla. Ma che cavolo aspettano a partire? Quattro all’arrivo e qui nessuno si muove. Kohl non ne può più, Menchov è un miracolo che sia qua, i tre AG2R son già contenti di stare con noi. Caro Frank, se non vuoi perdere la maglia è meglio che ti muovi. Dai, diglielo tu, Andy. Diglielo che così perde il Tour. Ma perché cavolo mi guardi? Vai, parti. Che mi guardi a fare?

Tour 2008 - "Dalla strada Ed ci racconta..." - Almeno per ora


Ciao Ale! Oggi ho viaggiato nel cuore della carovana del Tour con la Festina! Stanotte faremo tardi (meglio dire domattina). Steegmans finalmente ce l’ha fatta vincendo una tappa a lungo inseguita; così Lefevre tira un bel sospiro di sollievo. Carlos entra nella leggenda e Bjarne piace a tutti – almeno per ora. Ciao Ale, cercheremo di inviarti alcune foto al più presto.




Ale! Ciao! I was with Festina in the caravan today. It may be up tonight, but most likely tomorrow. Steegmans goes from a long way to take a stage win that took a long time. Gert celebrates; Lefevre breathes a sigh of relief; Carlos becomes legend and Bjarne is nice to everyone – for the moment. Ciao Ale, we will try to get some pics away to you soon.


Foto e parole: Ed & Martin di PezCyclingNews

domenica 27 luglio 2008

Speciale Tour de France 2008 - Spariamo a zero

Finisce il Tour. Un plebeo, Sastre, attraverserà Parigi con indosso il trofeo più importante del ciclismo: la maglia gialla. Se qualche anno fa mi avessero detto che Sastre avrebbe vinto un Tour non ci avrei mai creduto. Sastre è un corridore regolare, un piazzato. Un fondista. Ma in lui non riesco proprio a trovare neppure una delle caratteristiche che un vincitore del Tour dovrebbe possedere. Ma non voglio criticare Sastre. Merito alla sua tenacia ed ai suoi sacrifici. Lui è il vincitore sulla strada ed oggi nulla più di questo conta. Sui gradini del podio salgono Cadel Evans (ancora secondo dopo lo scorso anno) e Kohl. L'Australiano è un degno avversario di Sastre. Stesse caratteristiche, stessa propensione al piazzamento (lui, però, si conferma ancora). Kohl è il volto nuovo. Da gregarione a "super stellare" su ogni terreno. Su di lui aleggiano sospetti irripetibili da ogni dove.
Super stellare? Leggiamo bene la classifica perchè nei primi dieci scopriremo anche quel Vandevelde che fu prima maglia rosa al Giro e poi disperso sul cocuzzolo di Agrigento...
L'impressione è che di super stellare in questo Tour non ci sia stato nulla. Proprio nulla.
Mi è piaciuto Schleck. Chi dei due? Entrambi. Mi è piaciuto Nibali ed anche Kreutziger. Anche Efimkin. Ma ne deve passare acqua sotto i ponti.
Godiamoci oggi i Campi Elisi e poi azzarderò un analisi tecnica e critica della corsa. Perchè per capire chi dove e come dobbiamo fare un passo indietro e risalire sull'Alpe. Ma non assieme a Sastre. A ruota di Frank Schleck. Il Tour 2008 si è deciso su quella ruota.

Tour 2008 - "Dalla strada Ed ci racconta..." - La Grande Illusion

Ciao Ale! La TV Francese titola "La grand Illusion" riferendosi a Cadel che ormai era alla frutta. Così Riis vince ancora, anche se è stato Sastre a pedalare; tutto sommato ci ha fatto vedere una bella azione sull'Alpe. Oggi ci godremo - il grande Circo dei Campi Elisi - Ti manderemo alcune foto.

Ale! Ciao! On French TV they said, "La Grande Illusion", it was a bluff from Cadel, he was exhausted. Riis wins again, but Sastre rides the bike, at least ha gave us an"exploit" on L'Alpe. And today - The Circus - We will send pics later, Ed.
Foto e parole: Ed & Martin di PezCyclingNews

venerdì 25 luglio 2008

Tour 2008 - "Dalla strada Ed ci racconta..." - In moto!!!

Guardate che sorpresa mi fa Ed! Un saluto da una moto del Tour! Incredibile. Un esperienza unica. Che costringeremo a farci raccontare. Adesso è troppo impegnato ma, vedrete... lo convinceremo!
Ciao Ale! Ti abbiamo spedito qualche foto. Oggi è stato uno dei giorni più belli della mia vita; non solo "al Tour" ma "dentro il Tour"! Me ne sono nuovamente innamorato! Domani Sastre verrà giudicato: colpevole o innocente? Soltanto il tempo potrà emettere la sentenza. (Sto diventando Philippe Brunel?)
Ciao! Ale! We have sent you some pics. Today was one of the greatdays of my life, not juston the Tour, in the Tour! I'm back in love with her! Tomorrow Sastre is on trial, guilty or innocent? The stop watch will deliver the verdict. (Perhaps I am becoming Philippe Brunel?)

