sabato 24 luglio 2010

Tour 2010 - Tutti gli errori di Andy

E' finita. E solo adesso è chiara la sequela di errori inanellati dal corridore Danese. Nella cronometro finale il giovane Andy ha avuto il coraggio di bluffare. E' partito al massimo, forse anche di più. Peccato che quel marpione di Contador, pur in giornata così e così, non ci sia cascato ed abbia fatto girare le gambe ad un ritmo costante. Bravo Andy, finalmente ci hai provato.
Passiamo agli errori. Sino alla Madeleine nessuno. Un Tour perfetto. Addirittura sul pavè ha guadagnato laddove tutti (io per primo) lo davano sfavorito. Poi sono arrivati i giorni dei Pirenei ed il ragazzo ha perso la testa.
C'era bisogno di fare l'isterico verso Aix? Ovviamente no. Andy indossava la maglia e quell'atteggiamento di marcatura a uomo ha soltanto convinto Contador di essere il vero faro della corsa. Quel giorno bisognava rilanciare ed accettare la sfida.
Balès. Beh, quì ci ha pensato la sfiga, ma se quell'attacco fosse arrivato il giorno prima allora forse...
Tourmalet 1. Era la tappa giusta. Era la tappa in cui fare casino, quello vero. Nessuno l'ha capito. Andate a vedere in quale tappa Contador ha perso la Parigi Nizza lo scorso anno (mica è imbattibile).
Tourmalet 2. Tappa sopravalutata e mal interpretata. Inutile sfidare Contador al suo gioco preferito. Nessuno ha staccato lo Spagnolo in salita. Pensare di farcela è stato un atto di superbia.
Andy Schleck è giovane. Se legge il mio blog (ne sono certo, eh eh eh) e riflette sui punti sopra non potrà che migliorare.
Adesso godiamoci l'ultima sfida. Petacchi che punta alla maglia verde.

Tour 2010 - Come Lemond e Fignon (al contrario)

Non rivivremo le stesse emozioni di undici anni or sono. Oggi si parte con otto secondi di distacco e si finirà con una differenza più pesante. Quella volta fu l'esatto contrario. D'altra parte questo Tour non merita un finale cattivo. Questo Tour è ormai figlio delle scellarate scelte dei suoi stessi proprietari. Scelte, che a ben vedere, hanno radici lontane. Forse, attechite proprio quel caldo pomeriggio di Luglio di ventuno anni fa.
Quando il Tour scelse di uscire dalla nicchia dove era stato protetto (e nascosto) con tanto amore da Descgrange e Goddet, la sfida diventò quella di renderlo un evento commercializzabile. Un qualcosa cui persino gli Americani potessero comprendere ed amare. Tale scelta non era sbagliata. Furono anni splendidi, in cui il Tour diventò il faro unico di un ciclismo, che nei grandi campioni di allora, teneva salde le sue radici. Inutile girarci attorno, Indurain fu un grandissimo leader, un uomo concreto. Un grande campione. Ma agli Americani serviva un Americano. Lemond fu un pioniere, giunse Armstrong. Fu anch'egli un grande leader, ed il giocattolo cominciò a funzionare. Quelli del Tour persero la testa. Combattuti tra la voglia di incassare, ed il desiderio di conservare, gettarono ai rovi tutto ciò che di serio si era costruito e bruciarono una generazione intera di campioni.
Crebbe così la generazione del nulla. Dei bambocci. Dei corridori che, mentre pedalano, pensano all'immagine. La generazione del "cinque" sul traguardo, annebbiata dai soldi che arrivano dagli sponsor anzichè dai premi di gara. La generazione degli auricolari e della fottuta paura di apparire cannibali.
Il Tour del 2010 avrebbe potuto passare alla storia come il Tour cattivo. Quel duello rusticano della Madeleine era ben più d'una promessa. L'isteria del Aix ci poteva in fondo stare. Lo sgarbo del Balès era il segnale della vera sfida. Il ginocchio tremolante della maglia gialla ridotta a piedi è l'immagine di uno sport crudele, ma vero.
Ma la sfida è stata tradita.
Chissà che oggi, a cronometro, in un esercizio che li vede separati, i due non tirino fuori tutti i loro sentimenti. Sogno di scorgere almeno uno sguardo d'odio.
Non cerco wrestling. Non cerco gesti plateali. Non cerco video piagnoni su youtube.
Fateci vedere che siete esseri umani.

giovedì 22 luglio 2010

Tour 2010 - Quei bravi ragazzi...