Tour de France 2008 - "Dalla strada Ed ci racconta..." - L'ultima salita

Continuano le corrispondenze "di fortuna" con Ed dal vivo del Tour. Ieri è stata un'altra lunga giornata tra interviste, trasferimenti e invio di materiale in redazione. Allora ecco che un'oretta ricavata dal passaggio della corsa diventa l'unico svago di due cronisti stressati. Ma oggi per Ed sarà un gran giorno visto che salirà sul groppone di una delle moto-foto per seguire l'intera tappa. Un esperienza eccezionale. Chissà che domani, il nostro amico, ci racconti qualcosa di ciò che è accaduto.
Bon jour Ale. Il BlackBerry è ancora scassato! Ieri avrebbe dovuto essere ancora un giorno di attacchi da parte della CSC, invece Cadel ha certamente ringraziato; “un bel modo per salvarmi le gambe prima della crono!” Abbiamo (Ed & Martin) passato un oretta con la gente del posto lungo l’ultima salita del Tour di quest’anno – davvero tres jolie.

Bon juor, Ale. Still the BlackBerry has the bad mood! Yesterday was to be the day that CSC attacked again, instead Cadel said; “thank you, this saves my legs for the time trial, nicely!” We had an hour with the French people on the last big climb – it was tres jolie.
Foto e parole: Ed & Martin di PezCyclingNews

giovedì 24 luglio 2008

Tour de France 2008 - L'imboscata di Saint Etienne (c'era una volta)

Oggi il Tour affronta una tappa sulla carta interlocutoria. I protagonisti della classifica devono preparare i loro motori per la decisiva cronometro di Sabato. Si arriva a Saint Etienne, classico approdo della “Grand Boucle”. Normalmente, questo genere di tappe finisce per essere un appetitoso boccone per chi non è ancora riuscito a strappare un successo. Pozzato, per esempio. Ma io mi sono fatto un altro “film”. Vorrei tanto che questo Tour così “low profile” si smentisse e ci regalasse finalmente una tappa degna della sua storia. Si arriva a Saint Etienne e vorrei tanto vedere delle imboscate, degli attacchi decisi, dei complotti. Si arriva a Saint Etienne dove diciotto anni fa (quanto tempo, a me sembra ieri…) si scrisse una delle pagine più belle del ciclismo moderno. L’imboscata orchestrata da Lemond a Chiappucci. Vale la pena raccontarla.
Era l’anno delle “notti magiche”; un caldo bestiale. Il Tour girava al contrario rispetto a quest’anno ed una fuga aveva caratterizzato la prima parte della corsa. Quattro coraggiosi avevano “strappato” al gruppo un permesso di dieci minuti, sin dal primo giorno. Quei dieci minuti, per due di loro (Bauer e Maasen), si erano polverizzati nel giro di una tappa; quella che arrivava all’Alpe d’Huez. Ma il Francese Pensec e lo sconosciuto Chiappucci erano rimasti, a sorpresa, con il vantaggio praticamente intatto a giocarsi maglia gialla e, forse, il Tour!
Un bel guaio per Lemond, che aveva strappato alla squadra Francese “Z” il primo contratto miliardario (c’erano le lire) nella storia del ciclismo con l’obbiettivo dichiarato di vincere il Tour de France. Si mise ancor peggio il giorno successivo all’Alpe, quando Pensec, compagno di squadra di Lemond, perse maglia e mutande nella crono-scalata di Villard de Lans. Lingualunga Chiappucci, in giallo baciato dalla mamma, con una sola tappa Pirenaica davanti (la seconda, che cavalcava l’Aubisque era ridicola), diventava a sorpresa il favorito assoluto del Tour.
Dopo un giorno di riposo gestito sciaguratamente da Chiappucci, occupato in decine di interviste, il Tour puntava su Saint Etienne con una tappa di media montagna; una di quelle dedicate alle lunghe fughe. Scattò il trappolone.
Pensec fuggì e guadagnò subito terreno. Ci dava come un pazzo, la davanti. Recuperava il vantaggio perso nella crono e tornava virtualmente in giallo. Chiappucci mise la Carrera a tirare. La squadra, già di per se deboluccia, si sfinì nel lungo inseguimento al caldo, sui saliscendi del Midì. Eppure ce la fecero, i compagni del “Chiappa”; acchiapparono Pensec ai piedi dell’ultima salita. Solo a quel punto, però, apparve chiaro il piano diabolico. Lemond attaccò Chiappucci, rimasto senza più squadra e già provato dal lungo inseguimento. Chiappucci non fu in grado di reagire e perse cinque minuti in una tappa tutto sommato insignificante. Oltre al danno, la beffa; Pensec arrivò attardatissimo, segno che quella sua fuga era nient’altro che un bluff. L’unico scopo di quella azione era stato quello di eliminare tutti i gregari di Chiappucci.

Tour 2008 - "Dalla strada Ed ci racconta..." - Nostalgia


Ciao Ale! Mi spiace di inviarti ancora il testo via SMS ma Martin è al lavoro sul computer ed il mio BlackBerry è ancora fuori uso per le emails. E’ la mia quarta volta sull’Alpe d’Huez; qui sopra ho visto vincere Hampsten, Conti, Pantani ed ora Sastre. Marco era il più veloce di tutti, fissava la strada davanti a se, con il sole che si rifletteva sul capo rasato, ed il sudore che gocciolava dal naso, impressionante, indimenticabile. La folla chiede un altro scalatore così – oggi c’era la metà della gente che io ricordi. Ad ogni modo, Sastre entra a far parte della leggenda – vincerà però il Tour? A domani (ti invieremo qualche foto stanotte).

Ciao! Ale! Sorry the words are SMS but Martin is on the computer and still my BlackBerry does not send emails. L’Alpe d’Huez, my fourth time; Hampsten, Conti, Pantani and now Sastre I have seen win here. Marco was fastest, staring at the road ahead, the sun reflecting from his bald head, the sweat dripping from his nose, impressive, unforgettable. The crowds need another climber – there were half the fans here that I remember. Anyway, Sastre becomes part of the legend – but does he win the Tour? A domani (we’ll send some pics tonight).


Foto e parole: Ed & Martin di PezCyclingNews

mercoledì 23 luglio 2008

Speciale Tour de France 2008 - Trappolone

Io l'ho capita dopo Evans. Fino ai due dall'arrivo ho continuato a pensare che fosse davvero Frank Schleck il capitano della CSC. Mi aspettavo il super scatto da un momento all'altro. Così mentre scricciolo Sastre dondolava e guadagnava continuavo a non capire il comportamento della maglia gialla.
Evans l'ha capito prima di me che era Sastre il lupo cattivo ma lui stesso ci è arrivato forse un po' tardi. Soltanto sabato però sapremo chi ha fatto meglio i conti visto che solo allora potremo sapere se effettivamente il vantaggio accumulato oggi dallo Spagnolo basterà a tener lontano il canguro dalla sua maglia.
Così Frank Schleck perde la maglia proprio nel giorno in cui aveva evitato di indossare l'orribile body unicolor. Vedremo Sastre, già domani cosa ci proporrà.
Ancora una nota. L'Alpe d'Huez è un santuario del ciclismo e merita scontri epici sui suoi tornanti. Quest'anno è andata così. Ma per le partite a scacchi, prossima volta, che usino le panchine.

Lettera aperta a Riccardo Riccò


Buongiorno Riccardo, provo a scriverti qualche riga.
Credo che a questo punto della storia, comunque vada, il ciclismo c'entri più poco o niente.
La tua carriera, quella per cui hai speso tanti anni in sella, ha preso una svolta tanto repentina, quanto incorreggibile. Qualsiasi cosa accadrà, qualsiasi cosa farai, non si potrà più tornare indietro. Ciò che è accaduto segnerà comunque il passo a quella che sembrava una meravigliosa storia di ciclismo.
Allora non vale più la pena di parlare di ciclismo. Bisogna parlare di uomini.
E’ toccato a te. Sono convinto che poteva toccare a qualcun altro o forse sta per toccare a qualcun altro. E’ tutto così fragile, adesso. Noi sportivi non abbiamo più certezze.
Allora parliamo di uomini e lasciamo stare il ciclismo.
Tu sei un uomo, Riccardo? Io credo di si.
Ti ricordi quando criticavi i “vegetali”?
Anche allora parlavamo di uomini, vero? Di uomini che fanno ciclismo. E tu dimostravi di saperti assumere responsabilità da uomo, quando annunciavi un attacco e poi lo eseguivi secondo copione. Magari perdendo, ma l’attacco lo portavi. Tu non hai mai vinto la Milano Sanremo. Mai vinto il Lombardia. Mai il Giro e neppure il Tour. Però a noi piacevano i tuoi attacchi proprio perché annunciati e quindi tanto attesi. E quant’è bello, nel ciclismo, quando i protagonisti annunciati non deludono.
Oggi si dice che tu potevi permetterti di assumerti certe responsabilità perché giocavi sporco.
Io non credo sia così. Credo invece che sia comunque difficile fare certe cose. Credo sia comunque difficile fare ciò che tu facevi.
Adesso, Riccardo, è di nuovo il momento di assumersi una grande responsabilità, e sono convinto che in cuor tuo non vedi l’ora di farlo. Perché certi cavalli non si domani mai.
In tanti ti stanno dicendo cosa fare ma tu ora devi fare ciò che è giusto.
Per chi? E’ questo il punto.
Valgono qualcosa tutti quegli anni passati sul sellino della bici? Vale qualcosa il ciclismo per te?
Ti è toccata questa salita. In troppi, prima di te, non l’hanno saputa domare. Perché questa salita non si supera con le gambe ma con il coraggio che solo responsabilità e rispetto per se stessi possono dare, ad un uomo.
Sarai solo, Riccardo. Perché adesso è più facile (molto più facile) allinearsi ai vegetali. Seguire la corrente che forse un giorno ti porterà ancora alle corse.
Certo, le corse. Segui la corrente e tornerai quasi certamente alle corse. Ma nulla sarà uguale a prima. Nulla.
Tu lo sai.
Potrai attaccare, vincere. Nulla tornerà indietro.
Neppure ad essere uomini si guadagnerà nulla, Riccardo. Allora perché affrontare da uomo la questione?
Semplice. Perché in questa storia il ciclismo non c’entra davvero più niente.
Qua si parla “soltanto” della tua vita.

Speciale Tour - "Dalla strada Ed ci racconta..." - Il villaggio fantasma

Seguire una corsa a tappe è roba da duri. Da quando poi esistono i cosiddetti supporti informatici è peggio ancora. Così il nostro amico Ed, ieri, ha mangiato bile fino a tarda notte per riuscire ad inviare a PezCyclingNews il suo lavoro quotidiano. Con il BlackBerry che misteriosamente non funzionava più. Ricevo da SMS su cellulare questa mattina.