Ce lo dicano, Andy ed Alberto, a chi dei due andrà la vittoria la prossima volta. Ci facciano sapere, da bravi ragazzi quali sono, chi dei due regalerà una tappa del Tour all'altro. Che non sia mai che li vediamo scannarsi per una vittoria di tappa sul Tourmalet. Per carità. Loro sono bravi ragazzi e l'immagine viene prima di tutto. Guai a vederli cattivi ed egoisti. Loro sono belli, buoni e generosi. E se Contador l'altro giorno sul Balès ha fatto il biricchino, è stato soltanto perchè gli è scappato. Ma poi, angelo d'un ragazzo, ha fatto ammenda. Subito, con un bel video su youtube dove assicura che, guai, non lo farà mai più. Evviva, evviva, tutti felici. Felici anche gli spettatori, che ormai hanno capito la solfa, e si dilettano a correre dietro i due fantocci travestiti da imbecilli. Chi corre col perizoma, chi vestito da pagliaccio. Bene così. Mentre Desgrange si rivolta nella tomba, il Tour chiude il capitolo più nero del suo viaggio: i Pirenei. Abbiamo goduto per soli due episodi. Sul Balès, ovviamente, con la cattiveria genuina e determinata di Contador, mentre Schleck, disperato si piazzava in mezzo alla careggiata quasi avesse voluto fermare il tempo. Oggi sul Tourmalet, con Schleck al massimo dello sforzo e quel cattivone dello Spagnolo che ha cercato il contropiede cattivo. Un attimo bellissimo. Lo sguardo di Schleck: a metà tra il sopreso ed il determinato. Tutto bello, ma solo un momento.
Schleck ha scelto l'arma meno affilata, la sfida sulla potenza. Il risultato era abbastanza scontato in partenza: i due si equivalgono. Fantasia zero. Ce ne voleva molta di più per tentare qualcosa di concreto.
Al solito, le note migliori in coda. Basso è un vero duro, non c'è che dire. Ha tenuto laddove in molti mollano. Soprattutto quelli del suo rango. Adesso il Tour si incammina verso Parigi. Ci siamo divertiti, ma infine ci è rimasto l'amaro in bocca. Meglio di altri anni ma lontano dai tempi migliori. Non è ancora detto. Con otto secondi di distacco tutto è ancora in ballo. Fantasia, Andy. Facci sognare.

lunedì 19 luglio 2010

Tour 2010 - Il cigno nero (ed il fesso giallo)

La vita non segue regole. Non vi sono procedure o pianificazioni. In effetti, tutto è regolato da un insieme di incredibili casualità. Se pensiamo alle persone più care vicino a noi, ad esempio, tendiamo sempre a ragionare con il senno di poi. Tutto ci appare regolare e solido. Laq loro presenza è un perno fisso ed insostituibile attoro al quale ruotano i nostri sentimenti. Se tuttavia ricordiamo il modo in cui abbiamo incontrato queste persone, allora ci accorgiamo che il sentiero che ci ha unito è il irto di coincidenze e di avvenimenti irripetibili; casuali. Gli incontri più importanti della nostra vita sono stati inaspettati, imprevedibili ed un nulla avrebbe potuto mutare tutto ciò che poi è accaduto. La vita non ha regole, e noi ne scriviamo molte per cercare di ordinare ciò che per natura non è regolabile. Poi, di tanto in tanto, all'improvviso, un Cigno Nero ci riporta alle regole primordiali. Una sola regola: non vi sono regole.
Se n'è accorto oggi quel fessacchiotto di Schleck, quando si è ritrovato solo ed abbandonato, con la sua bici scassata, a pochi chilometri dalla cima del Port de Bailes. Mentre avversari ed ammiraglie gli sfilavano sulla destra, lui se ne stava con la catena della bici in mano, ed un groppo in gola che gli impediva di respirare. Chiamatelo destino, chiamatelo improbabile, chiamatela sfiga; oggi Schlck ha forse capito che in una vita senza regole l'unica regola è quella di appropriarsi di ciò che è a nostra portata di mano. Subito. Senza tanti fronzoli. Si sarà forse pentito della sgangherata tattica mostrata ieri?