Ciao Ale! Mi spiace di non averti inviato nulla ieri ma il mio BlackBerry non spedisce più email, per qualche ragione! Stiamo cercando di ripararlo oggi.
Parliamo della tappa: la Lombarda era davvero dura, ma bellissima. Mi è piaciuto molto il passo là in alto. Il Restefonde lunghissimo e terrificante laddove si erge un villaggio abbandonato! Schleck ha perso il Tour, ieri? Lo scopriremo soltanto oggi! (Cerco di inviarti qualche foto questa sera). Ciao, ciao.
Ciao! Ale! Sorry I did not get anything to you yesterday – my BlackBerry will not send emails, for some reason! We are trying to fix today. The stage: Lombarda very steep, very beautiful – I liked the cross. Restefonde very long, very scary at the abandoned village! Did Schleck loose the Tour, yesterday?We’ll find out today! (Pics for you tonight). Ciao, ciao.
Foto e parole: Ed & Martin di PezCyclingNews

Speciale Tour de France 2008 - Che montagne!

Splendidi i paesaggi montani della tappa di ieri. Avete visto che salite? Roba da 20 - 30 km ogni volta. Sono zone ancora vergini dove marmotte e poiane sono ancora padroni. Ieri il ciclismo ha invaso quelle vette. A dire il vero è stata una timida visita; mi aspettavo più gente sia sulla Lombarda che sulla Bonette. Il Martedì non aiutava di certo, però, più che al Tour, sembrava di stare alla Vuelta.
Evidentemente non solo io considero la corsa di quest'anno una mezza corsa. La mancanza di un vero faro, di un campione autentico, si fa sentire. Vedremo oggi sulla mitica Alpe d'Huez.
Un puledro di razza è certamente quell'Andy Schleck che tutti abbiamo conosciuto lo scorso anno al Giro. Non fosse stata per la cotta di Hautacam sarebbe decisamente in ballo per soffiare al fratello la maglia gialla.
Ieri è saltato Vandevelde, e questa è una buona notizia. Diciamo la verità, la davanti proprio non ce lo vedevo. Meglio, a questo punto, non vederlo proprio.
Oggi l'Alpe d'Huez, si diceva. Salita mitica di ventuno tornanti. Ma prima I Giganti della Maurienne: Galibier e Croix de Fer. Vedremo altre alchimie tattiche della CSC o ciclismo vero?

lunedì 21 luglio 2008

Tour 2008 - "Dalla strada.Ed ci racconta..." - Bruz


Giorno di riposo! Eppure dobbiamo lavorare! Oggi abbiamo intervistato O'Grady durante la conferenza stampa della CSC; bravo ragazzo Stuey. Poi abbiamo incontrato Adam Hansen e Dario Cioni. Abbiamo anche visto Bruseghin a Fossano; "Vai! Bruz!" - Si è messo a ridere e ci ha risposto "Vai!"
Ah, grazie per il bel tempo e... per il caffè!


Rest day ! But we must work ! We interviewed Stuey O'Grady at the CSC press conference this morning, a good guy. Later we are seeing Adam Hansen and Dario Cioni. We saw Bruz in Fossano; "Vai ! Bruz !" He laughed and shouted back "Vai !" Thank you for the weather . . . . and the coffee !
Foto e parole: Edmond & Martin di PezCyclingNews

domenica 20 luglio 2008

Tour de France 2008 - L'accozzaglia

Avete letto la classifica di questa sera? Illeggibile. Anche oggi si capiva ben poco in corsa con Frank Schleck che prima metteva il fratello alla frusta e poi boccheggiava assieme a Evans. Alla fine è riuscito a conquistare la maglia ma... che fatica!
Mi è piaciuto Kohl. Parecchio. Pedala con un bel fuorisella ed è molto potente. Domani il Tour si riposa e si interroga su chi davvero possa venire a capo di questa corsa senza capo ne coda. Poi due tappe (speriamo) decisive. Se casino deve essere lo sia completo. Da oggi, pertanto, si tifa per Kohl.

Tour 2008 - "Dalla strada.Ed ci racconta..." - Il volo

Oscar Pereiro Sio. Un terribile volo nella discesa del Colle dell'Agnello.



Casar. Ore ed ore da solo. Pur di arrivare e rimanere in gara.


Pereiro! Ho pensato fosse morto; io e Martin eravamo lì, quando ha sbattuto contro il paracarro ed è stato catapultato oltre finendo sino al tornante più in basso, sull'asfalto. Spalla e femore rotto, è fortunato! Altra nota: Chavanel. Si è staccato subito ed ha corso per oltre 100 km da solo finendo a quaranta minuti dal primo; merita rispetto. Una critica - vogliamo tempo migliore per la nostra prossima tappa Italiana.

Pereiro! I thought he was dead, we were among the first there, he hit a fence, was catapulted over the top and fell around five metres from one leg of the hairpin down to the next, landing on the tar. With a broken shoulder and wrist, he is very lucky! Chavanel, he was dropped on the first climb and rode more than 100 kilometres on his own, to finish at 42-59; we must give him respect. I have a complaint - we want better weather for our next stage in Italia !
Foto e parole: Edmond & Martin di PezCyclingNews

Tour 2008 - "Dalla strada.Ed ci racconta..." - Arrivati in Francia... voglia di Italia!