Oggi è apparso chiaro a tutti che Andy Schleck è l'uomo del Tour. Il più forte. Peccato che per capirlo abbia fatto di tutto per perderlo.

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PS - Davvero c'è qualcuno che critica Contador per il fatto di non aver atteso Schleck? ma per favore....

domenica 18 luglio 2010

Tour 2010 - Nelle mani dei ragazzini

Se oggi avete saltato la tappa al Tour per un bel pomeriggio al mare avete fatto bene. Io mi sono fatto un fegato così davanti alla televisione. I guerrieri della Madeleine oggi hanno pensato bene di fare i capricci e di offrire un imbarazzante spettacolo (pfiù - nota di Albumciclismo) fatto di scattini isterici (Contador) e di un patetico catenaccio (Schleck). Non è così che si onora la sfida e la gente sulla strada. Ho avuto l'impressione che entrambi fossero telecomandati dalle ammiraglie; la cosa non mi stupirebbe assolutamente, ormai siamo alla follia. Poi magari domani si riappropriano del mestiere ed io rivedo il mio giudizio. Francamente questo Tour sino ad ora aveva fatto presagire tutt'altro. Peccato che questo sia il momento della verità e che la verità ha i volti di due ragazzini viziati che non hanno la minima idea di ciò che devono fare. L'abisso in cui il ciclismo è scivolato, sin dal giorno in cui Pantani fu escluso dal Giro '99 è senza fondo. Questi sono i risultati.

sabato 17 luglio 2010

Tour 2010 - L'ombra dei Pirenei

Ci siamo. Il Tour giunge al suo epilogo, ai giorni della verità: i Pirenei. Questa sera, guardando a ovest, i corridori ne distingueranno i profili o, forse, soltanto li immagineranno. L'ombra delle cime già s'allunga sulle strade nelle cupe e strette valli. I Pirenei sono crudeli e solitari. Paiono celare chissà quale orribile segreto. Sono montagne brulle, eppure ricche d'acqua. Le strade si arrampicano sui fianchi di erba e roccia. Ce n'è per tutti i gusti. Domani si giunge in Arriege, poi ci si sposta sui Medi ed infine sugli alti. Li scalano praticamente tutti ed addirittura due volte il Tourmalet. Sarà caldo o nebbioso? Sui Pirenei il tempo è folle. Un giorno può essere una canicola, mentre quello successivo si battono i denti. Quì emergeranno gli uomini duri. Basso ha tutto lo spazio per riaffermarsi e potrebbe addirittura diventare arbitro della sfida del momento. La sfida tra i due là davanti, che non vedono l'ora di darsele di santa ragione. Entrambi sono convinti di potercela fare. Entrabi dovranno dimostrarlo.

venerdì 16 luglio 2010

Tour 2010 - Adesso tocca a me

Foto www.letour.fr
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Se le danno di santa ragione, i due galli di questo Tour. Oggi la spunta Contador che guadagna dieci secondi che pesano moltissimo. Il giallo di Andy è maledettamente pallido a Mende, e quel ciondolare di spalle fa un po' a pugni con gli scatti spavaldi della Madeleine appena due giorni fa. Il ciclismo è così, oggi stai bene e forse, domani, crolli. Aspettiamoci ancora momenti importanti in questo Tour che, ormai, è questione tra questi due guerrieri. Finalmente ci possiamo godere una sfida di stampo antico, e già sogno un duello simile a quello che vent'anni fa infiammò le strade Francesi. Lemond contro Fignon. Fignon contro Lemond. Fu lotta vera, fu fatica immensa ma fu soprattutto leggenda. Arrivano i Pirenei: strade pericolose e salite caldissime. Pubblico sanguigno. Contador attaccherà ancora. E Schleck non potrà nascondersi. Il mondo vi guarda.

mercoledì 14 luglio 2010

Tour 2010 - Morirò alla tua ruota!