Ecco la nuova rubrica che vi avevo annunciato!. Il mio grande amico Ed ci racconterà il Tour con brevi, ma intensi messaggi e con qualche foto inedta. Edmond Hood è uno degli inviati di PezCyclingNews al seguito del Tour. Viaggerà assieme a Martin seguendo il Tour (tra mille difficoltà) con l'occhio privilegiato degli addetti al lavoro. Assieme abbiamo già seguito una Milano - Sanremo, un Giro di Lombardia ed alcune tappe del Giro d'Italia. Ed è Scozzese e ama il ciclismo. Ama anche l'Italia e gli Italiani. Vi proponiamo i suoi interventi liberalmente tradotti ed in lingua originale per gli amanti dell'Inglese verace. Buona lettura!



Ciao ! Ale ! 'Nous sommes en France, mon ami!'

Le notizie per l'Italia non sono buoen, ma a dire il vero non sono buone per tutto lo sport. Io e Martin non siamo riusciti a vedere la tappa oggi perchè il nostro aereo è arrivato in ritardo, ma abbiamo scattato delle belle foto e abbiamo assaggiato un nuovo digestivo! Ti spediremo le foto del magnifico Mont Ventoux dove il mio eroe, Tom Simpson, perse la vita.

Il Monte è circondato di campi di lavanda che profumano tutta l'aria attorno... una meraviglia. Domani seguiremo la tappa in Italia - forse riuscirò a bermi un caffè corretto! A domani, Ed.



Ciao ! Ale ! 'Nous sommes en France, mon ami!'

The news for Italy has not been good, but it's not good for the whole sport. We didn't manage to see the race today, our plane was late, but we got some great pictures and enjoyed a new digestif ! We'll send you a picture of the Mighty Mont Ventoux, where my hero, Tom Simpson died. There are lavender fields all around here and the smell is wonderful. Tomorrow we'll be in Italia - maybe I'll have a grappa with my coffee ! A domani, Ed.
Foto e parole: Ed & Martin di PexCyclingNews

sabato 19 luglio 2008

Tour de France 2008 - Verrrdissssimoooo


L'escalation verde pare abbia contagiato anche i giornalisti Spagnoli sul traguardo di Gap. Così almeno riportava l'inviata della RAI in telecronaca, che ha visto i colleghi con la maglia intonata al colore di Freire. Per la cronaca le mie gufate di ieri mi si sono ritorte contro, con Freire trionfante in versione Hulk, e Canvendish al gancio sul cavalcavia di giornata.
Il resto è caldo e arsura. Quello che i magnifici paesaggi Provenzali trasmettono in questa stagione. Il gruppo in mattinata aveva lasciato sulla destra il Gigante bianco di Provenza; il Mont Ventoux, che quest'anno non è stato scalato. Ma domani non aggirerà altrettanto semplicemente il Colle dell'Agnello. Salita ormai mitica del Giro d'Italia che il Tour affronta per la prima volta. L'Agnello è lontanissimo da Pratonevoso, eppure sono continto che accadrà qualcosa di molto importante già lungo questa tarribile salita.

Il versante Francese è meno ostico di quello nostrano, ma è più lungo. Inoltre, in cima, si arriva comunque alla stessa quota. Duemilasettencento e spiccioli, che fanno tremare le gembe solo a pensarci.

L'Italia aspetta il Tour. Io aspetto notizie dal mio amico Ed che seguirà la Grand Boucle per Pezcycling sino a Parigi. Chissà che, di tanto in tanto, non ci faccia qualche sorpresa?

venerdì 18 luglio 2008

Tour de France 2008 - Il giorno della grande delusione

Avete già capito di cosa sto parlando, vero? Veniamo subito al dunque; sino a due giorni fa indossava i pantaloncini ed il casco della squadra. Poi ieri l'ho visto con il casco verdastro intonato alla maglia che indossa, quale leader della classifica a punti. Era un segnale (cattivo). Che però ho colto solo in superfice, a livello di inconscio. Lo so, non ho giustificazioni. Ma ieri "cera" quel casino della positività di Riccò e mi sono fatto fregare.
Oggi che ti vedo?
Freire indossava a tradimento il terribile body verde. Perchè l'hai fatto, Oscar? Così adesso facciamo filotto. Evans body giallo. Freire verde e Nibali bianco. Cambiare, cambiare. Adesso si tifa Cavendish che pur avendo vinto ben quattro (!) tappe è soltanto secondo nella speciale classifica a punti. Chissà che domani gli riesca il sorpasso. Anche se la tappa che punta dritto verso le Alpi presenta un finale che sembra fatto apposta per Pozzato e per quelli come lui.
Avanti tutta. L'Italia aspetta il Tour. Almeno, sino a ieri era così.

giovedì 17 luglio 2008

Speciale Tour de France 2008 - CERA

Già perchè adesso dobbiamo imparare anche questa. A me Riccò piaceva. Lo chiamavo "il rosso", perchè mi aveva colpito il colore dei suoi capelli la prima volta che l'ho incontrato, a Pievebovigliana. Era una mattina limpida quel giorno; era limpida e fredda. Ero alla partenza di una tappa della Tirreno Adriatico; tappa che arrivava ad Offagna e che "il rosso" avrebbe poi vinto staccando Vinoukorov e Kloden. Quando mi si presentò davanti gli chiesi una foto. Madonna quanto è giovane - pensai. Mi colpì perchè si mise in posa; capii che stare al centro dell'attenzione gli piaceva da morire.
Da lì in avanti una continua ascesa. Lo scatto sul Poggio alla Sanremo, il Giro dello scorso anno con la vittoria alle Tre Cime e poi il meraviglioso Lombardia. C'era sempre lui, nelle foto più belle. C'era sempre lui a mantenere le promesse che sembravano sbruffonate. C'era. A me piaceva perchè sembrava quasi impossibile che fosse così convinto, così sfrontato. Mi piaceva perchè riusciva quasi sempre a far ciò che diceva (e quanto parlava...).
Così adesso mi piace pensare che almeno quel suo modo di fare era proprio suo, che almeno in quello egli era genuino. Il resto è adesso materia per dottori ed avvocati; materia per ottimi oratori. Ma a me piace il ciclismo e di solo ciclismo voglio parlare.
A me piaceva perchè attaccava e frantumava il gruppo, perchè rendeva tutto un po' meno scontato. Però in fondo l'ho sempre saputo. Ho sempre saputo che avrebbe potuto accadere. Allora perchè non ammetterlo? Mi sono divertito. Ci siamo divertiti. Anche se po' lo si è sempre saputo, almeno sospettato; vogliamo dire temuto? Ma sì, diciamolo.
Adesso comincia l'odioso balletto. Il balletto di chi vuole la confessione. Di chi vede il complotto di che sputa sentenze e di chi vuole fermare questo sport. Suvvia. Abbiamo già visto tutto questo. E non ci ha divertito neppure la prima volta.
Inutile adesso stracciarsi le vesti. Sono troppo malato di ciclismo per pensare che questo possa cambiare qualcosa. Inutile prendersela con il corridore, con il ciclismo, o con il mondo tutto.
Se ciò che "cera" adesso non c'è più.

mercoledì 16 luglio 2008

Tour de France 2008 - L'odiato body

Mi piacciono queste tappe del Tour che attraversano il Midi. Oggi a dire il vero si passava ancora sui Pirenei. I Bassi Pirenei, ma senza toccare salitone tipo Pahileres o Plateau de Beille. Si arrivava sempre nell'Arriege ma a Foix, in testa alla valle. Così il profilo era più quello di una tappa di transizione, con qualche trabocchetto. Fugone a lunga gittata e vittoria di Arvesen (Norvegese), che è proprio un bel corridore.
Dicevo che queste tappe, tipiche della seconda settimana, sono bellissime. La classifica è già delineata e non si corre più sul filo del nervosismo. Meno cadute, meno treni folli ad alta velocità. Spazio a chi ha coraggio e voglia di soffrire. Si, soffrire. Perchè la in fuga è durissima. Il caldo di quei posti ti schiaccia e ti spegne piano piano.
Da notare che è tornato in gruppo l'odiatissimo body giallo. La pessima iniziativa è firmata Cadel Evans. Guferemo alla grande.
Non sono riuscito a scorgere Riccò con la maglia a pois mentre Freire porta maglia verde e pantaloncini dei colori sociali; la classe non è acqua.

martedì 15 luglio 2008

Tour de France 2008 - Orco cattivo cercasi

Si diceva che avremmo dovuto cercare tra i giovani il padrone della corsa, e che ci succede sull’arrivo di Hautacam? Accade che primo è Piepoli (quasi quarant’anni) e maglia gialla è Evans (oltre trenta). Chiudo il blog? Mi do alla pesca?
Forse no.
Una corsa così disordinata, al Tour, non si era proprio mai vista. Dopo due tappe Pirenaiche non si è ancora capito poi molto, e le debacle di Cunego e Valverde, ampiamente annunciate, non soddisfano del tutto la nostra voglia di veder soffrire.
Kirchen perde la maglia gialla, ma è quasi un eroe; ammetto che me lo sarei aspettato molto più indietro in classifica, a questo punto. Evans la conquista con la solita regolarità. Menchov e Sastre sono solo anonime comparse di un gruppetto moscio che, a sorpresa, comprende anche Riccò; là davanti a tutti Piepoli fa il Riccò vincendo su una salita splendida per paesaggio e per gente.
Poi ci sono le sorprese. Cobo, Kohl, Vandevelde, Efimkin e Nibali. A parte Vandevelde che si scopre uomo di classifica a trentadue anni, tutti gli altri sono giovincelli.
Che tra loro ci sia l’orco cattivo che stiamo aspettando?
Certamente Nibali non è un buono, così divorato dalla rivalità con Riccò. Sale di rabbia e rincorre ogni scatto del rivale. Per adesso è inferiore al “rosso”… per adesso.
Riccò, da parte sua, ha già dimostrato quanto orco possa essere.
Efimkin è Russo ed è per forza cattivo, mentre Kohl ha la faccia da cattivissimo. Cobo lo conosco meno; il nome non è da orco, ricorda più l’orso buono amico di tutti.
Così, mentre il buon Cobo vagava nel bosco in cerca di miele, spalle al tramonto spunta Frank Schleck; tutti aspettavano il fratellino Andy (che è invece piomba a picco), ma è il maggiore che fa la corsa per la classifica e quasi acchiappa la maglia gialla.
Ma non può essere lui l’orco cattivo. Lui, semmai, è il bel Principe con la stellina brillante sul sorriso. Che dobbiamo aspettarci?
In una favola che si rispetti l’orco mangia il Principe sputacchiandone i denti uno ad uno.
Cercasi orco disperatamente.