La Madeleine piazzata lì, a quaranta dall'arrivo, rimane una bestemmia. Per fortuna ci hanno pensato i corridori, a regalare momeni di grande ciclismo. La lotta, fatta di scatti assassini, tra Schleck e Contador e stata splendida. Tutto ciò che si può chiedere ad un duello vero. Ad una rivalità verace. Schleck scattava con cattiveria, dopo aver fatto predere fiato per qualche metro all'avversario; giusto per convincerlo a mollare. Guarda com si sta bene. Guarda come ti faccio soffrire. L'altro non ha abboccato e non gli ha mollato un centimetro. Incapace di scattargli di rimessa, Contador ha giurato di morire su quella ruota maledetta, e non ha ceduto nulla. Tutto bellissimo. Sfida crudele. Che i due ragazzini siano finalmente diventati uomini? Di Certo oggi hanno vendicato il "tradimento del Ventoux". Il lungo codazzo di sofferenza, di cui Evans è capofila, ci deve far capire quanto è duro questo Tour: considerando che il bello deve ancora arrivare, nn diciamolo troppo forte, forse possiamo ricominciare a divertirci. Contador e Schleck sono più di una promessa. Che si sfidino lealmente sino all'ultima pedalata. Ci mostrino ancora quegli sguardi assassini. Quella voglia di vincere che, ormai, pareva cosa antica.

domenica 11 luglio 2010

Il prezzo dell'inganno


Noi Cristiani amiamo il processo di redenzione. Se poi questo è accompagnato dal sangue allora raggiungiamo l'orgasmo. Ecco che in un caldo pomeriggio di Luglio, mentre il Tour da il suo meglio sulle Alpi, la mia attenzione viene catalizzata dalla foto in alto. Riccardo Riccò, corridore - serpe che ha incarnato tutti i sette peccati capitali (ed anche l'ottavo) per oltre due anni, transita sotto il traguardo trasfigurato da una terribile caduta. Il fatto è avvenuto durante l'insulso Giro d'Austria. Corsa per terze linee ed esclusi dal grande ciclismo. Riccò, leader della corsa, nella cronometro decisiva, è stato ostacolato e fracassato da una moto della televisione che ne riprendeva l'azione. Sino a quì un incidente come, purtroppo, tanti altri. Se non che, a quel punto, è giunta la redenzione. Riccò, l'arrogante, il superficiale, l'antipatico ed il mascalzone si rialza. Risale sulla bici. Pedala in un bagno di sangue. Giunge al traguardo e mantiene la leadership. Non solo. Parte anche il giorno dopo, con il setto nasale rotto. Affronta ore di sofferenza e paura per... cosa? Il Giro d'Austria??? No, per il ciclismo. Perchè sotto sotto Riccò, purgato del demone che era in lui, è un ciclista. Perchè nonostante la CERA e tutto il resto, Riccò sa come si soffre e sa farlo davvero. Perchè forse in questi anni il ragazzo, forse, si è davvero vergognato un pochino. Forse, ha capito qualcosa, anche un minimo. Forse. Non lo sappiamo, non vi è modo di saperlo. Ciò che sappiamo è ciò che possiamo vedere. Un ragazzo, la sua bici, ed una tremenda sofferenza. Non c'è doping e non c'è inganno. Almeno in questo.

Tour 2010 - Pentole e coperchi

Psico-dramma televisivo per la grande crisi di Armstrong. In effetti nulla di nuovo sotto il sole, bastava leggere il mio blog per evitarsi tanto patema. Nonno Armstrong comunque accentra sempre l'attenzione, anche quando becca dieci minuti. Davanti intanto si è vista (finalmente) una gran bella tappa di montagna. Classica selezione da dietro del Tour; non aspettatevi grandi attacchi degli scattisti, questo è il Tour. Per i "rulleaur", per gli uomini di grande fatica e di grande fondo. Ad uno ad uno sono saltati nomi anche importanti nonchè i vari "pompati" alla Wiggins (chi era costui?). Mi ha colpito la capacità di soffrire di Basso e di Rogers. Saranno due cagnacci. Però, mentre Contador zampettando costruiva un bel pentolone, dimenticandosi il coperchio, i giovani rampanti (Schleck, Kreuziger e Gesink) si decidevano finalmente. Giusto per ricordarci che gareggiano non solo per i primi piani. Alla fine chi gode è comunque un vecchietto: il campione del mondo Evans che stupisce sempre più. Dopo la vittoriosa Freccia ed un Giro alla grande, egli è ancora là davanti.

sabato 10 luglio 2010

Tour 2010 - Misurarsi la febbre

E' ciò che hanno fatto oggi i favoriti sulla salita verso Rousses. La scalata non era particolarmente impegnativa e non consetiva attacchi importanti, così i "grandi" del Tour hanno deciso di mettere davanti, a turno, i propri gregari. Ha cominciato Armstrong, ben imitato da Evans ed infine Contador. Sguardi taglienti si incrociavano nel gruppo dei migliori alla ricerca di una smorfia, di un mezzo cedimento. I favoriti si misuravano così la temperatura in attesa della tappa di domani che, probabilmente, è più adatta a certe azioni. Difficile dire chi stia bene e chi male. Spesso i risultati delle prime salite sono fuorvianti. Certamente sta bene Chavanel, che ha vinto la seconda tappa di questo Tour. Però a me è piaciuto ancor di più Valls. Splendida muscolatura, belle pedalata. Un altro Spagnolo doc. Segnamoci il nome perchè lo rincontreremo.

Finisce la grande pianura; ci siamo

Splendida immagine del Tour - Jasper Juinen/Getty Images
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Ecco che dai campi assolati le ombre dei primi monti si intravedono nell'afa. Nel primo pomeriggio d'un sabato di Luglio la strada ode per prima l'acqua di un ruscello che viaggia al centro di un letto arido e bianco. E' acqua che si perde nel suo percorso e non arriverà mai al mare. E' acqua che sopravvive sin dalle valli verdi che l'anno vista scorrere. Quelle valli sono dietro le ombre dei primi colli aridi. Oggi il Tour si arrampica e vedrà le cime delle Alpi. Una classifica lunga e già ben delineata ci dice che non sarà per nulla facile, per i vecchi, scavalcare ancora una volta i giovani. Andy è saldo la avanti, ben protetto dal busto giallo di Cancellara. Contador è un falco in agguato; gli basterà un pur piccolo segnale per lanciare il suo attacco. Una goccia in più di sudore, un respiro affannato, uno sguardo perso dell'avversario. Armstrong probabilmente soffrirà. E soffrirà molto anche Basso. Poi, tra le curve assolate delle prime salite alpine, sarà il momento dei corridori perduti. Di quella lunga coda di sofferenza verso il traguardo. Sguardi supplicanti e sudore a perdere. E' il Tour crudele che ama la gente.

martedì 6 luglio 2010

Tour 2010 - Spettacolo meraviglioso (Schleck non li ha aspettati)

Oggi il ciclismo ha avuto la sua rivincita. Le pietre del nord hanno vendicato le "cote" umiliate solo ventiquattro ore prima. E che rivincita... Indovinate che è arrivato davanti? Si, proprio lui, Andy Schleck, quello mingherlino, il meno pronosticato di tutti. Salito sulla locomotiva umana Cancellara, ha rifilato secondi (e minuti) a tutti. Ma proprio tutti, compresi quelli che ieri avevano rifiutato la battaglia che, forse, lo avrebbe eliminato dalla classifica dei grandi. Oggi lui non ha aspettato, anzi, ha fatto spingere il suo compagno al massimo, per poter scavare più distacco possibile.
Bene ha fatto il Tour a percorrere queste strade. Anzi, ne vogliamo ancora e di più. Il mito del ciclismo si costruisce in giornate come oggi. La polvere, le pietre antiche ed i tifosi che stringono sino a far diventare quei sentieri dei budelli spaventosi.
Il Tour ha acceso la sua prima battaglia; sta ai perdenti (Basso tra tutti) ribaltare la situazione. Già da domani. Perchè il Tour si inventa ad ogni curva, ad ogni cambio di pendenza. Senza aspettare nessuno!