domenica 13 luglio 2008

Tour de France 2008 - Non ha alcun senso (o forse si)

Premessa. Riccò non è stato lasciato andare. Riccò se n'è andato con uno scatto poderoso dopo aver messo alla frusta, grazie alle accelerazioni di Piepoli, il gruppo dei favoriti. E' giusto però osservare che la reazione dei "big" è stata sottotono. Anzi, a dirla tutta, non si è vista alcuna reazione. Addirittura Valverde ridacchiava con lo stesso Piepoli in fondo al gruppo. Dove era la maglia gialla (pur senza ormai compagni)? Dove era Evans? Dove era l'armata CSC? E Menchov?
C'è da chiedersi se questo Tour interessi davvero a qualcuno. Meglio così; Riccò guadagna un minuto e rotti in una tappa che pareva destinata a non offrire emozioni.
Da tempo ho espresso grosse riserve sui cosiddetti corridori da classifica di questo Tour. Sono sempre più convinto che la "vecchia guardia" (Evans, Menchov, Sastre e mettiamoci dentro anche Cunego, Schumacher e Valverde seppur giovani ma più dotati per le corse di un giorno) abbia più poco da dire e che le cose migliori le vedremo dai giovani (Riccò, Schleck e si faccia avanti chi ha coraggio).
Penultima nota di giornata; l'inseguimento più convito a Riccò lo ha portato Nibali. Il suo acerrimo rivale.
Ultima nota; Kirchen rimane in giallo e devo dire che mi fa piacere. E' uno dei pochi che indossa i pantaloncini del colore sociale anzichè travestirsi con l'odiato body del leader che una decina d'anni fa tirò fuori Cipollini. Il body giallo (e quello rosa per il giro) sono una vera carnevalata. Evviva Kirchen che dimostra un po' di stile.

sabato 12 luglio 2008

Tour de France 2008 - L'ombra dei Pirenei

Sono arrivati, i Pirenei. Sono là dietro, tanto vicini che si può quasi toccarli. Li vedi, laggiù, i Pirenei? Oggi non si vedevano, in effetti, visto che c'era un cielo talmente basso da coprire orizzonte e canicola. Si, perchè se è vero che pedalare con la pioggia non è un piacere è altrettanto incontestabile che nel Midi Francese quando il sole la fa da padrone c'è da preoccuparsi. Tolosa mi ricorda i crocevia dei miei viaggi verso i Pirenei del Tour. Ricordi di tangenziale rovente e desolata. Poi i Pirenei dalla doppia faccia. Quella dell'arsura, fatta di sole ed asfalto che si scioglie e quella della nebbia, fatta di angoli tetri e umidi. Comunque sia montagne inospitali, quasi come la gente che li popola.
Ma di quì non si scappa, ed i corridori lo sanno bene. Da domani ci sono tre giorni di Pirenei e Lunedì sarà il peggiore. Magià domani si gioca a chi c'è, c'è. Perchè per chi non ci sarà, che sia canicola o tetra nebbia poco importa: sarà terribile.

venerdì 11 luglio 2008

Tour de France 2008 - Va male: parliamo (ancora) di Cunego

Al Tour la caduta ci sta. Si viaggia al limite per tanti chilometri ed è facile perdere lucidità. Diciamo che può capitare, anche se una gamba in buona condizione aiuta ad evitarle, le cadute. E' toccato a Cunego che capitombola ad un'ottantina di chilometri dal traguardo procurandosi una bella strisciatona che lo farà impazzire dal bruciore questa notte. Davanti intanto tutti i migliori prendono il largo. Ci sta. Erano fasi concitate, il vento, il gruppo che si spezza. Chi è davanti ci da dentro, la guerra è guerra. Che fa il nostro? Non trova di meglio che mettersi in testa al suo plotone a trenare come un forsennato per recuperare sui primi.
A vedere certe cose ti cascano le braccia.
Questo sarebbe il Cunego che è venuto quì a vincere il Tour? Ma chi lo guida in ammiraglia? Non sa, Cunego, che certi errori si pagano con sonanti interessi?
Ricordo un Tour, era il 1991, in cui Indurain in maglia gialla (fu il suo primo Tour) si fece sfuggire un nutrito gruppo di avversari. Si mise con la squadra ad inseguire e diede alcuni cambi. Quella sera Delgado lo rimproverò severamente.
E' proprio in certi frangenti che un capitano dimostra di essere all'altezza. Saper muovere la squadra, saper allacciare le giuste alleanze, stare davanti e non sul ciglio della strada. Sono queste le cose che deve fare un capitano perchè poi, in certi momenti, queste cose vengono bene.
Oggi Cunego ha sbagliato. Ma stasera ci sarà qualcuno della sua squadra che lo rimprovererà?