lunedì 5 luglio 2010

Tour 2010 - Spettacolo indegno

Cari corridori, siete indegni del Tour. La battaglia negata sulle Ardenne è un affronto che grida vendetta. Finalmente, complice un percorso selettivo ed intrigante, il Tour oggi pomeriggio era decollato. Selezione, bagnato, cadute e panico. Il gruppo ha vissuto veri e propri momenti di terrore quando ormai l'arrivo si avvicinava. Cancellara, la maglia gialla, era saldamente al comando con Menchov ed Evans. Nomi importanti. Dietro erano rimasti Basso ed Armstrong. Ancor più dietro gli Schleck. A quel punto è successo ciò che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Quelli davanti si fermano. Cancellara se la ride mentre Chavanel gli sta sfilando il simbolo del primato. Evans e Menchov amorfi. E tutti gli altri che rientrano. Che buffonata. La gente (ancora tanta) al bagnato, sulla strada, rimaneva allibita e non sapeva se applaudire o piagere dalla disperazione. La pagliacciata però doveva ancora riservare il lato più comico sull'arrivo. Cancellara stringe la mano ad un tizio della direzione di corsa, di fronte alle telecamere, e poi si mette davanti al gruppo a frenare i bollenti spiriti. Poi, proprio sul traguardo, qualche corridore gli sfugge sulla sinistra, piazzando lo scattino dell'ultimo metro. Una vera e propria buffonata.
Possibile che i corridori non si rendono conto di ciò che fanno? cosa hanno voluto dimostrare? cosa hanno ottenuto? il rispetto lo si guadagna attaccando, in qualsiasi situazione. Il ciclismo è dura legge della strada. Se ne facciano una ragione, altrimenti lascino perdere.
Dopo essersi resi ridicoli sulle "cote" della Liegi, cosa faranno domani sulle "pietre" della Roubaix? scenderanno e porteranno le bici a piedi? fossi un organizzatore del Tour altro che "cinque" a Cancellara. Gli avrei fatto ripetere la tappa. Da capo. Di notte.

domenica 4 luglio 2010

Tour 2010 - Il lungo abbiocco

Inutile dire che il caldo ha favorito la dormita; la prima tappa del Tour ha fatto il resto. Nulla di fatto, il gruppo viaggia a favore di vento nella seconda perte del percorso. L'unico (grande) ostacolo naturale diventa prezioso alleato. Così i propositi di battaglia e di agguati cadono, e son giusto alcune cadute le uniche emozioni riservate agli spettatori. Ce le saremmo risparmiate volentieri. Sul mare del Nord nessuno ha avuto il coraggio di osare. Questa la notizia da registrare al primo giorno di quella che sarebbe la corsa più grande. La scusante del "si va troppo forte da giorni, siamo stanchi" non regge. Si è evidentemente voluto rimandare tutto alla terza tappa, quella del pavè. Se devo fare una lista di vincitori e vinti tra i vincitori di oggi metto certamente Contador, Basso e gli Schleck che ringraziano di cuore. Vince Petacchi e con lui la Lampre che ci ha creduto. Vincitore è Adam Hansen che è riuscito a finire la tappa nonostante una brutta caduta ed il conseguente dolore alla spalla sinistra. Tra i vinti metto Armstrong ed i ragazzi della HTC: erano loro a dover attaccare. Bisogna dire che se una vecchia volpe come il Cowboy ha deciso di non rompere le scatole al pistolero, evidentemente i conti li aveva fatti tutti e bene. Nel bilancio di un Tour difficile, evidentemente un approccio western non è stato preso in considerazione. Vinti, nettamente, gli spettatori. E quì parte il mio pistolotto agli organizzatori. Le riusciamo a trovare strade un pochino più strette tra Olanda e Belgio? In due nazioni dove le corse importanti si corrono su viottoli di due metri, il Tour de France è riuscito a trovare solo delle autostrade. Chiaro che la selezione ce la possiamo scordare. Non se lo meritano gli spettatori sulla strada (veramente una folla), e non ce lo meritiamo noi, forzati del televisore in questa calda settimana di Luglio.

Tour 2010 - Prima trappola

La tappa che da Rotterdam porta a Bruxelles è un bel rompicapo e già più di una squadra ha pensato ad un attacco. Saxo Bank, Radioshack e Columbia sono pronte a scatenare l'inferno quando la corsa incontrerà il mare e volterà a sinistra. La tappa di oggi è tutta da gustare, sebbene non si tratti di una tappa di montagna. Anzi, di salita da queste parti neppure l'ombra. Quì l'ostacolo naturale si chiama vento. Quì le strade sono larghe pochi metri e presentano pericoli di ogni genere; dossi, spartitraffico e ponti in legno, acciaio, di tipo semovente, levatoi. Un incubo. I meno attrezzati, chissà perchè, mi sembrano proprio gli Astana, ed anche Basso lo vedo ancora in difficoltà. Oggi si "lima" dal primo all'ultimo chilometro. Oggi si scrive una grande pagina di Tour.

Tour 2010 - Partito!

E' un po' come togliersi un dente. Il Tour è finalmente partito. Sempre brutto il tempo al Nord, vedremo che accade nei prossimi giorni. Tony Martin è davvero un bel corridore; giovanissimo è forte in salita ed oggi è andato fortissimo a crono: che possa essere lui la grande sorpresa? Incontenibile Cancellara, ma ci siamo abituati. Tra Armstrong e Contador la spunta il primo. Questione di secondi che, adesso, sembrano macigni. Ben più di qualche secondo se li sono presi i vari Basso e famiglia Schleck. Ahi ahi, si parte in salita e questa è una corsa che non aspetta nessuno. Domani si viaggerà verso Bruxelles e credo che ne vedremo delle belle. Armstrong sa che questo Tour lo vince soltanto se scava tra se e gli altri un vantaggio incolmabile già nella prima settimana. L'uomo che è sopravvissuto ad un cancro, l'uomo dei sette Tour ha saputo crearsi questa sfida. Ed ora non può tornare indietro.

sabato 3 luglio 2010

Tour 2010 - Ancor prima di partire

Michael Rogers, il mio favorito (foto Alefederico - http://www.albumciclismo.it/)

Se certi pronostici non si fanno ancor prima di partire, allora è meglio non farli proprio. Mi lancio. Tenete d'occhio l'Australiano Rogers. Consapevole d'averla detta grossa, ho un paio di buoni motivi per giocarmi questa carta. Rogers è entrato in forma molto presto, ha brillato sin dalle prime corse di Marzo (già alle Strade Bianche, per non parlare di una strepitosa Sanremo), è un ottimo passista (che al Tour non guasta mai), è Australiano (movimento più che emergente nel ciclismo) ed ha ormai completato quel processo di maturazione cui ogni atleta (fenomeni esclusi) deve sottoporsi. Ha vinto a Maggio in California, ed i dubbi che ho sono tutto legati a quella prestazione. Si è accontentato? Ha ancora fame di vittoria? Egli milita in una delle super squadre di questo Tour, forse sbilanciata sulle volate di Cavendish, forse in grado di coprire entrambi i capitani. Se Rogers ci sarà, dovrà dimostrarlo subito, sin da questa sera nel prologo di Rotterdam. Le grandi vittorie si costruiscono da subito, senza attendere nessuno.

venerdì 2 luglio 2010

Il Tour!

Ci siamo arrivati, comincia il Tour. Mentre i vuvuzelas del mondiale di calcio continuano a riempire le nostre serate i pomeriggi si riempiono di Tour. Lunghe ore di ciclismo con il gruppo a macinare chilometri nel nord, zeppo di insidie. Il vento, il pavè, i grandi attacchi a sorpresa; ne abbiamo parlato. La corsa dei girasoli. La corsa più grande ed ambita del mondo, obbiettivo di un intera carriera. Forse troppo grande per atleti che poi si nascondono tutto l'anno alla ricerca di una condizione che, senza confronti, è difficile da valutare. Allora meglio Contador, che ha vinto già a Marzo che gli Schleck, che non hanno mai messo fuori il naso. Meglio Basso, che ha vinto il Giro, che Armstrong, che è stato l'apripista di questa pratica disgraziata del nascondino.
Soprattutto viva la battaglia senza quartieri, viva chi avrà coraggio e speriamo di vedere una corsa per uomini. E non per ragazzini.