giovedì 10 luglio 2008

Tour de France 2008 - Va bene: parliamo di Cunego

Perchè di Riccò s'è già detto tutto. La sua prima vittoria al Tour è stata talmente entusiasmante da accendere speranze persino imbarazzanti. Per la generale c'è un certo Evans che oggi è arrivato terzo e non scherza affatto. Il rosso ha le carte in regola per fare una classifica esagerata, ma non dobbiamo neppure dimenticare che ne viene da un Giro molto impegnativo. Ciò che arriverà sarà graditissimo, ma meglio (per ora) volare bassi.
Da annotare il cambio di maglia, dopo che Schumacher se n'è liberato capitombolando sul compagno di squadra Kohl, ai duecento dall'arrivo. Domani sarà Kirchen a gestire il primato. Siamo ancora ben lontani d'aver trovato un "padrone", ma la classifica è almeno un tantino più leggibile.
Ora parliamo di Cunego. La legnata di oggi non deve stupire più di tanto. Cunego mi ricorda, sotto certi aspetti, quel grandissimo corridore che è stato Gianni Bugno. Anche Bugno vinse un Giro e poi faticò moltissimo, gli anni successivi, a gestire le tre settimane delle corse a tappe. Anche Bugno sapeva imporsi, con grande ecletticità, anche nelle corse di un giorno. Cunego ha classe, e non si discute. Mi viene il dubbio che le corse a tappe non siano esattamente per le sue corde, nonostante non lo si possa definire come un tipico cacciatore di classiche. Non è solo un dubbio mio, chiaramente. Aspettiamolo, perchè alla fine tirerà fuori comunque una classifica dignitosa. Ma non aspettiamoci certamente la maglia gialla. Forse, neppure il podio.

mercoledì 9 luglio 2008

Tour de France 2008 - Santo cielo... Vogondy

Mamma mia che finale. Vogondy era praticamente sulla linea quando è stato risucchiato dal gruppo a velocità tripla. Confesso: per la prima volta nella mia vita ho tifato Francese con tutta l'anima. Non si può perdere così, perbacco.
Nulla da togliere a quella scheggia di Cavendish, che è davvero un gran bel velocista, ma il gesto solitario del Campione nazionale transalpino era tutto un'altro spettacolo.
Che ne pensate dei commenti dei corridori Italiani post-tappa? "Questo è il Tour. Questo è il Tour". Che vuol dire?Sappiamo benissimo che è il Tour ma evidentemente si vuol giustificare un'altra giornata a vuoto. Intanto siamo alla quinta tappa ancora a bocca asciutta.
Domani Superbesse ed il Tour, che trova le prime salite, deve prendere finalmente una fisionomia. Temo però che l'anarchia totale continuerà. Manca un padrone e francamente ce ne sarebbe tanto bisogno.
Per noi, per il ciclismo. Per il Tour.

lunedì 7 luglio 2008

Tour de France 2008 - A tutta, a tutta!

A giudicare dagli abiti indossati dagli spettatori lassù in Bretagna fa freschino. Noi, boccheggianti davanti alla TV, li invidiamo quasi, i poveri Bretoni, che invece devono vedersela davvero maluccio, se in pieno Luglio sono costretti ad indossare pantaloni lunghi e giubbini antivento. Non invidiamo invece i corridori, che tra medie folli, cadute e ventagli non stanno certo congelando. L'atmosfera in gruppo è anzi caldissima, e forse si raffredderà soltanto domani sera quando, grazie alla crono, le gerarchie saranno più chiare a tutti. Si, perchè finora non si è capito poi molto se non constatare che Valverde ha una buona gamba. Un po' pochino; era oltretutto prevedibile, per un favorito della vigilia.
Spazio agli specialisti pertanto, e chissà che il nostro Bruseghin non possa inventarsi la crono della vita ed indossare la maglia gialla?

domenica 6 luglio 2008

Tour de France 2008 - Guarda laggiù, la strada del Tour!

Lo so, l'immagine ed il titolo di questo post campeggiano già da qualche giorno in Home. Mi piace riproporlo oggi perchè nell'arrivo di ieri il "rosso" si è fatto rispettare. Bene così. Questo Tour ha bisogno di un corridore come Riccò ed auguriamo ad entrambi che il Modenese riesca ad imporre in qualche tappa la sua corsa. Piepoli questa volta c'è e ci sono anche le salite.
Intanto la maglia gialla se l'è "pappata" Valverde che, come un orco cattivo, ha poi urlacchiato sulla linea d'arrivo. Bella progressione, non c'è che dire. Mangiato anche Kirchen in un sol boccone. Che il Lussemburghese possa essere un pretendente al podio, come si sente da più parti dire, pare una bestemmia; non tanto per la scelta dei tempi (sbagliati) di ieri, per carità, ma perchè proprio su quei gradini non ce lo vedo. Va bene che è un Tour che parte a basso profilo... ma non esageriamo!

sabato 5 luglio 2008

Tour de France 2008 - Che l'estate prenda il via!

Oggi parte il Tour de France e mi accorgo che è cambiato qualcosa. Il Tour è sempre il Tour, per carità, ma mi accorgo che sul mio entusiasmo pesano le disgraziate edizioni degli ultimi due anni. C'era una volta il tempo in cui la partenza del Tour segnava l'inizio della mia estate. Ed allora si partiva sulla via di quelle strade che tagliavano l'assolatissima Francia. I viaggi erano lunghi e faticosi ma poi si tornava a casa con il rullino pieno di foto di campioni e di imprese. Erano i Tour di Indurain, di Ullrich di Pantani, di Armstrong. Oggi parte ancora una volta il Grande Tour de France e comincia l'estate. Buttiamoci ancora una volta a cuore aperto, perchè la maglia gialla merita rispetto. Ma che sia chiaro; altrettanto rispetto va riservato alla gente che, ancora una volta, si lascia rapire dall'estate che corre sulle strade di Francia.